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I sogni, i fatti delle donne

Folla delle grandi occasioni venerdì scorso al Kismet per ‘Donne come noi – storie cantate”. Un pienone che non ha meravigliato nessuno, visti i fastosi precedenti di qualche mese fa a Milano, Torino e Roma, quando in cartellone è stato questo atteso spettacolo di Giulia Minoli e Emanuela Giordano. Liberamente tratto dall’omonimo libro curato dalla redazione di Donna Moderna e edito da Sperling & Kupfer, ‘Donne come noi’, avvolge in forma di teatro-canzone alcune storie fuori dall’ordinario. Il testo ne contiene cento, tutte accomunate dall’avere per protagoniste donne uscite vincitrici da battaglie che le vedevano battute in partenza, come entrare per la prima volta in magistratura, dirigere una spedizione nell’Antartide, sopravvivere all’ecstasy e diventare un personaggio-immagine della lotta a tutte le tossicodipendenze, salvaguardare il nuraghe più antico della Sardegna… Tosca Donati è la capofila di un ben assortito sestetto completato da Giovanna Famulari, Maria Chiara Augenti, Anna Mallamaci, Rita Ferraro e Fabia Salvucci. La presenza di Tosca dà particolare impulso alla canzone : brillano le esecuzioni di ‘Canzone arrabbiata’ di Anna Melato dal ‘Film d’amore e d’anarchia” di Lina Wertmüller (1973) e ‘Il secondo coro delle lavandaie’ da ‘La gatta Cenerentola’, l’opera teatrale scritta e musicata nel 1976 da Roberto De Simone. Soprattutto si fa musica dal vivo, si accennano passi di danza, ci si punzecchia in un festoso clima di squadra. Uno spettacolo frizzante e dinamico, dai ritmi serrati, senza un solo tempo morto. E costumi, luci, grafica-video, nulla da eccepire. Ma è proprio in questa solida efficienza che risiede il limite di ‘Donne come noi’, che avanza alla stregua di un rullo compressore e abbatte ogni possibile obiezione, come l’abuso di luoghi comuni a proposito del genere maschile o la frammentazione della scaletta in modo da giustificare un’overdose di applausi in corso d’opera. Nel lavoro di Minoli e Giordano, sotto la patina di una pianificata leggerezza, brucia un rancoroso senso di conto in sospeso. Per quanto storicamente comprensibile, ciò alla lunga opacizza la limpidezza dell’obiettivo di partenza : spronare ogni donna che abbia un sogno a battersi per realizzarlo. Vasto il consenso della platea. Hanno contribuito a vario titolo al successo dello spettacolo : L’Oreal Paris, Teatro Franco Parenti, Giuseppe Filipponio, Antonio Lovato, Davide Bastolla e Tania Cilettti. – ‘Donne come noi’ promette di avere un seguito. La redazione di Donna Moderna è già al lavoro per selezionare altre cento storie. Questa volta a segnalarle saranno le lettrici e le storie verranno pubblicate settimanalmente sullo stesso giornale.

Italo Interesse

 

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