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I sommersi e i salvati

‘Invocato’ nel mese della Memoria, Primo Levi fa ritorno dall’Altrove e s’impossessa della carne di Valter Malosti per raccontare la personale esperienza dell’Olocausto. E’ accaduto la scorsa settimana al Piccinni, per il quarto appuntamento della Stagione Teatrale di Bari 21/22. Chi si aspettava una testimonianza furente sarà rimasto sorpreso poiché, così come è pacata la prosa di ‘Se questo è un uomo’, altrettanto pacata è la parola di Levi/Malosti, che per una novantina di minuti scorre senza acuti, sussurrata e monocorde, incredula, malinconica ; a sostenere la parola è un gesto misurato, un po’ stanco. Costantemente in piedi, quasi immobile, vestito d’un elegante abito da viaggio grigio stile anni trenta/quaranta, il Narratore ha per compagna una valigia, ora tenuta in mano, ora posta ai piedi, in altri momenti usata come seduta. Periodicamente, due mute figure (una ragazza smarrita e un internato in divisa e dal volto coperto), fanno capolino, transitano lente, muovono qualche passo sulla scena, quindi scompariscono. Suoni cupi e bestiali sottolineano i passi più aspri del ‘più atroce libro di avventure mai scritto’, mentre là dove la voce rifiata, un coro a cappella misto intona madrigali tratti dalla produzione poetica di Levi e musicati da Carlo Boccadoro. Il lavoro di Boccadoro, che strizza l’occhio al Ligeti di ‘Lux aeterna’, conferisce un tocco epico a una testimonianza lacerata e lacerante. Un eroico ed ‘ispirato’ Valter Malosti mette in moto un meccanismo scenico raffinatissimo, che non perde un colpo, che immerge la platea in un silenzio rapito e teso ispirando in tutti il medesimo dubbio : Meglio rientrare tra i “sommersi” o tra i  “salvati” (le due categorie di internati distinte da Levi) ? Ovvero, meglio mettere fine a una non-esistenza passando per un camino o sopravvivere e fare i conti per il resto della vita con una memoria pesante quanto un macigno e ineludibile ?… Determinante l’aspetto tecnico nel successo di questo lavoro : la felicissima sinergia in cui entrano i contributi di Margherita Palli (scene), Cesare Accetta (luci), Gianluca Sbicca (costumi), GupAlcaro (progetto sonoro), Luca Brinchi e Daniele Spanò (video) incornicia un allestimento maiuscolo. Nel Mese della Memoria non si poteva sferrare colpo migliore al negazionismo e al rigurgito anti semita. Al termine, pubblico commosso e prodigo di applausi. – Prossimo appuntamento di stagione : Da giovedì 27 a domenica 30 gennaio sarà in cartellone ‘Re Lear’, con Glauco Mauri, Roberto Sturno protagonisti, diretti da Andrea Baracco (Compagnia Mauri Sturno / Fondazione Teatro della Toscana).

 

Italo Interesse

 

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