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I sondaggi al “ribasso” di Piepoli irritano i candidati di Pdl e Udc

 I numeri emersi dal sondaggio effettuato dall’istituto del professor Piepoli sulle intenzioni di voto dei pugliesi, per le politiche del 24 e 25 febbraio prossimo, non piacciono ai vertici regionali del Pdl, i parlamentari Antonio Di Staso e Francesco Amoruso, rispettivamente coordinatore e vice del partito di Silvio Berlusconi in Puglia. Infatti, con una nota diffusa ieri i due rappresentanti del Pdl hanno dichiarato che, pur rispettando Piepoli, non condividono l’attendibilità dei risultati di tale indagine, poiché “Il suo sondaggio sulla Puglia è completamente diverso da tutti gli altri e sarebbe assolutamente lontano dalla realtà.” E spiegano, poi, perché ritengono non realistico quanto emerge dalla predetta rilevazione che in Puglia prevede una differenza, tra centrodestra e centrosinistra, addirittura superiore a quella nazionale. Il dato del Pdl pugliese, per i due coordinatori regionali  del partito “è enormemente sottostimato” rispetto a quelli in loro possesso ed all’umore degli elettori locali, che giornalmente incontrano sul territorio.“Tutti i sondaggi nazionali – spiegano Di Staso ed Amoruso nella nota – pongono la Puglia tra le regioni in cui il centrodestra ha ottime possibilità di vincere e di prendere il premio di maggioranza al Senato.” A supporto di questa tesi, i rappresentanti del Pdl fanno notare che tutti i sondaggi nazionali, riportati dai maggiori quotidiani, rilevano una crescita costante del centrodestra negli ultimi giorni, con un divario tra centrodestra e centrosinistra che va da un minimo del 2,6 ad un massimo del 9%. Quindi, si ribadisce nella nota, “Non è credibile che in Puglia tale divario sia addirittura del 13%” secondo quanto emerge dal sondaggio di Piepoli, che al Senato darebbe la coalizione di Pierluigi Bersani al 39% e quella di Berlusconi al 26%, mentre alla Camera i dati di entrambe le coalizioni sarebbe inferiore di mezzo punto percentuale rispetto a quello rilevato per Palazzo Madama. Però, ad essere ancor più preoccupato dai dati di sondaggio del professor Piepoli, diffusi ieri attraverso una nota emittente televisiva locale, pare che sia un rappresentante pugliese del partito di Pierferdinando Casini, il deputato foggiano Angelo Cera, che addirittura ha accusato l’emittente televisiva di voler condizionare il voto dei pugliesi per le politiche di febbraio, diffondendo “numeri senza fondamento.” Il deputato dell’Udc ha, inoltre, dichiarato di ritiene che alcuni sondaggi, lanciati in questo particolare frangente elettorale, fotograferebbero una realtà che non esiste nei fatti. E lo stesso Cera ha poi precisato: “Evidentemente alcune televisioni locali pugliesi conoscono il territorio solo da un punto di vista commerciale, lanciando sondaggi a gettoni in virtù del padrone di turno.” Una precisazione, quella del parlamentare dell’Udc, che risulterebbe al quanto pesante nei confronti del comparto televisivo locale che, in definitiva, si è limitato soltanto a riferire i risultati di un test statistico sulle intenzioni di voto dei pugliesi, commissionato ad uno dei tanti istituti operanti nel settore. Infatti, non è certo colpa dell’emittenza locale se dal sondaggio è emerso che il partito di Casini in Puglia sarebbe accreditato al 3% dei consensi, con un calo secco di cinque punti, rispetto alle politiche del 2008, quando ottenne l’8% dei voti. Non fa certo piacere all’onorevole Cera, candidato al secondo posto della lista dell’Udc in Puglia, sapere che, con un dato politico come quello rivelato dalla Tv locale, rischierebbe di non essere riconfermato in Parlamento. Ma d’altronde non sarebbe neppure inverosimile ritenere che quel 3% attribuito all’Udc in Puglia  possa essere tanto lontano dalla realtà, visto che anche in sondaggi nazionali, nei quali non è certo coinvolta l’emittenza regionale, il partito di Casini è accreditato a non oltre il 4% dei suffragi. “Ed è assai strano – afferma qualche noto ex esponente pugliese del partito di Casini – che l’autorevole esponente foggiano dell’Udc possa tanto scandalizzarsi, per un sondaggio che dà in caduta libera il partito dello scudo crociato a queste elezioni politiche, e non si sia invece scandalizzato in precedenza, quando nelle tornate elettorali amministrative il partito perdeva seguito e voti sul territorio.” Infatti, l’Udc già da tempo in Puglia è in evidente agonia, a causa delle numerose defezioni da parte di militanti  ed esponenti comunale e regionali, che non hanno condiviso alcune scelte politiche e dirigenti imposti da Roma, senza per altro conoscere la base elettorale e, soprattutto, la realtà territoriale del partito. “Ma una situazione ancora più paradossale – evidenzia un militante dell’Udc barese di estrazione democristiana – è quella in cui si trova il partito in Terra di Bari che, da non dimenticare, è la provincia più popolosa della regione.” E dove – rileva lo stesso militante – la gestione dello scudo crociato è stata affidata ad un esponente del vecchio Psi, Filippo Barattolo, che per il suo pregresso politico è quantomeno discutibile come figura rappresentativa, per un partito che vorrebbe richiamarsi a valori e tradizioni centriste nel solco della vecchia Dc.” Infatti, proprio nel barese i malumori per come è stata gestita l’Udc a livello locale non mancano. “Una gestione – sostiene sempre lo stesso militante – che finora ha creato soltanto malcontento tra molti esponenti locali, che difatti erano il vero zoccolo duro del partito nelle realtà comunali. E, in alcuni casi, provocando addirittura strascichi insanabili proprio con quelli che storicamente rappresentano nelle realtà comunali la tradizione di un elettorato cattolico affezionato allo scudo crociato.” E, a conclusione di queste brevi considerazioni, il militante barese dell’Udc si pone una domanda:  “A che serve continuare a sostenere un partito, come l’Udc, che nella Terra di Aldo Moro e della gloriosa Balena bianca non ha trovato nulla di meglio da candidare, ad un posto di possibile elezione alla Camera, che un residuato del vecchio Psi di Bettino Craxi? ”. Un interrogativo che potrebbero porsi in Puglia molti precedenti elettori del partito di Casini nel momento in cui entreranno in cabina, per esprimere il proprio voto con la sola croce sul simbolo. E, stando ai sondaggi, non è da escludere che nei risultati del 25 febbraio prossimo (e non soltanto, come ieri, su una Tv locale!) l’Udc pugliese trovi effettivamente qualche ulteriore spiacevole sorpresa.                   

Giuseppe Palella

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