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I sondaggi non spaventano Schittulli, ma preoccupano Vendola

Il sondaggio di Swg, commissionato dal Pd nazionale sulle regionali pugliesi, non spaventa il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Francesco Schittulli, ma il governatore uscente Nichi Vendola. Infatti, il leader nazionale di Sel, parlando a margine di un incontro barese sulle nuove misure regionali di sostegno all’occupazione, con riferimento alle prossime votazioni pugliesi ha dichiarato: “sono un campanello d’allarme. La percezione é che una campagna elettorale così lunga ed estenuante, cominciata nella primavera dello scorso anno possa far arrivare il centrosinistra con il fiato corto, con un certo affanno”.  Secondo il governatore pugliese, inoltre, occorre lavorare per dare un anima alla coalizione ed elevare il tenore del dibattito pubblico. Iniziative, queste, che per Vendola sono il compito specifico del centrosinistra alla vigilia delle elezioni. Difatti, ha spiegato a seguire il governatore: “La campagna elettorale non può essere un specie di ‘striscia la notizia’ quotidiana. E’ un momento in cui le forze intellettuali di tutta la Puglia devono sentirsi coinvolte, devono poter parlare, si devono coinvolgere le reti giovanili e non fare convocazioni retoriche dei soggetti sociali e degli attori vitali. Bisogna veramente praticare l’ascolto, costruire un programma di alternativa”. Ed, a questo punto, è evidente che il sottointeso riferimento critico riguarda l’annunciata iniziativa della “Sagra del programma” che l’aspirante governatore del centrosinistra, Michele Emiliano, si appresta a mettere il campo per tentare di riempire di contenuti una campagna elettorale che finora si è forse caratterizzata soltanto per gli “acquisti” di sigle e gradi elettori effettuati dal fronte contrapposto e per le critiche rivolte all’interno della stessa coalizione di maggioranza su talune questioni come sanità ed ambiente, che nei dieci anni di governo Vendola hanno indiscutibilmente conseguito risultati poco lusinghieri. Ma su questi temi il leader nazionale di Sel non si sbilancia affatto, concludendo il ragionamento, come spesso è solito fare, con un’ermetica battuta il cui senso è tutto da interpretare: “Non mi crea alcun turbamento l’alternatività a Vendola, vorrei capire la qualità dell’alternativa, tutto qui”. Parole, queste, che dovrebbero far riflettere chi nel centrosinistra pugliese spera che il bagaglio elettorale vendoliano possa essere riconquistato per il sol fatto di essere parte di uno stesso schieramento. Ma il riferimento esplicito al nome del segretario pugliese del Pd, che aspira a succedere a Vendola nella guida della Regione, arriva a chiusura del ragionamento, quando il leader di Sel lapidariamente dichiara: “Poi, come appassionato militante del centrosinistra posso dire a Michele Emiliano che lui ha un unico vero grande avversario, che si chiama Michele Emiliano”. “E questo – esclama qualche attento osservatore dello scenario politico pugliese – è fuor di dubbio!” Infatti, spiega sempre lo stesso osservatore, non è difficile immaginare che talune stravaganti trovate dell’ex Primo cittadino barese gli stanno alienando le simpatie elettorali di una larga fascia di pugliesi che in passato hanno votato per il candidato governatore del centrosinistra non certo perché volesse incarnare lo stesso blocco di potere rappresentato dall’avversario di centrodestra. Per la cronaca ricordiamo che i dati del sondaggio di Swg non sono complessivamente entusiasmanti per il centrosinistra pugliese, poiché vedono il Pd in calo di circa sei punti percentuale rispetto alle europee delle scorso anno, mentre per Forza Italia il dato è pressoché stabile. Ed il divario di dieci punti rilevato a febbraio tra Emiliano (46%) e Schittulli (36%) potrebbe essere considerato un’inezia a poco più di due mesi dall’apertura delle urne, sia se si considera l’esiguità del campione di elettori consultati, sia la sovraesposizione mediatica di cui ha goduto finora il candidato governatore del centrosinistra. Infatti, qualche dato più attendibile dai sondaggi lo si potrà ottenere solo dopo la presentazione delle liste e l’avvio effettivo della campagna elettorale anche per i candidati consiglieri. E ciò sempre al netto di possibili sorprese all’apertura delle urne, come accadde alle regionali del 2005 per Raffaele Fitto ed alle politiche del 2013 con la lista del M5S di Beppe Grillo. In definitiva, la partita vera delle regionali deve ancora iniziare. E non a torto Vendola si preoccupa dei dati del sondaggio di Swg, ma forse non si dispiace.       

Giuseppe Palella

 


Pubblicato il 13 Marzo 2015

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