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I tre comitati per la campagna referendaria del “No” analizzano i motivi del successo elettorale
L'incontro si è concluso sulle note di "Bella ciao"

All’indomani del risultato referendario i Comitati baresi Giusto Dire NO, Avvocate e Avvocati per la Costituzione e per il NO e Società Civile per il NO hanno , riuniti in conferenza stampa nella Sala della Tesoreria dl Comune di Bari, analizzato lo straordinario successo ottenuto a livello nazionale con la bocciatura del progetto di riforma Nordio, sottolineando come la vittoria del NO sia stata frutto di una vera e propria mobilitazione delle cittadine e dei cittadini a tutela della carta Costituzionale, considerata ancora oggi, ad oltre 80 anni dalla sua sottoscrizione, intangibile baluardo della democrazia. Il voto espresso in questa occasione – si è detto – e che ha riportato alle urne una gran parte di elettorato rimasto silente per disaffezione ad una politica giudicata manchevole sotto diversi aspetti, non può non considerarsi frutto diun lavoro diuturno e capillare di studio e informazione svolto dai Comitati per il No in favore dei cittadini, questi ultimi chiamati ad esprimersi su questioni di carattere squisitamente tecnico giuridico ovviamente sconosciute ai più, divenute intellegibili nei loro reali scopi ed obbiettivi, in verità ben lontani dalla riforma della Giustizia richiesta dalla collettività e ritenuta urgente dagli operatori del diritto, grazie all’impegno divulgativo di Magistrati, Avvocati e parti attive della società civile. Uniti, e non contrapposti, i sentimenti di Magistratura e Avvocatura per la difesa delle ragioni della Costituzione, a definitiva smentita della mancanza di sinergia e di intenti delle due categorie in nome di una contrapposizione che, nei fatti, non esiste e non può trovare ingresso nella comune cultura della giurisdizione . Al termine della manifestazione, tuttavia, Antonella Cafagna, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) della sezione di Bari, e Ilaria Casu, giudice e coordinatrice del Comitato “Giusto dire No“, hanno precisato che l‘iniziativa non era stata previamente concordata né condivisa. Il giorno precedente, a Napoli, un episodio analogo aveva visto alcuni magistrati festeggiare l’esito del referendum cantando proprio “Bella Ciao“, suscitando polemiche che hanno alimentato il dibattito nelle ore successive. Intervenendo sul caso, Casu ha sottolineato che non ritiene il canto un motivo di divisione: l’insorgenza di reazioni contrastanti sarebbe, piuttosto, espressione di una campagna referendaria particolarmente aspra e caratterizzata da toni che, a suo avviso, avrebbero dovuto essere evitati, soprattutto da parte delle istituzioni e di chi ricopre ruoli di responsabilità istituzionale.
Piero Ferrarese
Pubblicato il 24 Marzo 2026



