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I “vendoliani” e parte dei “renziani” indicano Carofiglio come possibile sfidante di Emiliano

 

I prossimi appuntamenti elettorali pugliesi riguarderanno le amministrative del prossimo anno, quando i cittadini di diversi Comuni, tra cui Bari e Foggia, saranno chiamati ad eleggere rispettivamente il sindaco ed i componenti dell’Assemblea di cui quest’ultimo sarà massimo rappresentante. Però, dopo la pausa ferragostana, alla ripresa dell’attività politica a tenere banco nella scena pugliese non sono tanto le candidature e le alleanze dei candidati a sindaco per le amministrative della primavera del 2019, quanto quelle per le regionali dell’anno dopo, quando la competizione elettorale riguarderà il rinnovo dell’Assemblea regionale e, soprattutto, la scelta di chi dovrà guidare la Puglia fino al 2025. Infatti, la politica locale di questa prima settimana settembrina è stata dominata soprattutto dalla discussione aperta domenica scorsa dalle dichiarazioni rilasciate dal governatore Michele Emiliano (Pd) durante un dibattito organizzato a Ceglie Messapica (Br) da un noto quotidiano nazionale on-line, dove il presidente della Regione Puglia ha affermato sostanzialmente di volersi sottoporre subito alle primarie per la ricandidatura del 2020, sia perché vorrebbe sapere già da ora se sarà lui il candidato della coalizione di centrosinistra alle prossime regionali, sia perché i principali ostacoli alla sua riproposizione a governatore sono all’interno del suo stesso partito, il Pd, nel quale una parte consistente di detta forza politica, in particolare una fetta dell’area renziana pugliese, sarebbe intenzionata a sostituirlo nella candidatura per la presidenza della Regione del 2020. Infatti, come si ricorderà, la prima a ventilare nel Pd pugliese, agli inizi dello scorso mese di luglio, l’ipotesi di individuazione del futuro candidato di centrosinistra a presidente della Regione attraverso le primarie e, sostanzialmente, a dichiarare quindi la propria contrarietà ad una automatica riproposizione del presidente in carica, Emiliano, era stata la senatrice Dem pugliese Teresa Bellanova (già vice ministro allo Sviluppo economico negli ex governi Renzi e Gentiloni) e nota esponente di punta della corrente politica renziana nella nostra regione. A tale proposta, successivamente, si sono uniti altri esponenti di spicco dell’area renziana pugliese, quali l’europarlamentare pugliese del Pd, Elena Gentile, e qualche consigliere regionale della stessa corrente interna a tale partito. Tra i possibili sfidanti di Emiliano alle primarie si sono fatti i nomi della stessa Bellanova e del senatore Dario Stefano, che già nel 2015 si scontrò senza successo con l’ex-pm antimafia, ed allora sindaco di Bari, nelle primarie per la candidatura a presidente della Regione. Ma, come è noto, all’epoca il nome di Stefano era stato proposto soprattutto dall’area politica dell’allora governatore uscente Nichi Vendola, di cui lo stesso Stefano era anche l’unico rappresentante pugliese nell’aula di Palazzo Madama, in quanto eletto alle politiche del 2013 da capofila del listino di Sel per il Senato. Però, la novità più grossa sui possibili nomi da contrapporre ad Emiliano nelle eventuali primarie è sicuramente quella ventilata recentemente e che riguarderebbe il noto scrittore pugliese di libri gialli, il barese Gianrico Carofiglio, che ha alle spalle un passato non solo da pm ed anche da senatore, eletto in Puglia alle politiche del 2008 nelle fila del Pd, ma anche una breve parentesi da amministratore pubblico, avendo ricoperto a Bari, tra il 2014 ed il 2016 per nomina del sindaco Antonio Decaro, la carica di presidente della Fondazione “Teatro Petruzzelli”. Un nome, quello di Carofiglio, che stante ad alcune indiscrezioni sarebbe gradito per la candidatura a presidente della Regione non soltanto alla parte dell’area renziana pugliese che ha chiesto le primarie, ma soprattutto all’area politica vicina all’ex governatore Vendola e ad alte frange politiche a sinistra del Pd. Però, chi conosce lo scrittore Carofiglio sa bene che l’ex pm non è certo uomo da faide, né da corride politiche. Anzi, stante ai “si dice” è tutt’altro. Ovvero è una personalità mite e da competizioni politiche pacifiche fatte all’insegna dell’unità e non della conta interna alla stessa coalizione o (peggio) dello stesso partito che lo propone. E, se così fosse, non è affatto immaginabile che Carofiglio possa realmente accettare di sfidare Emiliano su un terreno a lui non certo congeniale, quale potrebbe essere quello delle primarie. Allora è forse il caso di chiedersi “Chi e perché abbia fatto uscire un nome per una sfida assai improbabile?” Un “mistero”, quest’ultimo, della politica pugliese di cui verosimilmente si capirà di più nelle settimane a venire.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 7 Settembre 2018

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