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Iacp: “I lavori in via Caduti Partigiani sono quasi terminati “, ma i residenti negano

Per i responsabili dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Bari non ci sono dubbi: i fabbricati IACP di via Caduti Partigiani al quartiere Japigia di Bari, sono già oggetto di <<…importanti lavori, non solo di manutenzione straordinaria, ma di vera e propria riqualificazione edilizia per un importo complessivo di oltre 12 milioni di euro. I relativi lavori sono quasi ultimati in tre palazzine, in una quarta sono iniziati da qualche giorno  e nei restanti fabbricati avranno inizio secondo il cronoprogramma stabilito in appalto>>. L’intervento, chiariscono ancora dagli uffici di via Crispi, rientra nell’ambito della gestione dei programmi di riqualificazione urbana promossi dal CER e delle risorse stanziate attribuite alla regione Puglia, infatti, nel marzo del 1999 è stato sottoscritto un Protocollo di Intese per la realizzazione di un programma generale di risanamento della città di Bari tra il Comune, il Ministero dei Lavori Pubblici, il Presidente della Regione Puglia e lo stesso Iacp. Il programma definitivo dei lavori, prevede una riqualificazione di edilizia sperimentale delle palazzine A18/19/20; A21/22/23; A24/25/26, da realizzarsi con finanziamento ministeriale per complessivi euro 5.164.569,00 e la riqualificazione delle palazzine A1/2/3/4/5/6, A12/13/14/15/16, A29/30/31/32/33, A36/37/38/39, A43/44/45 da realizzarsi con finanziamento regionale per un importo complessivo di euro 7.746.853,48.  A questo c’è da aggiungere la riqualificazione degli spazi urbani e il verde attrezzato per complessivi 5.164.469 euro. Gli edifici, per un totale di 552 alloggi, risultano essere sostanzialmente simili, con un piano seminterrato destinato a deposito cantina ed un piano rialzato, più ulteriori cinque piani fuori terra ad uso abitativo. Fanno eccezione solo i quattro edifici posti più a sud-est (corpi scala A18/29) che sono costituiti da un piano terra commerciale e cinque livelli superiori ad uso residenziale. Nel dettaglio i lavori di “Riqualificazione edilizia sperimentale” prevedono la realizzazione di un cappotto termico finalizzata sia al miglioramento del comfort all’interno degli alloggi sia al risparmio delle risorse, con rimozione e sostituzione, con opportuno riposizionamento, di tutti gli elementi di degrado attualmente presenti sui prospetti (vecchie canne fumarie in muratura ed in acciaio, tubazioni del gas, cavi elettrici, climatizzatori etc.); la rimozione delle ringhiere e la demolizione delle solette dei balconi dei prospetti esposto a sud-est e prospetti nord ovest, che saranno ricostruite con una nuova sagoma ed ampliate al fine di renderle realmente vivibili i balconi che saranno dotati di nuove ringhiere e di sistemi di ombreggiamento (bris-soleil) in alluminio. Inoltre è prevista l’installazione di collettori solari sulle coperture piane per la produzione di acqua calda sanitaria. Per ogni vano scala e previsto un impianto di collettori solari costituito da dodici pannelli (per una superficie complessiva di 24 mq) e da un boiler di accumulo centralizzato con montanti di mandata e ricircolo acqua calda ai piani, da installare in un locale tecnico da realizzarsi in corrispondenza di ciascun vano scala. I lavorazioni di carattere ordinario, programmati per le Palazzine nn. A1/2/3, A4/5/6, A7/8/9, A10/11, A12, A13/14/15/16, A17, A27/28, A29,A30, A31/32, A33, A34/35, A36/37,A38/39, A 41/42, A43/44/45, prevedono la ristrutturazione delle logge, rimozione delle verande in alluminio attualmente presenti e sostituzione con un sistema realizzato con pannelli opachi aventi funzione di parapetto ed infissi scorrevoli con vetrocamera; la realizzazione di un cappotto termico nelle facciate, preceduta dalla rimozione e dalla sostituzione con opportuno riposizionamento, di tutti gli elementi di degrado attualmente presenti sui prospetti (vecchie canne fumarie in muratura ed in acciaio, tubazioni del gas, cavi elettrici, climatizzatori etc.). Inoltre sarà effettuato il consolidamento delle strutture, attraverso tipi di intervento differenziato sui pilastri, con la realizzazione di una intercapedine ventilata perimetrale finalizzata al massimo contenimento dei diffusi fenomeni di risalita capillare dell’umidità. I lavori avranno una durata di circa 30 mesi e saranno eseguiti con tecniche di costruzione innovative, anche in virtù di una progettazione di qualità che trova espressione tanto nella dimensione urbana quanto in quella architettonica con una particolare e non casuale attenzione all’efficienza energetica ed alla sostenibilità ambientale dell’intervento. Il problema è che di tutto questo lungo elenco di lavori e interventi non c’è traccia a Japigia e forse sarà rimasto nelle belle intenzioni di commissari e direttori generali di stanza a via Crispi, come conferma con un diavolo per capello Piero Lisi, già segretario del sindacato autonomo Assicasa ed anche lui residente: <>

 

Francesco De Martino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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