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Ignazio per Celeste: amor di cuori

Il 27 giugno 1766, a Fasano, nasceva Ignazio Ciaia da Michele a da Camilla Bibiana Pepe. Il padre discendeva da una antica famiglia toscana (quella dei Ciaja o Della Ciaja), trasferitasi in Puglia, agli inizi del Seicento, al seguito di amministratori spagnoli. La madre proveniva da famiglia di proprietari terrieri di ricca tradizione culturale. Dopo gli studi elementari compiuti in casa fino all’età di nove anni secondo la tradizione delle famiglie benestanti del tempo, nel 1775 Ignazio entrò nel seminario di Monopoli. Ne uscì cinque anni dopo, insofferente degli studi di Teologia. Rientrato a Fasano, studiò retorica e filosofia alla scuola del dotto padre antoniano e di ardente spirito liberale, Vincenzo Cofano. Nel 1786 si trasferì a Napoli per intraprendere gli studi di diritto. Ma piuttosto che alle pandette la sua indole lo portava al culto della poesia. Sotto il nome ‘arcadico’ di Aiace Telamonio, il Ciaia esordì con due odi, ‘Partendo da Napoli’ e ‘Alla luna’. Si tratta di componimenti d’amore, purtroppo andati perduti, dedicati a Celeste Coltellini, nota cantante lirica. I due si incontrarono a Napoli nel 1787. La Coltellini corrispose l’amore del più giovane Ignazio? (all’epoca lei aveva ventisette anni, lui ventuno) L’interrogativo assume una certa consistenza alla luce del fatto che il Nostro non prese moglie, né mise al mondo figli e che già dall’arrivo a Napoli si consacrò alla frequentazione dei circoli letterari e politici. Lo scorso anno a Fasano, in occasione delle periodiche celebrazioni in onore di Ciaia, la Sezione Giuseppe Marangelli di Storia Patria ha messo in scena una spettacolo di teatro-musica nel cui titolo l’interrogativo di partenza troverebbe risposta : ‘Fu amor di cuori’… Più d’una passione travolgente, un amore platonico sembra meglio congeniale alla natura di un idealista. Ignazio Ciaia fu infatti il tipico rappresentante di quella classe colta, di provenienza aristocratico/borghese che si illuse di realizzare sulla spinta della Rivoluzione francese il passaggio dal riformismo illuministico alla istituzione di liberi ordinamenti repubblicani. “Una delle più belle anime e uno dei più squisiti ingegni di quella generazione”, così il Croce ebbe a giudicare quest’uomo dal coraggio esemplare e la coerenza irriducibile. Doti, sappiamo, pagate a caro prezzo : Il 29 ottobre 1799, insieme ad altri tre martiri della reazione scatenata dal restaurato Borbone – Mario Pagano, Domenico Cirillo e Giorgio Pigliacelli – Ignazio Ciaia affrontava il supplizio nel cortile del Castello del Carmine. – Nell’immagine, un acquerello di autore ignoto che ritrae la Coltellini accanto a Giovanni Paisiello, suo grande estimatore (la soprano livornese si distinse particolarmente in due opere del compositore tarantino, ‘La frascatana’ e ‘Nina pazza per amore’).

 

Italo Interesse

 

 

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