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Il ‘118’ alle Sanitaservice? “Un’idea che sarà bocciata da ricorsi e critiche”

Servizio di interventi sanitari in emergenza, collegati al 118, di nuovo in primo piano. Motivo? E’ il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia alla Regione Nino Marmo, a spiegare che Emiliano propone l’assorbimento del personale del 118, gli autisti-soccorritori, nelle varie Sanitaservice della regione. Per il consigliere di Opposizione tutto ciò non solo in contrasto con la normativa esistente, ma anche in danno delle casse pubbliche, laddove una scelta del genere farebbe lievitare a dismisura le spese di questi enti collegati alle Asl. <<La verità –spiega ancora Marmo – è che Emiliano non sa che pesci prendere: ci sono miliardi di criticità nella sanità pugliese ma il presidente non ha tempo, impegnato come è solo nelle questioni di potere, di studiare soluzioni serie ed efficaci. La cosa che fa maggiormente sorridere? Che il suo attivismo si sviluppi proprio su quei (pochi) segmenti che funzionano bene, come il 118. Da sempre e in virtù del DPR 27/3/92 e della riforma del terzo settore 2017, gli autisti-soccorritori sono forniti al sistema del 118 dalle Associazioni di Volontariato. <<Adesso Emiliano, con qualche sindacato che gli fa l’occhiolino come la UIL, decide di mettere mano al sistema senza considerare non solo i danni alla qualità del servizio ma anche la pioggia di ricorsi al TAR che le associazioni di sicuro presenterebbero. Basterebbe semplicemente –per Marmo – consentire alle Associazioni di aumentare, per ciascuna postazione convenzionata, le unità di personale da poter assumere, garantendo sempre anche la presenza di personale volontario. Una soluzione semplice, che non creerebbe scossoni inutili e controproducenti e che non limita in alcun modo la possibilità di verifica del servizio: la Regione può e deve controllare regolarmente, avvalendosi del proprio nucleo ispettivo, eventualmente in affiancamento all’Ispettorato del Lavoro, la puntuale osservanza degli obblighi contrattuali ma a nessun titolo le Associazioni di Volontariato regionali meritano di essere sfiduciate e accantonate per soluzioni enormemente più costose e di qualità non comprovata negli ultimi 17 anni. Sarebbe un’operazione tutta autoreferenziale, a meno che la politica, in vista delle prossime elezioni, non abbia deciso di mettere le mani anche sulla gestione di altro personale>>. Per dirla tutta il pronto intervento ‘I118’ – sistema ipercomplesso di Sanità – richiede necessariamente un indirizzo unitario e un coordinamento unitario a livello regionale e la Centrale Operativa – Servizio di Emergenza Territoriale 118 non è un ‘call center’, bensì un sistema avente responsabilità di appropriatezza e di risultato (DL 502/92) che gestisce centinaia di unità di personale complessivamente assegnato, in numero molto maggiore di qualsiasi unità operativa complessa rinvenibile in ambito ospedaliero, che ben merita, essa stessa, il riconoscimento di valenza dipartimentale (dipartimento del territorio), considerato che all’interno di ciascuna di esse lavora, per ciascuna provincia, una quantità di personale di proporzioni molto maggiori rispetto al numero di operatori degli altri dipartimenti di ciascuna ASL messi insieme. Peraltro, ha già ribadito l’anno scorso il consigliere azzurro sullo stesso argomento, “…non si può entrare nella pubblica amministrazione senza un concorso pubblico e non si può fare un concorso senza che il MIUR abbia istituito lo specifico profilo professionale dell’autista – soccorritore. Illudere del contrario migliaia di soccorritori – a fini evidentemente elettorali – è uno spregevole, mero prenderli in giro”.

 

Antonio De Luigi

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