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Il bando della discordia: l’ira degli infermieri ‘caposala’ usa e getta…

Aria pesante negli uffici amministrativi dell’Azienda Consorziale Policlinico di Bari dopo la pubblicazione di un bando con regole che hanno provocato l’ira dei possibili candidati interni, Ad alzare gli scudi da alcuni mesi il sindacato autonomo storico che si occupa da sempre di problemi della sanità, a fianco delle caposala dello stesso Policlinico di Bari: l’Unione Sindacati dell’Impiego Pubblico e Privato (Usppi) ha  contestato regole ritenute “non legittime” e riportate in un bando per gli incarichi di funzione del personale di comparto. In particolare, a sentirsi danneggiati, gli infermieri/caposala dell’azienda ospedaliera barese, proprio quelli che hanno un peso di non poco conto nell’organizzazione del lavoro all’interno dei reparti sia dal punto di vista organizzativo e sia dal lato professionale. Ma andiamo ai particolari. Secondo il nuovo contratto collettivo, dicono i rappresentanti dei lavoratori, la funzione di caposala va assegnata attraverso un avviso pubblico rivolto a chi possiede i requisiti. Una «novità» che in Puglia, nel caso dell’azienda barese di piazza Giulio Cesare, s’è invece trasformata in un caso: il Policlinico era già partito con quel bando prima “sospeso” e dopo ripreso con regole che sembrano proprio in contrasto con la direttiva del Dipartimento/Salute della Regione Puglia. E tutto ciò ha scatenato, come detto, fibrillazioni e proteste pesanti sfociate ai tavoli del sindacato. Che era giunto ad occupare gli uffici della direzione di piazza Giulio Cesare, per far comprendere il perso della questione contestata. Ora i caposala di Policlinico e Ospedale ‘Giovanni XXIII’ aderenti all’Usppi sono pronti a tutto per non perdere il riconoscimento di anni e anni di servizio, visto e considerato che il Policlinico alla fine dovrebbe limitarsi ad applicare una circolare della Regione e – in particolare – la disposizione emessa dal Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per tutti, (prot.A00.183/21.11.2019/n°15098), in favore dei caposala nominati con le previgenti regole contrattuali. Il segretario dell’Unione Sindacati dell’Impiego Pubblico e Privato Nicola Brescia non usa giri di parole: <<Quella circolare è stata completamente disattesa in quanto si vorrebbe illegittimamente annullare nei confronti delle caposala “storiche” le funzioni di coordinamento espletate da svariati anni e sottoporle a un inaccettabile dimensionamento>>. Insomma, un “”abbaglio tecnico”” dei vertici dell’azienda in quanto ci sarebbe soltanto da applicare quel nuovo contratto che ha innovato le funzioni di coordinamento. E che è stato pure condiviso dalla Regione Puglia in sede di Conferenza delle Regioni, prevedendo espressamente che gli incarichi di coordinamento “restano validi fino alla relativa quiescenza dei relativi titolari”. E invece bisogna fare i conti con la Deliberazione del Direttore Generale n. 1123 del 30 settembre scorso, che di fatto esclude alcuni dipendenti che svolgono funzioni di coordinamento da più di vent’anni nelle corsie del Policlinico ed ex ospedale dei bambini, per di più dopo aver superato un concorso pubblico per esercitare quella specifica funzione. Il sindacato, incalza Brescia, ha sollecitato più e più volte la Direzione Generale del Policlinico a rivedere l’impostazione degli atti deliberativi a tale proposito. Anche perché i dipendenti esclusi dalla partecipazione al bando pubblicato dall’azienda, hanno in attesa del suo perfezionamento conseguito il titolo “abilitante” richiesto dalla normativa contrattuale. Insomma, un vero pasticcio burocratico/amministrativo che ha condotto il sindacato autonomo barese a indire lo ‘stato di agitazione’ per difendere i diritti acquisiti dagli infermieri/caposala dell’Azienda Consorziale Policlinico di Bari.

Francesco De Martino

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