Il Bari affonda ad Avellino e la società sceglie la via del silenzio
Allenamenti a porte chiuse in città in vista della sfida contro l’Entella

Bari a un passo dal fondo. Nell’anticipo di venerdì 24 aprile contro l’Avellino si è visto tutto il contrario di quello che ci si sarebbe aspettato di vedere. Il ritiro a Matera e l’immediata volata verso la Campania non sono bastati per ritrovare la concentrazione e i risultati sul campo. Probabilmente il problema alla base del gruppo biancorosso non giace neanche in fattori di stanchezza e lucidità, ma nelle motivazioni. Longo ha deciso di affidarsi al terzetto che aveva imbarcato 4 gol a Pescara, per l’assenza di Cistana, ovvero Mantovani, Odenthal e Nikolaou. Come quinti ha preferito Manè e Piscopo.
A centrocampo Braunoder e Maggiore. Sulla trequarti l’inedito duo Dorval-Rao a supporto di Moncini. A subentrare dalla panchina al 45’ De Pieri ha sostituito un Manè inadeguato e a rischio espulsione, che ha rimediato un giallo già al 28’ per una trattenuta gratuita. Al 66’ Gytkjaer è subentrato al posto di Moncini, e Çuni per Rao, all’80’ Bellomo per Nikolaou e Artioli per Maggiore. Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0 con occasioni da entrambe le parti, con i padroni di casa apparsi maggiormente in forma ed aggressivi.
Al 67’ Besaggio, con un tiro di destro da posizione molto ravvicinata, ha centrato la porta e portato i lupi avanti nel match. Il Bari ha incassato e non ha reagito. Al 79’ Palumbo, con un tiro di sinistro da centro area, su assist di Favilli, ha portato i biancoverdi al raddoppio. La partita non ha mai dato l’impressione di potersi evolvere in favore di un aggancio del Bari, apparso demotivato, scarico, povero di idee e proiettato, sin dall’inizio del match, più a contenere gli avversari che a proporsi in avanti. Un atteggiamento inspiegabile per una squadra che aveva ancora tra le mani la possibilità di agganciare la salvezza diretta.
Ora la situazione è diventata molto più complicata. A margine della sconfitta per 4-2 dello Spezia contro il Catanzaro, del pareggio per 1-1 della Reggiana contro il Palermo, del pareggio sempre per 1-1 del Pescara con la Juve Stabia, della vittoria dell’Entella sul Padova per 1-0 e della sconfitta dell’Empoli per 2-0 con il Venezia, il Bari è tornato in zona retrocessione diretta, al terzultimo posto, con 34 punti al pari di Reggiana e Pescara. Se fosse terminato il campionato con la presente classifica, lo Spezia (33 pt.) e la Reggiana (34 pt. ma in svantaggio rispetto al Bari per gli scontri diretti terminati 3-1 per automaticamente assieme al Bari gli emiliani e 4-1 per i baresi) retrocederebbero.
A disputare i playout sarebbero il Pescara (34 pt. più avanti dei biancorossi per i risultati negli scontri diretti 1-1 e 4-0) contro l’Empoli (37 pt.), mentre sarebbe salva l’Entella (39pt.). Matematicamente ancora nulla è deciso. La partita spartiacque per il Bari potrebbe essere proprio quella del prossimo turno che si giocherà venerdì 1º maggio contro l’Entella al San Nicola alle ore 15. In caso di vittoria del Pescara e sconfitta del Bari, la squadra di calcio del capoluogo pugliese potrebbe già salutare direttamente la serie cadetta.
Questa sarebbe l’unica casistica che porterebbe il Bari alla retrocessione nel prossimo turno. In caso di risultati differenti, tutto sarà rimandato all’ultima di campionato, che i galletti disputeranno venerdì 8 maggio alle ore 20:30 sul terreno del Ceravolo di Catanzaro. La squadra calabrese è già matematicamente sicura di aver agganciato la quinta posizione playoff, per cui potrebbe non avere particolari obiettivi nello scontro contro il Bari. Molto più complessa sarà la partita che si terrà nella Festa dei Lavoratori contro l’Entella, una super sfida salvezza che potrebbe, a prescindere dall’immediatezza, decidere le sorti del campionato di quest’anno dei biancorossi.
In una situazione così complessa, la società ha preferito rimanere in silenzio, non rilasciando dichiarazioni nel post partita di Avellino ed allenandosi a porte chiuse. Gli allenamenti sono già ripresi domenica pomeriggio, mentre la seduta di ieri si è svolta in mattinata. Dopo un prologo in palestra, la squadra si è dedicata in una prima parte all’ attivazione muscolare, per poi convogliare verso esercitazioni situazionali per reparto, passando ad aspetti tattici sviluppati su porzione di campo.
In chiusura, una parte del gruppo ha sostenuto una sfida a ranghi misti su campo ridotto, con il resto della squadra che ha effettuato del lavoro atletico di scarico. Alcuni elementi della rosa hanno svolto lavoro dedicato; Cistana ed Esteves hanno svolto parte della seduta con i compagni, completando il lavoro di giornata secondo una tabella personalizzata. Per quest’oggi è in programma una seduta di allenamento mattutina che verrà svolta sempre a porte chiuse.
Tanti gli interrogativi rimasti inespressi dopo la partita di Avellino: la scelta di Nikolaou al posto di Stabile, nonostante il difensore greco non riesca a garantire un’adeguata copertura in fase difensiva, la conferma di Manè come quinto in grande difficoltà sia nei recuperi che nell’impostazione di gioco, situazione che ha determinato frustrazione e falli ingenui che avrebbero potuto compromettere una gara già di per sé complessa, e per finire l’innovazione di Dorval sulla trequarti, un ruolo in cui il franco-algerino è apparso disorientato.
È chiaro che in un momento così delicato nessuna spiegazione avrebbe mai potuto giustificare l’atteggiamento in campo degli uomini coinvolti, né tantomeno le scuse avrebbero aiutato ad accusare meglio il colpo. In questo frangente, sarebbe servito far sentire alla piazza la voce del presidente Luigi De Laurentiis, il quale aveva deciso di fermarsi nel capoluogo pugliese, in quest’ultima fase del campionato, per essere presente e vigile sulle sorti di un prodotto della Filmauro che sta crollando a picco.
Rincuorare, parlare chiaro, prospettare dei piani per il futuro, far sentire la propria presenza e vicinanza al popolo biancorosso forse avrebbe potuto in parte addolcire la pillola, almeno fino all’arrivo della matematica. Invece nulla, si è scelto per il silenzio come in altre occasioni. Si naviga nel vuoto, attendendo che le dirette concorrenti facciano dei passi falsi e la fortuna giri dal canto del Bari. Per quanto emerso dalle ultime partite sul campo, se il Bari dovesse salvarsi sarebbe solo per demerito delle avversarie e non per meriti propri. Le cinque sconfitte nelle ultime sei partite pesano come un macigno sulla classifica e nella testa dei calciatori biancorossi.
La sterilità offensiva prosegue da tre turni, in cui sono state incassate 7 reti e non ne è stata prodotta nemmeno una. Con 58 gol subiti il Bari ha la seconda peggior difesa del campionato dopo il Pescara, e con 33 gol fatti è il peggior attacco della competizione. La media di gol per partita è crollata verso lo 0.9. Ai numeri si aggiunge la mancata percezione della riuscita nelle teste dei protagonisti, situazione che propaga un senso di rassegnazione e demotivazione poco utile per lottare anche solo per conquistare una posizione playout.
La settimana sarà corta, si tornerà in campo venerdì 1º maggio all’unisono per tutte le gare di Serie BKT alle ore 15. Sarà interessante capire se la società rilascerà delle dichiarazioni prima della sfida con l’Entella o proseguirà sulla scia del silenzio. Intanto, al momento, gli acciaccati (Esteves e Cistana) non sembrerebbero del tutto ancora parte integrante del gruppo squadra, così come non è evidente lo stato di salute globale di Dickmann e il percorso di riabilitazione di Darboe, che sarebbe dovuto terminare ad aprile. Di certo, contro l’Entella mancherà Artioli, squalificato per somma di ammonizioni. (ph.SSC Bari)
T.Lapedota
Pubblicato il 27 Aprile 2026



