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Il Bari cade col Palermo: qualità, mercato e un febbraio decisivo

Ancora 48 per ultimare la squadra biancorossa: senza innesti adeguati la squadra difficilmente si salverà

La decima sconfitta stagionale del Bari, la seconda davanti al pubblico del San Nicola, racconta molto più del netto 3-0 subito contro il Palermo. Racconta di una squadra che paga limiti strutturali evidenti, figli di un mercato estivo che non ha rafforzato adeguatamente l’organico, anzi lo ha indebolito, e di un percorso che, a oggi, resta pieno di incognite. La vittoria contro il Cesena, arrivata appena una settimana fa, aveva restituito fiducia, ma il confronto con una squadra di maggiore qualità ha riportato tutti a una lettura più realistica della situazione. Il Palermo ha vinto con pieno merito e il punteggio avrebbe potuto assumere contorni ancora più severi se Bani non avesse clamorosamente fallito un gol quasi a porta sguarnita e se i rosanero avessero mostrato maggiore cinismo in altre circostanze. Il divario tecnico è apparso chiaro, soprattutto nella gestione della gara e nella capacità di colpire nei momenti decisivi.

Qualcosa di positivo, tuttavia, nel Bari di Moreno Longo si è visto almeno nella prima frazione. Nei primi 45 minuti i biancorossi hanno retto l’urto, mostrando compattezza e un atteggiamento tutt’altro che rinunciatario. Le iniziative di Rao avevano acceso il pubblico, ma la sua eccessiva foga lo ha tradito: dopo uno scontro fortuito di gioco è stato costretto a uscire per un problema al polpaccio, costringendo Longo a rivedere l’assetto con l’ingresso di Dickmann e il conseguente arretramento. Nella ripresa, però, il Bari ha progressivamente perso campo e certezze, lasciando spazio alla crescita del Palermo. Il tecnico ha dato minutaggio ai nuovi arrivati Esteves e Cavuoti, segnali di una squadra ancora in costruzione più che pronta. In tribuna, intanto, Kevin Piscopo, probabilmente il profilo tecnicamente più interessante tra gli ultimi innesti, che si aggregherà al gruppo soltanto dalla ripresa degli allenamenti di lunedì. Un dettaglio che racconta bene le tempistiche e le difficoltà di questa sessione di mercato. Nel post-gara Longo non ha usato mezzi termini, chiedendo rinforzi e ribadendo la fiducia nel lavoro del direttore sportivo Valerio Di Cesare e della società. Tra i nomi più caldi per la difesa circolano quelli di Odhental del Sassuolo e Mantovani, ma lo stesso allenatore non ha escluso l’arrivo di ulteriori innesti. Segno evidente che l’attuale organico non viene ritenuto sufficiente per affrontare il resto della stagione. Il calendario, intanto, non concede pause. Mantova in trasferta, poi Spezia e Sudtirol al San Nicola, quindi Padova fuori casa e Sampdoria al “Ferraris”: cinque partite che rappresentano un vero spartiacque. Pensare a un filotto di vittorie è irrealistico, ma non riuscire a conquistare almeno nove punti significherebbe, con ogni probabilità, ritrovarsi a fine febbraio in ultima posizione, con la Serie C che inizierebbe a diventare una prospettiva concreta. Una settimana fa era giusto mantenere equilibrio dopo la bella vittoria sul Cesena. Oggi è altrettanto necessario esserlo dopo una sconfitta maturata per manifesta inferiorità tecnica contro un Palermo superiore per qualità. Il Bari deve rimboccarsi le maniche, ma soprattutto chi governa la situazione è chiamato a intervenire con decisione, per mettere chi conduce i giochi nelle condizioni di provare a cambiare il corso di una stagione che, al momento, resta decisamente in salita. (Ph. T.Lapedota).

Tess Lapedota


Pubblicato il 31 Gennaio 2026

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