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Il Bari dovrà ancora fare a meno di Cheddira

Se da una parte c’è orgoglio e soddisfazione in casa Bari perché un suo tesserato, come Walid Cheddira, con la nazionale marocchina ha centrato una qualificazione agli ottavi di finale che mancava da svariati anni, dall’altra parte c’è preoccupazione perché l’attuale capocannoniere della serie B si perderà sicuramente la gara con il Pisa di domenica 4 dicembre e molto probabilmente, anche in caso di eliminazione il 6 dicembre nella sfida degli Ottavi del Mondiale in Quatar che li vedrà impegnati contro la seconda del girone E, salterebbe quella successiva e ravvicinata dell’8 dicembre contro il Cittadella. Mancherebbero i tempi tecnici per rientrare per tempo, salvo la società del Bari gli mettesse a disposizioni dei voli per accelerare i tempi e farlo essere a disposizione di Mignani direttamente nel giorno della partita, partendo come giusto che sia dalla panchina. Tuttavia, attualmente inutile fare calcoli e l’unica medicina per il Bari è quella di pensare esclusivamente al conseguimento dei tre punti, domenica contro un Pisa ben organizzato e che sotto la nuova gestione tecnica di D’Angelo è imbattuto, subentrato ad un ex tecnico del Bari, Rolando Maran. Mercoledì si è svolta anche una conferenza stampa in casa Bari durata quasi quaranta minuti, dal botta e risposta tra direttore sportivo e giornalisti, ma dove è stato ribadito a chiare lettere anche in toni accesi, che la squadra non è in crisi ed è ampiamente in linea con gli obiettivi stagionali, nonostante la vittoria manchi da sei turni. Di fatto sta che in qualche modo un’involuzione nel gioco delle prime giornate c’è stata, al netto dell’assenza di Cheddira o delle altre pesanti che ci sono state nella gara poi pareggiata contro Como. Ma non è un processo alle intenzioni, né ci vuole il patentino da allenatori a Coverciano per descrivere il momento evidente di difficoltà della squadra biancorossa che non vince da sette turni se si considera anche la Coppa Italia. Gli episodi arbitrali hanno giocato la loro parte, ma anche i biancorossi, andati spesso sotto lo “schiaffo” avversario ci hanno messo del loro per poi provare a recuperarle nella ripresa, a volte è riuscito, in altri casi non c’è stato il tempo. La classifica è cortissima ed il Bari stesso, quinto in classifica vanta 22 punti, solo quattro in meno della Reggina seconda e 9 rispetto al Frosinone capolista, ma anche soltanto uno dal Sudtirol ottavo. Pertanto il punto conseguito sul lago di Como torna utilissimo e prezioso quanto il petrolio di questi tempi per il costo in cui è arrivato, ma oltre a vedere il bicchiere mezzo pieno bisogna essere realistici che bisogna superare il problema del gol e come arrivare alla finalizzazione, cosa riuscita con estrema disinvoltura contro la Ternana nonostante lo 0a0, con maggiore facilità. Andrebbe benissimo anche la cosiddetta gara sporca, vincendo con un episodio, un calcio di rigore o mettendo dentro la palla sugli sviluppi di un corner e di una punizione, quest’ultima capitata di recente su punizione di Bellomo. In ogni caso, sarà fondamentale che chi sostituisce Cheddira, ed in questo momento è il franco-tedesco, Schiedler, sul quale il diesse Ciro Polito ha speso parole importanti in sua difesa, d’altronde è stata l’operazione più costosa della gestione De Laurentiis, che dia le risposte sul campo, segnando un gol pesante o fornendo un assist magari, o comunque un segnale tangibile e non un punto di vista che sicuramente se offerto da un tesserato dalla società sarà obbligatoriamente di parte. Servono meno parole, o mugugni se ci sono delle critiche costruttive e più “fuoco” in campo ed è l’unica cosa che può chiedere la piazza barese affamata di calcio, ma anche gli addetti ai lavori che sono pienamente consapevoli che Bari è una neopromossa, ed attualmente anche la migliore, ma anche in questo caso vanno registrate gli ottimi cammini di Sudtirol, solo un punto dietro e del Modena, prossimo avversario del Bari tra dieci giorni al San Nicola. Step by step, insomma, senza dimenticare da dove proviene la squadra biancorossa ma ricordando che gioca quasi sempre davanti ad oltre ventimila spettatori, medie che nessun altro fa in B e molti club neanche in A, e pertanto il bottino di sette punti in casa che nella classifica parziale la vedrebbe terzultima insieme al Perugia, è negativo. Alla fine del girone di andata mancano ancora cinque battaglie e quindici punti in palio, pertanto anche senza stilare tabelle di marcia, ma anche solo per restare in linea con gli obiettivi prefissati e ribaditi recentemente dalla società l’unica cosa che conterà è tornare a fare punti pesanti e tramutare le critiche costruttive in applausi, perché alla fine dei conti da sempre, salvo rarità, si rema tutti dalla stessa parte. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

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