Il Bari e gli episodi arbitrali che hanno condizionato gli esiti delle gare
Sono ripresi ieri gli allenamenti della squadra biancorossa

Sono ripresi ieri gli allenamenti della squadra biancorossa, presso il campo sportivo ‘Palmiotta’ di Modugno, in vista della pausa per le nazionali e dell’anticipo di venerdì 18 ottobre alle ore 20.30 al San Nicola contro il Catanzaro.A distanza di quattro giorni dalla gara in trasferta allo ‘Zini’ di Cremona, il tema di discussione resta quello dell’episodio del rigore non concesso su Favilli per fallo di Ceccherini all’ 87’. La situazione rimbomba per il mancato utilizzo del Var da parte di Manganiello, a differenza di quanto successo nella precedente gara contro il Cosenza, dove Marchetti, in modo più rigido e a scapito dei galletti, ha sanzionato prima la gomitata di Lella nei confronti di Caporale al 53’, che gli ha procurato un’espulsione e una squalifica per due turni, e un fallo di mano in area di Coli Saco all’ 87’ che ha permesso il pareggio, in extremis, dei calabresi grazie al rigore trasformato da Fumagalli.
Nell’intervista realizzata da Telebari a Valerio Di Cesare, nel TB Sport serale del lunedì sera, il vice-direttore sportivo ha fatto riferimento alle penalizzazioni di cui sembra essere vittima il Bari dal punto di vista delle interpretazioni arbitrali degli episodi. L’ex capitano del Bari ha evidenziato come anche il rigore concesso al Modena per fallo di Francesco Vicari su Pedro Mendes al 48’ sia stato troppo generoso. In quel caso, il Bari era in vantaggio per rete di Novakovich al 17’ ma, nel recupero del primo tempo, Pedro Mendes nell’atto di girarsi cadde in area per un contatto dubbio con Vicari; il direttore di gara Scatena lasciò giocare, ma il Var Marini richiamò l’arbitro a rivedere l’azione che concesse la massima punizione siglata a rete proprio dal portoghese. Il pareggio riaprì le speranze di riacciuffare la partita che, in effetti, venne ribaltata dai canarini per 2-1 con doppietta di Mendes al 62’.
Si è, di conseguenza, aperto tutto un dibattito sulle decisioni arbitrali che hanno influenzato gli esiti delle gare del Bari e tanti altri sembrano essere gli episodi degni di essere ricostruiti. Nella successiva gara con il Sassuolo, il Bari partì in svantaggio per 0-1 per rete di Thorstvedt al 19’. Giusta l’espulsione di Lovato al 35’ per fallo su Lasagna. Lo stesso La Penna annullò, successivamente, due reti ai biancorossi dopo il check del Var; la prima a Mantovani per un fuorigioco netto, la seconda a Novakovich per un tocco con il polso di Manzari in caduta su Odenthal. Episodio dubbio, in quanto lo stesso Manzari era stato precedentemente vittima di un fallo in area che aveva causato la sua caduta. La revisione del Var decretò l’annullamento della rete. Il match fu riequilibrato sul fotofinish per un gol insindacabile al 93’ di Lasagna.
Non è stata esente da episodi da decifrare anche Sampdoria-Bari. I biancorossi restarono nuovamente in superiorità numerica a seguito dell’espulsione per fallo da ultimo uomo su Lasagna di Vukilic al 14’. Un colpo di testa in area di Mantovani andò a finire sul braccio di Bereszynski. Maresca assegnò il calcio di rigore al Bari al 32’, dopo aver rivisto l’azione al Var, poi sbagliato da Lasagna. Gara terminata per 0-0, ma con delle corrette decisioni arbitrali.
Contro il Mantova, nel primo tempo l’arbitro Pezzuto prima assegnò un rigore in favore dei biancorossi al 13’ per tocco di mano Brignani sul sinistro di Lella, poi lo revocò dopo la revisione al Var, da cui apparve che il braccio fosse attaccato al corpo e che non ci fosse volontarietà. Bari nuovamente in 10 per espulsione diretta di Trimboli all’81’ che stese Benali sulla trequarti. Dopo le proteste della panchina del Mantova, Pezzuto andò a rivedere l’azione al Var e confermò il rosso. Il Bari già in vantaggio al 31’, grazie al colpo di testa di Lella, in superiorità numerica raddoppiò con un tiro al volo di Mantovani all’89’, che chiuse definitivamente il sipario della gara con il Mantova.
Tra episodi correttamente interpretati ed altri non esattamente letti dai direttori di gara, il Bari sembra aver raccolto meno punti di quelli che avrebbe meritato sul campo. Allo stato attuale, i galletti si trovano nella parte destra della classifica, in 12esima posizione con 10 punti. Come lo stesso Valerio Di Cesare ha affermato, nella stessa intervista realizzata da Telebari, i biancorossi avrebbero potuto raccogliere quantomeno quattro punti in più se fossero riusciti a vincere le ultime due partite, contro Cosenza e Cremonese. In attesa di comprendere se ci saranno delle risposte da parte degli organi competenti, a cui lo stesso presidente Luigi De Laurentiis si è rivolto per ottenere delle spiegazioni in merito agli episodi arbitrali controversi di Cremonese-Bari, è stato intercettato dal periodico ‘La Repubblica’ Gianluca Paparesta, ex arbitro ed ex presidente del Bari, in merito alle polemiche arbitrali che stanno avvolgendo il Bari calcio: “Il Bari, tra arbitri e Var, non ha avuto molta fortuna in questo avvio di campionato. Nella gara con il Cosenza, il Var ha letteralmente cambiato le percezioni dell’arbitro in campo, mentre a Cremona mi chiedo come il Var non sia intervenuto in un episodio così netto. Nello scorso turno era successo un episodio simile alla Roma, a cui non era stato evidenziato dal Var un nettissimo pestone”.
Il tema del giusto impiego del Var e di quanto sia effettivamente utile è di grande attualità. Sul caos delle decisioni arbitrali è stato intercettato da ‘Virgilio Sport’ l’ex arbitro barese e presidente della commissione nazionale di reclutamento dell’Aia, Romeo Paparesta, il quale è sembrato preoccupato circa l’utilizzo del Var che secondo il suo parere, alle volte, mostra delle immagini distorte rispetto a quello che l’arbitro vede in campo. Alla base delle decisioni, secondo l’ex direttore di gara di oltre 200 partite tra Serie A e B, dovrebbero esserci l’esperienza e la personalità dell’arbitro che dovrebbe rivolgersi al Var solo in caso di necessità. Inoltre, Romeo Paparesta ritiene che ci sia una difformità di giudizio su alcuni episodi, tipo sui falli di mano. Prima dell’era Var, il fallo di mano era considerato rigore solo in caso di volontarietà, adesso invece viene concesso anche al minimo contatto. L’ex arbitro di grande esperienza ha consigliato agli organi competenti di organizzare una formazione più rigida nei confronti di chi si appresta a questa professione, a maggior ragione a fronte dell’utilizzo delle nuove tecnologie. (ph. Tess Lapedota)
T.L.
Pubblicato il 10 Ottobre 2024



