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“Il Bari è una macchina perfetta”

Il Bari che è rimasto nel cuore di chi ha indossato quella maglia, alcuni dei quali pur essendo nativi di Lecce hanno lasciato un segno indelebile, trattasi di Antonio Conte e Gigi Garzya, uno da allenatore e l’altro da giocatore e capitano biancorosso, peraltro compagni di squadra nel Lecce da calciatori. Abbiamo però intervistato l’ex capitano biancorosso Luigi Garzya, approdato a Bari nel 1996 dalla Cremonese, dove è rimasto per quattro stagioni e mezzo, di cui tre nella massima serie e per due con la fascia da capitano. Grandissimo amico del compianto Franco Mancini, con Garzya abbiamo parlato del Bari attuale, di quello del passato e di calciomercato.

Dopo il disastro della stagione scorsa ti aspettavi un grande Bari e primo in vetta al girone C?

“Non avevo dubbi, conoscendo la serietà della proprietà. Hanno preso un abile direttore sportivo, un tecnico emergente e costruito un gruppo per vincere il campionato. Poi i campionati si vincono giocando e non è mai semplice, ma vedo una macchina perfetta ed assemblata per fare cose grandiose”.

Il Bari, oltre a vantare il primato attuale, ha la seconda migliore difesa e soprattutto ritieni che la coppia Celiento-Terranova, con l’imminente ritorno di capitan Valerio Di Cesare rappresenti la migliore della categoria?

“Un giocatore come Terranova è assolutamente un valore aggiunto, il più forte della categoria. Sicuramente ha dato maggiore sicurezza al reparto, oltre a portare fisicità, è bravo anche in zona gol e non si passa dalle sue parti. La coppia di centrali difensivi, Terranova-Celiento, l’ho vista ben assortita ed in particolare, Daniele Celiento porta quella velocità e delle caratteristiche che altri difensori in rosa non possiedono. Poi ho letto che il capitano Valerio Di Cesare è tornato ad allenarsi in gruppo e non potrà che rappresentare un forza in più, per la sua esperienza e carisma che porta all’interno del gruppo. Senza dimenticare il portiere Gigi Frattali, anche lui decisivo ed una sicurezza”.

Da un reparto all’altro, c’è il capitano attuale, Mirco Antenucci, da lui possiamo aspettarci anche di più?

“E’ già andato in doppia cifra e realizzato svariati assist, nonostante il ragazzo abbia fatto tre panchine di fila quando poi è rientrato lo ha fatto alla grande, dando sempre l’esempio e senza mai tirarsi indietro. Ha realizzato gol di pregevole fattura ed è uno di categoria superiore. Forse quest’anno a livello di spirito e carica per i compagni, sta dando qualcosa in più, ma c’è sempre stato”.

Il 15 gennaio del 1908 da Floriano Ludwig ed altri commercianti originari di vari paesi europei, veniva fondato la società Bari-Foot-Ball Club, oggi c’è la Ssc Bari che si appresta a festeggiare il compleanno. Tu hai fatto parte della storia biancorossa, il tuo augurio e soprattutto i ricordi più belli avendo indossato anche la fascia da capitano.

“Il regalo che mi aspetto è quello che si augurano tutti i tifosi biancorossi e io come tale desidero. Il Bari merita il massimo palcoscenico, non lo dico io che potrei essere di parte, ma la sua storia ultracentenaria dove sono passati tanti campioni e sono state scritte belle pagine ed imprese sportive. Una delle partite emblematiche e più significative ricordo quando fermammo l’Inter di Lippi, battendola con due gol di due ragazzi, uno Antonio Cassano che non doveva neanche giocare se non fosse stato curato tempestivamente dall’amico e storico fisioterapista del Bari, il prof. Giuliano Gresi, e l’altro con il gol di Hugo Enynnaya. Alla vigilia di quella gara eravamo rimaneggiati, poi affrontammo quella partita con uno spirito guerriero incredibile di fronte al nostro grande pubblico, ma ricordo altre lotte, come quando fermammo il brasiliano Ronaldo e tante altre gare vinte in A insieme ad un gruppo davvero speciale”.

A tal proposito, non possiamo non chiederti di tre campioni del cuore, Franco Mancini; Phil Masinga e Klas Ingesson.

“Franco un amicone, rapporto proseguito fino alla fine e tuttora resto legato alla sua famiglia, la sua dipartita mi ha lasciato un grande vuoto perché eravamo amici in campo e fuori. Phil e Klas, due campioni in campo e fuori, forti fisicamente e con grandi qualità tecniche ed umane: Masinga era un generoso, Klas, altrettanto genuino ed un leader in campo. E’ stato un onore giocare con loro”.

Tornando all’attualità, quale potrà essere l’antagonista principale in questo complesso girone di ritorno?

“Ribadendo che vedo il Bari padrone del suo destino, pur essendo il girone di ritorno più complesso, come possibile antagonista ma più per la corsa per il secondo posto vedo l’Avellino, prima sempre i biancorossi”.

Chiusura sul calciomercato a fuoco lento: dove ritieni che debba intervenire il Bari?

“Da quanto ho letto il Bari proverà prima a dare qualche esubero e poi interverrà. Penso che se ci saranno acquisti potrebbero già essere in prospettiva futura e sicuramente vedo una squadra giusto da puntellare ma già perfetta in ogni reparto. In ogni caso, forse il reparto dove il direttore interverrà per primo è la difesa, fermo restando che Di Cesare tornerà presto”.

Marco Iusco

 

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