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Il Bari esonera Mignani dopo nove giornate

Al suo posto Pasquale Marino che avrà l’arduo compito di far ripartire immediatamente la squadra con delle vittorie

Dalla mattinata di ieri era circolata la notizia del possibile allontanamento del tecnico Michele Mignani, con al suo posto come possibile sostituto l’ex tecnico del Pisa, D’Angelo. Poi dopo mezzogiorno si è fatta più insistente la voce del possibile esonero del tecnico Michele Mignani e dopo qualche ora, prima delle 16.00 è arrivata l’ufficialità sul sito del Bari che lo ha salutato con una nota: “SSC Bari comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra il Sig. Michele Mignani. Al tecnico di Genova va un sentito ringraziamento per la professionalità e la dedizione dimostrata ogni singolo giorno alla guida dei biancorossi condotti trionfalmente alla conquista di una promozione in Serie B, fino ad arrivare ad un passo dal centrare un’impresa memorabile nella scorsa stagione. Con grande stima e riconoscenza per il tecnico e per l’uomo Mignani, capace di dimostrarsi persona di valore dentro e fuori dal campo, la Società ringrazia per l’impegno profuso augurando nel contempo un futuro denso di soddisfazioni umane e professionali”. In ogni caso la società ha sollevato il suo tecnico dopo nove giornate che era dodicesimo a metà classifica ed a soli tre punti dalla zona playoff ed a quattro dai playout, ma con ancora tante giornate e slot a disposizione per scrivere una storia nuova. Lo scorso campionato il tecnico ex Siena e Modena ha condotto i biancorossi quasi al trionfo e ad un terzo posto finale in regular season cin cinque punti di distacco sulla quarta classifica. Ai playoff ha perso finale a 100 secondi dal triplice fischio e qualche minuto prima Folorunsho, ha colto una traversa che ha tremato per qualche minuto. Ma ciò non è bastato ed allora quale colpa ha il tecnico? Forse, quella che dopo una conclusione amara ma assolutamente dignitosa senza le debite garanzie di svolgere un campionato ambizioso se non proprio di successo perché Bari non è proprio l’ultima delle piazze o la seconda squadra di un grande club e di tifosi meritavano riscatto. Bari, avrebbe meritato un calciomercato che dopo le cessioni di Cheddira e Caprile e Folorunsho, quest’ultimo rimandato al mittente per fine prestito, aggressivo e di qualità con giocatori consoni alle idee tecnico-tattiche del mister. Invece, sono arrivati la maggior parte sul gong, a campionato in  corso ed in concomitanza con la gara con la Ternana dove il Bari stava esprimendo un calcio sotto tono e non convincente ma sicuramente anche perché la squadra era incompleta, come aveva asserito lo stesso tecnico anche un giorno dopo la conferenza stampa di fine mercato del suo direttore che contrariamente a lui aveva dichiarato di avere una squadra sulla carta più forte di quella dell’anno passato. Ma senza fare confronti con la rosa e uomini dello scorso anno. dopo nove giornate quella squadra aveva più del doppio dei punti e forse anche grazie a qualche merito del tecnico, sollevato dall’incarico. Mignani, diviene così detto in termini schietti, il capro espiatorio di un Bari confusionari ed in crisi di di identità non solo sul piano del gioco ma anche dal punto di vista societario dove non il presidente non lo si vede da quest’estate in una conferenza pubblica. E l’obiettivo e quella frase “saranno reinvestite le risorse delle cessioni” che non ha trovato riscontro neanche sul reale valore di cessione, un noto sito di statistiche e calciomercato, ha segnato una doppia cifra, ma anche in questo caso non ci sbilanciamo perché non abbiamo numeri ufficiali. Di ufficiale resta l’esonero di Mignani dopo nove giornate, in cui ha raccolto solo una vittoria, sette pari ed una sola sconfitta contro la capolista Parma, peraltro in una delle migliori partite disputate insieme alla prima giornata di campionato in cui i giocatori di Mignani avrebbero meritato i tre punti (in otto uomini, ndr) contro il Palermo. Ma il calcio è anche questo, non aspetta ed era già un caso straordinario vedere un tecnico ancora saldo in panchina a quelle che era la terza stagione di fila. Del tecnico ligure resterà il bel ricordo della promozione con largo anticipo dalla C alla B, e la cavalcata quasi trionfale dello scorso campionato. L’errore probabilmente in finale, di non aver schierato Antenucci e Nicola Bellomo, ma con i ‘se’ ed i ‘ma’ è troppo facile parlare e la controprova non ci sarà mai. Grazie comunque all’uomo e tecnico Michele Mignani. Al suo posto, gli dovrebbe subentrare Pasquale Marino, fermo dal 2021 dopo l’esonero anticipato con il Crotone ma che vanta comunque un curriculum di tutto rispetto ed esperienza. Ha allenato ai tempi gloriosi del suo Catania, il direttore Ciro Polito ed aveva conseguito promozioni con gli etnei, con il Foggia, facendo bene anche con l’Udinese portandola in Uefa, non è andata altrettanto bene con il Genoa,  alla guida del Pescara fatale gli fu Bari il 22 febbraio 2014 perché dopo quella sconfitta venne esonerato, ha allenato anche Vicenza, Frosinone, Brescia, Spezia(portandolo ai playoff di B),una breve parentesi a Palermo, e le ultime esperienze con Empoli, Spal e Crotone, come già accennato. A giorni sarà presentato il nuovo tecnico. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 


Pubblicato il 10 Ottobre 2023

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