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Il Bari prova a programmare: è il giorno di Torrente?

La pietra miliare potrebbe essere fissata oggi pomeriggio. Il Bari prova a scrivere il proprio futuro ed il primo passo è rappresentato dalla scelta dell’allenatore che guiderà i galletti nella prossima stagione. Un momento cruciale. Sotto il profilo tecnico e sotto l’aspetto più ampio delle ambizioni di una piazza che rigetta la mediocrità della cadetteria come la peste.
Torrente ha chiuso la stagione con 56 punti. La classifica direbbe 50, ma per quanto concerne le penalizzazioni il tecnico di Cetara ha zero responsabilità. Sul campo il Bari ha dimostrato di valere il decimo posto in graduatoria. Niente per cui strapparsi i capelli, ma neanche la pochezza di una squadra che per la mera cronaca sportiva è riuscita a salvarsi aritmeticamente solo all’ultima giornata. All’ex allenatore del Gubbio andrebbe riconosciuto il grande merito di aver creato un gruppo unito e compatto nonostante le mille tempeste che si sono abbattute sulla comitiva biancorossa nel corso della stagione. Di aver proposto un calcio adatto alla categoria nonostante fosse anch’egli un esordiente e di aver difeso la squadra in qualsiasi occasione. Mettendoci la faccia sempre. Oltre a notevoli qualità umane non troppo ricorrenti in un mondo infimo come quello del pallone. I numerosi detrattori guardano altrove. Raccontano di un bandolo della matassa trovato troppo tardi, sottolineano partite pareggiate o perse a causa di una gestione discutibile dei cambi e rimpiangono il gioco spumeggiante offerto in passato da Conte e Ventura. Prospettive diverse di una stessa realtà. Il Bari ha cambiato tutto. Molto all’inizio del torneo, tanto altro in corso d’opera. Trovare il bandolo della matassa non è stato facile, ma probabilmente non sarebbe stato semplice per nessuno. Tantomeno per un allenatore esordiente che limitandosi a quello che dice il ‘vecchio manuale’ del calcio, in vantaggio, toglie un Marotta per un Kopunek contro il Vicenza e pareggia la partita. Sbaglia, ma forse impara, adagiandosi su una qualità di gioco assolutamente in linea con quello che offre la categoria. Fatta eccezione per il Pescara, anche ai piani più prestigiosi.
Le alternative a Torrente sembrano chiamarsi Devis Mangia e Giovanni Stroppa. Il primo, giovanissimo, ha avuto la fortuna di allenare per quattro mesi il Palermo in una delle tante uscite estemporanee del presidente Zamparini. Per il resto, tanta gavetta tra le serie minori e le compagini Primavera. Stroppa, un po’ meno giovane, dopo quattro anni di lavoro nella Primavera del Milan ha concludo da poco una buona stagione nel SudTirol-AltoAdige. Qualità ancora tutte da dimostrare, sicuramente più di quanto ha già dimostrato Vincenzo Torrente.
Superato l’aspetto tecnico, resta quello delle ambizioni. L’attuale tecnico dei galletti ha dichiarato pubblicamente di restare solo in presenza di determinate garanzie. Non la luna nel pozzo, semplicemente una condizione di naturale normalità. Con una società che paga stipendi e contributi onde evitare penalizzazioni, con un parco giocatori all’altezza e la possibilità di imporsi in un campionato che sicuramente vedrà i biancorossi già penalizzati dalla vicenda scommesse. Una conferma importante soprattutto sotto questo punto di vista.
Tiziano Tridente

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