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Il Bari si affida al bomber Antenucci per ridurre il gap con le altre pretendenti

Se si analizzasse soltanto la classifica delle gare interne il Bari sarebbe undicesimo, ovvero fuori anche dalla zona playoff, non un risultato all’altezza di una società che aveva come obiettivo quello di vincere il campionato. Nessuna polemica, anzi, lo riteniamo eccessivo demolire quanto di buono è stato fatto sotto la gestione tecnica di Vivarini, o ricoprire di insulti per fortuna non pesanti, Folorunsho e Ferrari, tra i peggiori domenica pomeriggio. Il Bari ha pareggiato non per demeriti o colpe attribuite a questi due giocatori peraltro subentrati a gara in corso, sicuramente anche per causa loro, ma si vince e si perde in undici e tutta la squadra ieri dopo il trentesimo minuto di gioco del primo tempo, ha un po’ tirato i remi in barca e disputato una partita per controllare il vantaggio, senza osare come invece avrebbe potuto fare perché ce l’ha nelle corde. Di fronte c’era un Teramo che in trasferta ad oggi, ha vinto soltanto una volta, anche se hanno dei giocatori in prospettiva niente male a partire dal difensore Matteo Piacentino, classe 1999, Tommaso Cancellotti, autore del gol del pari, ma anche Federico Viero, anche lui subentrato a gara in corso con piglio e cattiveria agonistica. Insomma, un Teramo quello visto a Bari sbugiarda i risultati visti lontani dal proprio stadio di proprietà, che si è visto negare al barese Pietro Cianci anche un rigore dubbio ed un gol per fallo di carica al portiere biancorosso Gigi Frattali. Un punto che fa vedere il bicchiere mezzo vuoto, visto che il pari è giunto in zona Cesarini, ma il calcio è anche questo, e come ha dichiarato mister Vivarini nel finale di gara: “Analizzeremo in settimana dettagliatamente gli errori, ma resto fiducioso”. Il Bari ha il dovere di ripartire più forte che mai e dovrà farlo contro il Rende Calcio e dai gol del suo trascinatore, Mirco Antenucci, il quale domenica con la sua mezza rovesciata ha fatto evocare alla memoria un altro gesto tecnico magistrale quello di Igor Protti contro la Cremonese. L’unica volta che in serie C un giocatore biancorosso aveva realizzato ben undici gol, bisogna risalire a Galluzzo, nel campionato 83/84 con Bolchi allenatore. Altri tempi, quel Bari stesso affrontò il Rende in trasferta, prossima avversaria dei Galletti e vinse per 2-1 con le reti. Il Bari di domenica pomeriggio che ha giocato sotto l’acquazzone invece deve rivedersi, curare tutti gli errori, dal braccino corto del tennista, ritrovare quella cattiveria agonistica che gli ha consentito sia in casa ed in trasferta di sbaragliare la Ternana ed altre avversarie. Quello che aspetta il Bari di Vivarini è un tour de force sino al 22 dicembre, che si disputerà già la prima del girone di ritorno prima di affrontare la sosta invernale e riprendere il cammino, aspettando rinforzi dal mercato di gennaio, che possano rimpolpare una rosa con una coperta corta e con qualche neo a centrocampo ed in alcuni rincalzi. Contro il Teramo per esempio mancava anche Pippo Costa, come terzino di spinta, ma tra coloro che torneranno a disposizione già dall’allenamento odierno c’è Eugenio D’Ursi, attaccante che nello scorso campionato con la maglia del Catanzaro ha segnato 13 reti ed in questo campionato ha già segnato alla prima di campionato contro il Sicula Leonzio, suo il gol vincente del 1-2 che timbrò la prima sofferta vittoria di Cornacchini. Dobbiamo aspettarci un Bari con più ‘cazzimma’, trascinato ancora dal bomber Antenucci ma anche dagli altri compagni e possibilmente con quelli che subentrano ancora più arrabbiati e vogliosi di dimostrare a Vivarini di essersi sbagliato. Uniti per tornare a vincere e a diminuire il gap con le quattro squadre che la precedono, dalla Reggina capolista, dalla Ternana seconda, il Potenza terzo e reduce da una vittoria in rimonta a Francavilla ed il Monopoli che ha perso a Cava ed è stato rosicchiato un punticino.

Marco Iusco

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