Cultura e Spettacoli

Il Bianco muove… e mangia il Nero

Che fantasia, Giobbe Covatta. Niente meno, andare a scovare in una discarica il manoscritto di una versione apocrifa, e limitata al solo Inferno, composta da tale Ciro Alighieri in volgare partenopeo e nella quale a patire non sono noti peccatori bensì le  loro vittime, a cominciare dai bambini, specie del terzo mondo. E come vuoi intitolare un’opera così se non ‘commediola’? Come nelle previsioni, ‘La Divina Commediola’, l’ultimo show del comico napoletano, ha fatto il tutto esaurito all’Anchecinema, dove è stato in cartellone sabato scorso. Intorno allo spunto dantesco Covatta intesse novanta minuti di spettacolo denso e gradevole, intrisi di una comicità nobilmente ‘faziosa’. Nel senso che il Nostro non perde occasione per riconfermarsi ambasciatore della causa africana e paladino dei diritti dell’infanzia nera. Una posizione che va al di là dell’esercizio artistico e che trova riscontro in una trentennale militanza. Giobbe Covatta ha visitato tutta l’Africa, ovunque denunciando abusi, promuovendo lo scavo di pozzi, l’apertura di ospedali, l’invio di generi di prima necessità… (da qualche parte di quel continente gli hanno persino dedicato una scuola). ‘La Divina Commediola’ ribadisce una scelta di campo che ribalta antichi (dis)valori. Un esempio : Perché i nostri bambini vengono educati nell’idea che se fanno i cattivi arrivi l’Uomo Nero e se li mangia? In Africa, anche se i bambini (neri) fanno i buoni, arriva lo stesso l’Uomo Bianco che se li mangia. E non basta perché se li mangia col contorno : il furto di materie prime, la devastazione ambientale… Insomma, funziona come al gioco della dama, dove il Bianco godendo del diritto della prima mossa trova agio per mangiare più facilmente il Nero… Pur divertendo, anche amaramente, lo spettacolo tuttavia presenta un limite : l’impiego assai contenuto della risorsa dantesca. In altre parole Covatta spreca lo spunto di partenza, che invece avrebbe meritato maggiore sviluppo, riducendolo a strumento per un gioco di sponda o di fuga per la tangente. – Prossimo appuntamento all’Anchecinema : sabato 20 gennaio con ‘Pur di fare musica’, uno spettacolo di e con Paolo Belli. Nello spettacolo si immagina che il palco sia una sala dove alcuni musicisti sono in ritardo per le prove. Il percussionista si offre di dare una mano proponendo altri musicisti di sua conoscenza, cioè un chitarrista sordo e quattro gemelli sudamericani che non possono suonare contemporaneamente per dissapori famigliari. Questo lo spunto da cui prende spunto una storia che procede a colpi di swing.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 17 Gennaio 2018

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