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Il ‘boom’ della prostituzione sulle complanari del piacere

 Un’arteria maledetta, quella che collega l’ultimo tratto di lungomare verso Torre a Mare e poi verso San Giorgio e da qualche tempo ancora di più. Nell’ultimo periodo, infatti, San Giorgio è salita alla ribalta più e più volte per l’ormai triste mercato della prostituzione che a tutte le ore, anche di giorno, è ben visibile lungo le strade del quartiere. In particolare a San Giorgio, lungo le complanari della SS16, fin dalle prime ore del mattino prendono posto le ragazze nigeriane in vendita, pronte ad alternarsi con le sempre più giovani e conturbanti albanesi e soprattutto rumene. Prezzo fisso: trenta euro, per appartarsi in automobile nei terreni circostanti, quelli interni dove nessuno li vede consumare i loro rapporti. Ma macchine a caccia si vedono in quantità anche in prossimità della strada provinciale n°60, quella che porta ad Auchan, oppure sotto il ponte ferroviario, esattamente di fronte alla piscina dei ‘Delfini’. Ma il mercato delle prostitute che si vendono per strada si possono trovare facilmente anche lungo il tratto del lungomare che congiunge Pane e Pomodoro a Baia San Giorgio e non è difficile imbattersi in ragazze che esercitano il mestiere più vecchio del mondo sulla rotonda che conduce alla Mongolfiera, a Santa Caterina: ad andarci verso l’ora di pranzo, verso l’ora di pranzo, puoi anche rimorchiarle con la scusa d’un panino e una birra al Mc Donald dell’Ikea, a Mungivacca. Su queste strade, oramai,  da tempo c’è una vera e propria spartizione territoriale con limiti ben delineati: zona delle Bianche; la zona delle Nigeriane ed ora si sta facendo “strada” la zona delle Rumene che sta sbaragliando il mercato con la pregiata mercanzia delle giovani ragazze dell’est. Un quadrilatero, quello che racchiude i territori alla periferia sud della città, controllato dai diversi racket che comandano il truce pianeta della prostituzione per strada, quello ‘povero’ da meno di cinquanta euro, come detto. Anzi, se il cliente si mette a contrattare on le ragazze di colore, tirando sul prezzo può arrivare anche a dieci euro, per una ‘marchetta’ veloce. Orari e turni di lavoro di questa umanità che ha occupato le nostre strade con storie quasi sempre uguali tra loro di speranze tradite e sogni svaniti, li conoscono purtroppo anche i bambini, l’ennesima dimostrazione di come un territorio, abbandonato a se stesso da sempre, diviene ben presto “zona franca” dove ogni attività illecita è possibile. Macome reagisce chi ci abita, in quei paraggi dove il mercato del sesso è affare quotidiano? “Dietro questo avvilente degrado non c’è solo l’inadeguatezza delle istituzioni che, capace solo di arginare il problema esclusivamente nel centro cittadino di Bari, dimentica che esiste anche una periferia abitata. C’è il dramma di coloro che per necessità, vivono , risiedono, nel quartiere di San Giorgio e sono costretti a giustificarsi nei riguardi dei loro figli che chiedono:<< perché ci sono dei fuochi sempre accesi? Che ci fanno quelle ragazze, ai margini della strada, immobili come ombre? >>, si sfoga Rosalia Balice, responsabile del comitato ‘pro Civitate’. Anche lei sa bene, ormai, che in mezzo a tutto questo c’è il dramma dell’automobilista di passaggio che, percorrendo di notte le complanari, viene letteralmente assaltato da gruppi di ragazze di colore che chiedono denaro in cambio di prestazioni occasionali. Ma c’è anche il dramma delle famiglie, costrette a risiedere in un quartiere invivibile, ormai tristemente conosciuto da tutti come  “la zona delle pu…”.
 
Antonio De Luigi
 

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