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Il calcio ai tempi del colera

Il Coronavirus ha messo in ginocchio anche il calcio. Si parla di tornei annullati, sospesi, di play out e play off… Vedremo. Non è la prima volta che queste cose succedono. L’ultima guerra interruppe il calcio in Italia per due campionati : il ‘43/’44 e il ‘44/’45. Trent’anni dopo si riaffacciò lo stesso rischio, questa volta per ragioni vicinissime al dramma che stiamo vivendo oggi. Verso la fine di agosto del 1973 si sviluppò nel Mezzogiorno un’epidemia di colera. Napoli e Bari furono le città più colpite. L’epidemia fu contrastata con efficacia per mezzo di una tempestiva vaccinazione di massa (determinante si rivelò il contributo dell’Esercito Italiano e della VI Flotta USA che, in quel periodo all’ancora nel porto di Napoli, mise a disposizione lo stesso tipo di siringa a pistola già impiegato in Vietnam per campagne di profilassi civile). Da noi il colera produsse danni limitati, se messi a confronto con la strage che sta facendo il Coronavirus : ‘solo’ ventiquattro decessi. A parte isolate proteste dovute all’ansia della gente di essere subito vaccinata (vedi immagine), la gigantesca opera di profilassi si svolse con ordine esemplare e senza gli allarmismi isterici del presente. Solo nel mondo del calcio si scatenò il caos. Era successo che per il turno di Coppa Italia del 2 settembre a Napoli doveva presentarsi il Bologna. Ma la squadra emiliano dichiarò di non volersi recare a Napoli. La partita venne rinviata (ancora per la stessa competizione era stata rinviata Foggia-Juventus del 9 settembre). Si arrivò così al 16 settembre, giorno in cui dovevano disputarsi Genoa-Napoli e Bari-Verona. Nonostante l’epidemia già non rappresentasse più un pericolo, Genoa e Verona si rifiutavano di incontrare i rispettivi avversari. La Lega allora assegnò loro la sconfitta per 2-0 a tavolino. Intanto i campionati, che a quel punto nessuno avrebbe più fermato né sottoposto a condizionamenti di carattere geografico, erano alle porte. Le squadre del sud non potevano permettersi di presentarsi al debutto impreparate atleticamente e con una tensione tattico-agonistica incompleta. Venuta meno la possibilità di testare le proprie forze in Coppa Italia, non restava che organizzare amichevoli. Napoli e Bari si accordarono per una partita da svolgersi al della Vittoria. Con sarcasmo gratuito i giornali del nord battezzarono l’incontro “il derby del colera”. Per la cronaca, la partita finì in parità (0-0) davanti ad un pubblico scarso. Due settimane dopo, il 7 ottobre, la sedici formazioni di serie A scendevano regolarmente in campo. Per un paio di settimane a ricordarsi del colera sarebbero rimaste le solite iene da curva con striscioni oltraggiosi a danno delle tre squadre del sud, Napoli, Cagliari e Foggia.

 

Italo Interesse

 

 

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