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Il capitano vorrebbe continuare ma la società lo vuole come dirigente

“Capitani coraggiosi” recita il testo della canzone di due grandissimi cantautori italiani e showman, Claudio Baglioni e Gianni Morandi, è un po’ quello che sono stati tanti capitani del Bari, da Totò Lopez, artefice della cavalcata con Bolchi dalla C alla A, salvo poi per voleri superiori, si dice Sgobba e Carlo Regalia, fu ceduto al Taranto senza assaporare la “A” dopo esserne stato uno dei protagonisti principali.  Un capitano coraggioso è stato anche Gianni Loseto, secondo per presenze dopo Jean Francois Gillet, che rifiutò Inter e Roma e che quando ha smesso ha fatto la trafila da allenatore con le giovanili del Bari e successivamente team manager, sino al fallimento dello scorso anno con Giancaspro, ed aspettando una chiamata ancora non pervenuta dalla nuova società che sembra, almeno per il momento, non tenere presente la ‘baresità’ degli ex e le bandiere. Ma a proposito di bandiere, senza sempre rivangare il passato, sino ad un anno fa, il numero dieci Ciccio Brienza, con un passato dal Palermo al Bologna ed un paio di presenze nella Nazionale di Lippi che poi avrebbe vinto il Mondiale nel 2006, ha scelto di scendere di categoria, addirittura nei campi fatiscenti della D con la promessa di riportare i Galletti nei professionisti e poi giocarsi almeno un altro anno, in quella categoria che gli appartiene di diritto, i professionisti. Ciccio Brienza, classe 1979, giusto per rinfrescare la memoria. tre stagioni col Bari e capitano da due, nella stagione conclusa ha disputato 23 partite, tutte a buoni livelli, segnando due reti, meno rispetto al passato, essendo uno dei migliori nella sfortunata Poule Scudetto ma mettendosi sempre a disposizione del gruppo e con le sue geometrie sui campi fatiscenti e più improbabili, in una categoria dove i giocatori avversari contro il Bari spesso e volentieri davano la propria vita pur di mettersi in mostra su DAZN e con tutta la vetrina che comportava giocare al San Nicola, in tutto ciò Ciccio Brienza quando ha giocato ha dispensato di geometrie ed ha dimostrato la sua classe senza mai tirarsi indietro. Tuttavia, si sa, nel calcio le bandiere sono sempre più cosa rara, un esempio lampante è la fine che hanno fatto Francesco Totti e Daniele De Rossi, maltrattati dopo che hanno incarnato e dato tutto all’As Roma. In casa Bari per fortuna è ancora diverso, la proprietà è italiana e noi, non ci stiamo schierando, però il giocatore Brienza, oltre ile qualità umane, ha diritto ad un’opportunità di disputare almeno un altro anno con quella maglia che ha accettato di scendere di categoria. Restano, però, impresse e fanno riflettere le parole a fine stagione di Luigi De Laurentiis dove disse senza veli, come è abituato a fare, da quando si è calato nel mondo calcistico: “Stiamo valutando assieme al giocatore anche la possibilità che resti come dirigente ed ambasciatore del Galletto”. Di lì in poi silenzio, e solo l’annuncio ufficiale delle date del ritiro in attesa che i primi acquisti siano ufficializzati. A noi risulta, che il giocatore è in trattativa con la società e sulle sue tracce c’è il Padova dell’ex diesse biancorosso, Sean Sogliano, pronto ad offrire al giocatore un anno e la possibilità di diventare dirigente. Ma Ciccio Brienza è uno abituato a ragionare col cuore, non con il Dio Denaro. tuttavia, abbiamo provato ad intervistare, uno schierato, Fabio Attolico, ideatore insieme a Marila Terlizzi e Cecilia Traversa, de La Casa del Galletto, un sito molto attivo sul Facebook e Instagram, che nonostante esiste solo da settembre 2018, vanta già poco meno di 2000 iscritti.

Fabio, da ideatore del sito di tifosi, “La Casa del Galletto” e tutti i giorni tasti il polso dei tifosi, noti suddivisioni o fazioni e perché molti fanno riferimento al passato?

“Sulla Casa del Galletto la maggior parte degli iscritti, compreso me, sarebbe entusiasta della permanenza di Brienza. Per quanto riguarda i paragoni con altri capitani del passato tipo Loseto per me non dovrebbero nemmeno porsi certi paragoni. Ogni capitano ha scritto la propria storia e ritengo che non si possano proprio fare certi accostamenti. Il capitano attuale è Ciccio, lo stesso che dopo il fallimento ha rifiutato proposte da squadre di A e di B, pur di rimanere a Bari in una categoria a lui sconosciuta per riportare tutti noi e la città di bari in categorie più consone. Già solo per questo si è guadagnato la fiducia dei baresi, avvelenati dal passato e tante altre vicende, lui merita la possibilità di giocare un’altra stagione con quei colori che ha dimostrato di essere legato”.

A livello personale qual è la tua opinione su Ciccio Brienza?

“Io penso che la società debba esaudire il desiderio e sogno allo stesso tempo di Ciccio che è quello di riportarci in B. Con un impiego alla Francesco Totti nelle ultime due sue stagioni, ritengo che il numero dieci biancorosso possa essere ancora determinante e non tutte le società di C, possono vantare di avere un Brienza in panchina pronto a subentrare a gara in corso. Aspettiamo, ma la speranza resta viva”.

Marco Iusco

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