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Il caso Pisicchio fa tramontare il sogno di Emiliano di allargare la sua coalizione ai “5 Stelle”

L’ipotesi di ricalcare in Puglia un’alleanza elettorale per le regionali di settembre analoga a quella che a Roma sostiene il governo Conte, ovvero una coalizione “giallo-rossa” a sostegno della riconferma del governatore di centrosinistra uscente, Michele Emiliano, era difficilissima da realizzare prima della recente vicenda giudiziaria che vede coinvolto, per presunta corruzione e voto di scambio, l’assessore all’Urbanistica della giunta Emiliano, Alfonso Pisicchio. E, quindi, improbabile. Dopo tale vicenda un eventuale accordo elettorale del Pd pugliese (se non con “Italia Viva” di Matteo Renzi ed “Azione” di Carlo Calenda che già dallo scorso gennaio avevano detto con chiarezza nel centrosinistra di non condividere il metodo di primarie “farlocchie” per la scelta unitaria del candidato presidente) anche con il solo M5S è verosimilmente impossibile che possa concretizzarsi. Infatti, la candidata penta stellata alla presidenza della Regione Puglia,  Antonella Laricchia, commentando con una nota la recente notizia che ha interessato l’assessore Pisicchio, ha dichiarato: “ormai abbiamo perso il conto degli assessori indagati in cinque anni di Giunta Emiliano”, ricordando così che nei cinque anni di governo della Puglia il presidente uscente di assessori finiti sotto indagine ne ha avuti più di uno (ndr –  ad onor di cronaca, per uno di essi, Giovanni Giannini, la vicenda che lo vedeva coinvolto si è chiusa con l’archiviazione, per qualche altro invece il procedimento è ancora aperto. “Ultimo in ordine di tempo – ha proseguito Laricchia –  l’assessore Pisicchio per presunta corruzione”, in quanto – ha sottolineato Laricchia, secondo le indagini in corso della Procura barese,  “avrebbe favorito assunzioni in cambio di voti alle prossime regionali”. “Un tempo – ha poi rilevato la candidata governatrice del M5s – all’avviso di garanzia seguivano almeno le dimissioni, ma da quando tra gli indagati c’è anche lui, Emiliano ovviamente non ha più avuto il coraggio di chiederle”.Quindi, Laricchia ha ricordato senza mezzi termini che il Pd in Puglia sta ricandidando presidente un personaggio che è pure indagato, perché la vicenda giudiziaria che lo ha interessato meno di un anno fa, ossia quella della Procura di Foggia, in cui – come si ricorderà – furono arrestati il consigliere regionale di maggioranza Napoleone Cera ed il padre Angelo, è ancora in fase istruttoria. Infatti, proseguendo nel commento, l’esponente del M5s ha fatto presente che “  più volte gli abbiamo chiesto (ndr – ad Emiliano) di venire a riferire in Consiglio o nella Commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia”. “Invece – ha tuonato Laricchia  – niente è stato fatto” in tal senso da parte del governatore di centrosinistra uscente, ma ringraziando comunque la Magistratura per il lavoro che sta svolgendo, perché i pentastellati sono pure “sicuri  che verrà fatta la massima chiarezza”. A detta della stessa Laricchia “serve però una risposta politica forte contro il voto di scambio”. Ossia quella che i pentastellati pugliesi chiedevano già dopo la condanna di 23 persone, molte delle quali affiliate al clan Di Cosola, che avrebbero tentato di condizionare l’esito delle regionali pugliesi del 2015,  procurando voti in cambio di denaroad uncandidato, Natale Mariella, della  lista “Popolari per Emiliano”. “Ma – ha poi esclamato Laricchia – l’ex magistrato si è ben guardato dal dire anche solo una parola”, concludendo con l’annuncio che “presto lanceremo iniziative per garantire un voto trasparente e pulito”, perché – a suo dire –  “solo così la Puglia potrà davvero cambiare”. Parole dure, quelle rivolte dalla sfidante pentastellata al governatore pugliese uscente, che lascino intuire l’impossibilità di un accordo elettorale del M5s con il Pd di Nicola Zingaretti per sostenere la riconferma di Emiliano, che da ultimo ha pure tentato di proporre il ticket elettorale Emiliano presidente con vice Laricchia, ma senza successo. E si intuisce che, proprio alla luce di quest’ultimo tentativo di accordo Pd-M5s andato a vuoto per le regionali pugliesi, la coalizione che sostiene il governatore Emiliano, al di là delle forze politiche già presenti in essa e di alcune liste minori improvvisate che si stanno ancora aggiungendo ad essa, non riuscirà di certo ad allargarsi oltre il perimetro già definito. Infatti, anche il candidato di Italia Viva, Azione e Più Europa, Ivan Scalfarotto, ha già avviato la propria campagna elettorale e quotidianamente non perde occasione per attaccare senza esclusione di colpi i suoi rivali per la guida della Regione. Infatti, ha dichiarato ultimamente Scalfarotto: “se non ci fossimo stati noi l’offerta nei confronti dei pugliesi sarebbe stata limitata a tre tipi di populismo: il populismo di Salvini e Meloni, quello anti europeista; il populismo
istituzionale, come lo chiama Michele Emiliano; e quello del M5S che in Puglia è rappresentato dalla senatrice Lezzi e da Antonella Laricchia, la frangia più estrema”.Infatti, Scalfarotto è convinto che la sua candidatura nella nostra regionesia l’unica “proposta europeista, che guarda al futuro non soltanto come una minaccia ma come a un’opportunità, che non guardi alle imprese e agli imprenditori come a prenditori, come ha detto qualcuno, ma come a una base importante dell’economia della Puglia”. Per intanto, al governatore uscente, Emiliano, un altro pesante rompicapo lo attanaglia. Ossia, se mettere fuori dalla sua Giunta l’assessore indagato, Pisicchio, visto che quest’ultimo ha ritenuto finora di non dimettersi spontaneamente ma di rimettersi alla decisone del governatore, oppure lasciarlo al suo posto. Sapendo, però, che se escluderà Pisicchio dall’esecutivo difficilmente potrà poi giustificare la sua candidatura, perché in tal caso gli attacchi politici suo caso da parte dei suoi sfidanti sicuramente si moltiplicheranno. Ma, allo stato dei fatti, non è dato sapere neppure se lo stesso Pisicchio, in caso di esclusione dalla Giunta, accetterebbe comunque di essere ricandidato. E questo di sicuro sarebbe un altro problema non da poco per Emiliano.

 

Giuseppe Palella

 

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