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Il Caucaso e l’influenza dello stato russo nell’area

 

Un barese, il dottor Vito Grittani è ambasciatore presso il Mae della Repubblica di Abcasia e rappresentante diplomatico per l’Italia. Lo abbiamo intervistato per saperne di più su questo stato che gravita nell’ orbita russa. Dottor Grittani: a Montecitorio si è tenuto un convegno conferenza sulla situazione dell’ Abcasia. Che cosa è accaduto?

“Il 4 dicembre 2021 a Lamezia Terme si è tenuta una conferenza sulla Repubblica di Abcasia organizzata dall’associazione Cantiere Laboratorio, Presidente Vittorio Gigliotti alla presenza dell’onorevole Matteo Dall’Osso. In quell’occasione il sottoscritto chiese ufficialmente all’onorevole Dall’Osso nel limite del possibile di organizzare a Montecitorio una tavola rotonda dedicata all’Abcasia che rappresento. Così il 9 febbraio si è tenuto a Montecitorio un’importante ed unico evento per la piccola e giovane Repubblica alla presenza in remoto del Presidente Abcaso Aslan Bzhaniya ed altri importanti ospiti. Certamente l’evento è stato di un’importanza unica e noi saremo sempre grati al nostro amico Matteo Dall’Osso per questa Sua iniziativa”.

Il Caucaso è considerato geograficamente il confine naturale dell’Europa. Abcasia, repubblica autoproclamata vicina alla Russia, come si inserisce tra i due continenti?

“Infatti storicamente l’Abcasia, essendo un corridoio fra l’Europa e l’Asia, si trovava sempre nel mezzo di interessi geopolitici di grandi imperi cosi’ come quello Romano, Bizantino, Russo, Ottomano ecc. Pero’ come vediamo tutti questi imperi oggi non esistono piu’ invece la piccola Abcasia e’ riuscita a preservare il proprio popolo, le proprie tradizioni e l’antichissima lingua. Oggi la Repubblica di Abcasia confina con la Federazione Russa e con la Georgia e si trova nella zona dell’interesse geopolitico dei paesi NATO perche’ confina con la Russia”.

 

Le Nazioni Unite si sono mai occupate della vostra situazione?

“La Guerra georgiano-abcasa è durata per un anno dal 1992 al 1993 e a partire dal 1994 tutte le parti coinvolte nel conflitto si sono messe al tavolo per parlare del futuro dell’Abcasia e della Georgia. Cosi’ l’ONU e’ coinvolta in tutti i negoziati sin dal 1994. Fino ad oggi una volta ogni tre mesi ci sono le discussioni internazionali di Ginevra sulla stabilita’ e sicurezza nel Caucaso del Sud dove partecipano le delegazioni dall’Abcasia, Ossezia del Sud, Georgia, Russia, USA, UE, ONU, OSCE. Il formato e’ basato sugli accordi Medveded-Sarkozy presi nel 2008 subito dopo la Guerra di 5 giorni tra l’Ossezia del Sud e la Georgia. L’obiettivo principale delle discussioni e’ di firmare il documento di non-uso di forza tra la Georgia e Abcasia e tra L’Ossezia del Sud e la Georgia”.

 

Crede possibile, nello scenario attuale, la ripresa di un conflitto con la Georgia?

“Purtroppo visto la situazione geopolitica connessa alla situazione in Ucraina, L’UE l’ONU, USA e L’OSCE hanno deciso di mettere in pausa le discussioni e il documento di non-uso di forza rimane non firmato. Quindi, sospendendo i negoziati per la sicurezza del Caucaso del Sud mettono in rischio un’altra regione vicino i confini russi”.

 

In Abcasia la divisa circolante è il rublo, siete tacciati di essere uno Stato fantoccio della Russia. Cosa rispondete?

 

“L’Abcasia ha la propria valuta l’apsar pero’ usiamo il rublo perche’ economicamente per adesso conviene di piu’ visto che la Russia e’ il partner economico principale e poi c’e’ un accordo di aiuto socio-economico da parte della Russia. Io non direi che l’Abcasia e’ uno stato fantoccio della Russia, uno stato alleato alla Russia si,’ ma non fantoccio. Secondo questa logica ogni paese che usa il dollaro e’ fantoccio degli USA e ogni stato che utilizza l’euro – della Germani e della Francia. L’Abcasia non e’ uno stato fantoccio anche perche’ svolgiamo le elezioni presidenziali e quelle parlamentari in un modo assolutamente indipendente e trasparente. Per quanto riguarda i processi democratici in Abcasia possiamo esse un bel esempio di trasparenza per tanti paesi dell’ex USSR e del mondo occidentale”.

 

Stato e religione. Come convivono in Abcasia?

“L’Abcasia e’ uno dei primi paesi cristiani nel mondo. Gia’ alla prima Assemblea a Nicea c’era presente l’Arcivescovo di Pitiunt (oggi Pizunda) Stratofil. Poi nella Costituzione attuale dell’Abcasia c è scritto che chiunque in Abcasia e’ libero di professare qualsiasi religione. Vi sono i cristiani ortodossi, cattolici, luterani, mussulmani sunniti, buddisti ecc. Storicamente non c’era neanche un conflitto basato sulla religione. Il mio collega Kan Taniya e il sottoscritto abbiamo portato una statua della Madonna del Pozzo alla chiesa Cattolica romana di Sukhum. In Abcasia la notizia e’ stata accolta molto bene da tutti i rappresentanti delle diverse religioni invece i georgiani avevano protestato facendo intervenire la Nunziatura Apostolica, una cosa da vergognarsi”.

 

Gli Abkhasi a causa della situazione politica di fatto godono di una limitata libertà personale. Sono pochi gli Stati che hanno riconosciuto la vostra repubblica autonoma. Come risolvere questa situazione?

“Infatti, questo e’ quello che cerchiamo di risolvere organizzando gli eventi pubblici per parlare della violenza dei nostri diritti e liberta’ di base. Secondo noi l’attuale sistema dei rapporti internazionali non funziona bene, l’ONU purtroppo non ha le risposte a tutti i problemi internazionali di oggi. Lo abbiamo visto anche in Siria, ora lo notiamo in Ucraina. E’ chiaro che bisogna modificare il Sistema dei rapporti internazionali inserendo dentro lo schema dei rapporti con i paesi che non sono riconosciuti universalmente cosi’ come per esempio Kosovo, Palestina, Cipro del Nord, Abcasia, Ossezia del Sud, e bisogna anche capire come portare avanti il dialogo con i paesi non riconosciuti da nessuno come Transnistria, Nagorno Karabakh ecc. ecc. Gli abcasi hanno tutto il diritto di scegliere il paese dove studiare e dove viaggiare pero’ non possono farlo per il solo fatto che i diplomi di laurea o gli attestati di maturita’ non vengono riconosciuti, nemmeno i passaporti. Noi non chiediamo in primis di riconoscere l’Abcasia come stato indipendente, ma di non violare i diritti di libero movimento e d’accesso allo studio”.

 

Dato che la Farnesina sconsiglia viaggi in Abcasia, che tipo di rapporti avete ad oggi con le autorità italiane?

“Dall’Impero Romano fino ai tempi medioevali abbiamo avuto rapporti molto stretti con l’Italia. Ci sono dei posti, castelli, addirittura i cognomi di origine italiane, quindi nonostante sconsiglio della Farnesina ogni anno l’Abcasia veniva visitata da centinaia d’italiani. E non appena riapriranno le frontiere (sono state chiuse visto il Covid) siamo sicuri che gli italiani continueranno a visitare la nostra bellissima terra. Purtroppo i rapporti con le autorita’ italiane ufficialmente non ci sono, pero’ noi abbiamo la Rappresentanza diplomatica dell’Abcasia in Italia che fa funzione di un’Ambasciata vera e propria e siamo aperti alla collaborazione anche perche’ sapendo che centinaia di cittadini italiani comunque visitano l’Abcasia bisogna stare in contatto in caso servisse l’aiuto”.

 

Dal suo punto di vista il disegno di Putin sarebbe davvero quello di “mobilitare” ed annettere tutte le repubbliche autonome come la vostra …o il conflitto in atto mirerebbe esclusivamente al possesso e al riconoscimento di Crimea, Lugansk e Donetsk?

“Secondo noi il disegno di Putin e’ di proteggere i russi che vivono in quei territori e le proprie frontiere. L’Abcasia e’ stata riconosciuta dalla Russia come paese sovrano ed indipendente. Nella Costituzione abcasa che e’ stata adottata nel 1994 c è scritto che lo Status di Abcasia non puo’ essere altro che Repubblica sovrana ed indipendente e non si puo’ fare nemmeno i referendum per il cambiamento dello Status. Quindi noi non parliamo di entrare a fare parte della Russia. Noi siamo alleati e partner strategici, facciamo parte del mondo culturale russo, parliamo la lingua, usiamo il rublo, leggiamo la letteratura russa, guardiamo la TV russa, cantiamo le canzoni russe pero’ non abbiamo in agenda la questione di fare parte della Russia perche’ l’unica possiblita’ per gli abcasi di salvare le proprie tradizioni, la propria lingua – e’ di avere il proprio Stato”.

 

Quali rapporti avete con gli stati che vi hanno riconosciuto a livello internazionale, ovvero Russia, Nicaragua, Venezuela, Nauru, Siria?

“Abbiamo aperto le Ambasciate in tutti i paesi sopraindicati e i rapporti si stanno sviluppando molto bene. Ovviamente i rapporti piu’ intensi sono con la Russia, piu’ di 200 accordi interstatali quasi in tutti i campi delle relazioni compreso il campo della difesa militare. Con altri paesi abbiamo diversi accordi socio-economici e li stiamo sviluppando. Tramite le nostre Ambasciate in questi paesi stiamo lavorando anche con il corpo diplomatico in loco per allargare i rapporti diplomatici e ottenere piu’ riconoscimenti internazionali”

Bruno Volpe

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