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Il centrodestra chiede a Emiliano la destituzione di Cassano dall’Arpal

 

L’ex sottosegretario al Lavoro ed ex senatore di centrodestra Massimo Cassano è appena da qualche mese fa a capo dell’Arpal (Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro) ma ci sono già le prime polemiche contro colui che lo ha nominato, ossia il governatore Michele Emiliano, per la gestione alquanto “allegra” di detta struttura esecutiva della Regione Puglia. Infatti, tre consiglieri regionali (Francesco Ventola, Ignazio Zullo e Giannicola De Leonardis)hanno annunciato in conferenza stampa la presentazione in Consiglio di una mozione che chiede al governatore Emiliano la revoca di Cassano da commissario straordinario dell’Arpal, sia perché tale figura non è prevista dallo Statuto dell’Agenzia, sia anche per la palese incompatibilità in quel importante ruolo di un Capo politico impegnato a consolidare elettoralmente una propria formazione civica che si appresta a partecipare ai prossimi appuntamenti elettorali. “L’Arpal – ha spiegato i tre consiglieri dell’opposizione di centrodestra alla Regione Puglia –  deve essere a tutti gli effetti un’Agenzia regionale al pari delle altre, anzi più importante delle altre visto del delicato compito che svolge, e non il comitato elettorale del partito, Puglia Popolare, del commissario straordinario, Massimo Cassano”. E per tale motivo Ventola, Zullo e De Leonardis hanno chiesto al presidente Emiliano di procedere immediatamente alla revoca della nomina “politica/elettorale” e procedere alla selezione e nomina di un direttore generale “tecnico”, secondo quanto previsto dall’articolo n. 9 della legge regionale n. 29 del 29/06/2018 e dagli articoli n. 3, 4 e 5 dello Statuto dell’Agenzia approvato con Dgr n. 91 del 22/01/2019.La richiesta di revoca sarà presentata formalmente con una mozione urgente che sarà discussa il prossimo 24 aprile in Consiglio regionale,  perché i tre esponenti di opposizione ritengono “che, anche nell’interesse della maggioranza di centrosinistra, non vi siano ombre sulle centinaia di assunzioni che l’Arpal dovrà effettuare nei prossimi mesi e, quindi, onde evitare che il commissario Cassano operi più da leader del movimento politico ‘Puglia Popolare’, da poco alleato con il presidente Emiliano”. E, commentando tale richiesta, i tre consiglieri pugliesi hanno rilevato che “ci sono politici che come ‘uccelli migratori’ preferiscono migrare al ‘caldo’ del potere piuttosto che rimanere al ‘freddo’ dell’opposizione”, ricordando inoltre  “che solo un anno fa Cassano è stato candidato alle Politiche in un collegio in quota Forza Italia e ora con tutto il suo movimento ‘Puglia Popolare’ è passato armi e bagagli al servizio del presidente Emiliano in vista delle prossime elezioni amministrative a Bari, come a Lecce e Foggia, ma soprattutto in vista delle Regionali del prossimo anno”. Ragion per cui gli stessi consiglieri di centrodestra  hanno dichiarato “di ritenere inopportuno che in questo periodo, di legittima campagna elettorale, Cassano rivesta il doppio ruolo di leader politico e commissario dell’Arpal”. Infatti, i tre rappresentanti di opposizione hanno poi concluso i propri commenti al riguardo affermando che “In politica non basta essere onesti, ma occorre fare in modo che la collettività percepisca che si è onesti e quello che sta succedendo nell’Arpal non dà questa percezione”. A condividere la richiesta di revoca di Cassano da commissario dell’Arpal ci saranno anche gli otto consiglieri regionali dell’opposizione pentastellata che hanno già reso noto di voler sostenere in Aula, con il loro voto, la preannunciata mozione dell’opposizione di centrodestra. Ma c’è di più. Il gruppo regionale del M5S ha anche annunciato di voler valutare la possibilità di una richiesta di controllo ministeriale sull’attività dell’Arpal e, in particolare, sulle procedure in atto per le assunzioni, oltre che far valutare sotto il profilo tecnico la nomina di un politico di lungo corso, qual è Cassano, a capo di un’Agenzia che si appresta a fare centinaia di assunzioni in condizioni di dubbia trasparenza. Anche per il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Nino Marmo, ciò che sta accadendo all’Arpal con il commissariamento affidato al leader di ‘Puglia Popolare’ è uno schiaffo lampante al “principio di legalità” di cui Emiliano, che – ha ricordato Marmo – è un magistrato in aspettativa, dovrebbe essere ben consapevole. Ma a volte, come anche Marmo dovrebbe ben sapere, anche taluni magistrati (soprattutto quando, come Emiliano, si cimentano nell’agone politico) sono soggetti ad essere  affetti da qualche amnesia su principi e regole che, per la loro professione, dovrebbero essergli familiari.

 

Giuseppe Palella

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