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Il centrodestra riprova ad andare in scena ma il copione è sempre lo stesso

Il centrodestra pugliese ci riprova ad andare in scena. Questa volta il “film” da girare e mandare in onda è quello per le prossime elezioni regionali di primavera 2020. Dove la battaglia elettorale sarà sicuramente più dura e difficile di quella delle amministrative dello scorso maggio, sia perché in concomitanza non ci saranno le Europee, quindi non ci sarà il risultato anche di un voto politico che, come è accaduto ultimamente in Puglia, alla fine ha attenuato il disastroso risultato conseguito dal centrodestra alle amministrative di Bari e Lecce e di molti altri centri chiamati ad eleggere sindaco e consiglio comunale, sia soprattutto perché l’uomo del centrosinistra da battere sarà presumibilmente il governatore uscente Michele Emiliano, che della recente clamorosa vittoria alle amministrative baresi è stato – come è noto – il vero regista. Il copione per la coalizioni pugliese di centrodestra è rimasto pressoché lo stesso dello scorso anno, quando bisognava decidere i nomi da candidare a sindaco nel 2019 nei Comuni capoluogo. Sappiamo come andarono i fatti ed ora sappiamo anche come è andata a finire in Puglia alle amministrative per la coalizione di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Idea e fittiani (Dit). Ovvero, i Comuni di Bari e Lecce rimasti nelle mani del centrosinistra già al primo turno, rispettivamente con gli uscenti Antonio Decaro e Carlo Salvemini; mentre il centrodestra a mala pena è riuscito, al ballottaggio, a conservare la guida del Comune di Foggia, con l’uscente sindaco Franco Landella, a cui probabilmente va soprattutto il merito della “non sconfitta”. Allora che c’è di diverso rispetto allo scorso anno nel copione del centrodestra pugliese? Il “rito” di un tavolo regionale, per individuare il candidato di prestigio da contrapporre al fronte avverso(che si presenterà quasi sicuramente con il vincitore delle precedenti elezioni), è stato rinnovato con la riunione barese di venerdì mattina (ndr –  e cioè di ieri, per chi legge sabato), quando nella sede di via Sparano dei fittiani si è riunito per la prima volta il tavolo del centrodestra con all’ordine del giorno le prossime elezioni regionali ed al termine della quale è stato diramato uno scarno comunicato per rendere noto che, dopo l’insediamento, “nel prosieguo saranno coinvoltoli realtà territoriali e movimenti con principi e programmi compatibili con quelli del centrodestra”. E, inoltre, che “è stato deciso di avviare una fase di ascolto e confronto con   espressioni economiche e sociali pugliesi, perché contribuiscano alla stesura di un programma concreto e affinché si delinei una linea programmatica vincente”. Di diverso rispetto allo scorso anno erano invece alcuni volti, e quindi neppure tutti, di coloro che si sono seduti intorno al tavolo politico del centrodestra pugliese. Infatti, per il partito di Matteo Salvini lo scorso anno c’era l’ex segretario e consigliere regionale Andrea Caroppo, divenuto recentemente eurodeputato, ed ora invece il posto di responsabile pugliese della  Lega è stato preso da un commissario, Luigi D’Eramo, accompagnato (non sappiamo bene in che veste, da momento che il partito è commissariato) dal murgiano Gianni Riviello; per il partito di Silvio Berlusconi al tavolo, questa volta, c’era Mauro D’Attis in qualità di massimo responsabile regionale del partito ed il capogruppo in Consiglio regionale, l’andriese Nino Marmo, mentre lo scorso anno Forza Italia – come si ricorderà – era rappresentata dal senatore brindisino Luigi Vitali, affiancato talvolta dal deputato barese Francesco Paolo Sisto; per il partito di Giorgia Meloni invece il volto presente al tavolo del centrodestra è rimasto praticamente lo stesso dell’anno scorso, ossia quello del leccese Erio Congedo; stessi volti anche per i fittiani che erano rappresentati dal consigliere regionale canosino Francesco Ventola e la compagine di “Idea” facente capo all’ex ministro Gaetano Quagliariello, che era anch’essa partecipe con lo stesso rappresentante dello scorso anno, Losito. Insomma, “mutatis mutandis” il centrodestra tradizionale pugliese a distanza di un anno si è riunito intorno allo stesso tavolo per cominciare a discutere nuovamente di elezioni, stavolta  regionali. Ma è mai possibile che i vertici locali di una coalizione, che non si è mai riunita per analizzare le ragioni di sue precedenti sconfitte, possano adesso essere invece in grado – sempre allo stesso livello – di programmare una vittoria, come quella che sperano di costruire in autonomia per il prossimo anno in Puglia? Il centrodestra tradizionale pugliese negli ultimi 15 anni – come si ricorderà – è stato in grado solo di accumulare una serie di innumerevoli e clamorose sconfitte a livello locale anche quando le partite erano, a dir poco, quasi impossibili da perdere. Ed al riguardo basta ricordare soltanto le comunali baresi del 2004, del 2009 e del 2014. Per non parlare poi delle regionali del 2005, del 2010 e, soprattutto le ultime del 2015. Quindi, a detta di molti elettori, ma anche di alcuni rappresentanti periferici del centrodestra pugliese, sarebbe forse preferibile se questa volta almeno la “farsa” del tavolo pugliese del centrodestra fosse evitata, spostando la “questione regionali in Puglia” direttamente su un tavolo politico romano, dove probabilmente i vertici nazionali potrebbero decidere il nome da contrapporre il prossimo anno ad Emiliano verosimilmente con maggiore lucidità di quanto potrebbe avvenire a livello locale. Ed a conferma di tale rilievo basti ricordare quanto accaduto al tavolo pugliese di Lega, Fi, Fdi e fittiani per le amministrative, con la scelta di primarie a Bari e Lecce nello scorso inverno. Pertanto, – a detta di molti – sarebbe forse preferibile che, per il centrodestra, ad occuparsi delle prossime elezioni regionali pugliesi fossero da subito i vertici nazionali, anziché quelli locali dei partiti che compongono detta coalizione. Diversamente, il rischio per la coalizione pugliese di Salvini, Berlusconi, Meloni e Quagliariello sarà lo stesso dello scorso anno. Ossia, “dum consulitur, Apulia expugnatur” da parte del centrosinistra di “Emiliano & C.”

 

Giuseppe Palella

 

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