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Il centrodestra ufficializza la candidatura a sindaco a Lecce ma a Bari si “spera” nel commissariamento

La presenza alla manifestazione di Vito Leccese della consigliera Lorusso, costringe Laforgia a precisare di essere lì da invitato e di non avere alcuna responsabilità della platea

I rappresentati della coalizione di centrodestra pugliese, Marcello Gemmato (Fdi), Mauro D’Attis (Fi), Roberto Marti (Lega) Luigi Morgante (Noi Moderati), Tanino Brattoli (UdC), Luigi De Mucci (Npsi) e Pierpaolo Signore (Mrs), hanno ufficializzato, per le amministrative dell’8 e 9 giugno prossimi, la candidatura a sindaco di Lecce dell’ex parlamentare Adriana Poli Bortone; mentre per la scelta di Bari bisognerà attendere ancora qualche giorno, o settimana, per sapere chi sarà lo sfidante di Michele Laforgia o Vito Leccese, che – come è noto – sono i due candidati già in corsa all’interno del campo largo dei progressisti per contendersi la candidatura unitaria a Primo cittadino del capoluogo. L’ulteriore slittamento dell’indicazione del candidato sindaco di centrodestra a Bari, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe dovuto al fatto che alcuni parlamentari pugliesi, ossia il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (Fi), il vicepresidente della Commissione Antimafia, Mauro D’Attis (Fi), il sottosegretario Gemmato (Fdi), il componente della commissione Antimafia, Filippo Melchiorre (Fdi), ed i leghisti Roberto Marti, Davide Bellomo e Rossano Sasso, hanno incontrato il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, per  rappresentargli quanto sta emergendo dalla lettura dei provvedimenti giudiziari della recente operazione definita “codice interno” e che – come riferito nel nostro specifico servizio di ieri  – ha portato all’arresto della consigliera comunale Maria Carmen Lorusso e del marito, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, ed alla nomina di un commissario giudiziale in affiancamento al cda dell’Amtab, a causa delle pesanti intromissioni e condizionamenti della malavita organizzata locale all’interno della Azienda comunale barese per il trasporto urbano. Infatti, nell’incontro con il ministeriale i parlamentari di centrodestra hanno chiesto al titolare del Viminale di valutare se esistono i presupposti per un provvedimento di Governo che sciolga il Consiglio comunale e, quindi, alla nomina di un commissario prefettizio. In tal caso, infatti, i tempi per l’elezione del nuovo sindaco ed il rinnovo del Consiglio si allungherebbero e, quindi, anche l’indicazione del candidato di centrodestra non sarebbe più urgente. La richiesta del centrodestra di scioglimento anticipato dell’Assemblea cittadina barese ha scatenato la reazione dei deputati pugliesi del Pd Ubaldo Pagano, Marco Lacarra e Claudio Stefanazzi, che con una nota hanno, tra l’altro. dichiarato: “In queste ore il centrodestra sta reagendo alla notizia di quelle indagini dando il peggio di sé”. Infatti, per i parlamentari dem, “i gravissimi fatti emersi dall’inchiesta riguardano solo e soltanto soggetti candidati nelle liste del centrodestra alle ultime elezioni amministrative”. In realtà, lo scenario barese delle due elette in Consiglio comunale nel 2019 nelle fila del centrodestra e poi interessate da inchieste (in precedenza Francesca Ferri, ora fuori dal Consiglio e da ultimo Carmen Lorusso) per presunti voti di scambio con la criminalità organizzata, è più complesso di come rappresentato, poiché entrambe le indagate, dopo aver conquistato il seggio sono transitare e state accolte nelle file della maggioranza di centrosinistra. Come pure il candidato sindaco del centrodestra sconfitto nel 2019, Pasquale Di Rella, che – come si ricorderà – stranamente, dopo aver conseguito la candidatura con le primarie, contro Filippo Melchiorre (Fdi) e Fabio Romito (Lega), si era eclissato durante la campagna elettorale, favorendo di fatto la vittoria al primo turno del sindaco Antonio Decaro, dopo è transitato anch’egli nelle fila della maggioranza e di cui tutt’oggi è parte. Quindi, trattasi di una situazione politica alquanto intricata e complessa, che andrebbe decifrata e sicuramente ancora da approfondire. Non a caso il candidato sindaco di una parte del centrosinistra per le amministrative di Bari, Michele Laforgia, durante una conferenza stampa nella sede della sua associazione (“La Giusta causa”), rispondendo a chi gli chiedeva di commentare la presenza della consigliera del Comune di Bari, Maria Carmen Lorusso (ndr – ai domiciliari da lunedì scorso, perché convolta nell’inchiesta sulla compravendita di voti mafia-politica), alla presentazione di Vito Leccese, candidato sindaco del Pd, organizzata domenica scorsa al cinema Showville, ha preso le distanze da tale presenza affermando seccamente: “In quella manifestazione ero ospite, Vito Leccese mi ha detto che sarebbe stato contento di vedermi e io sono andato volentieri. Non sono io il responsabile di quella platea”. Laforgia, continuando, ha poi anche precisato che “dobbiamo porci il problema non solo di vincere le elezioni, ma anche di capire chi sono i nostri avversari”, perché “non sono nel centrosinistra, anche se la mia proposta è di cambiamento, e non sono neanche nella destra”. “I nostri primi avversari – ha specificato Laforgia – stanno fuori dalla politica, sono quelli che la inquinano”. “Mi capita – ha detto inoltre il fondatore ed ex presidente de “La Giusta causa” – di leggere dichiarazioni di chi sostiene che mi inventavo le cose, che dovevo andare in Procura a fare i nomi. Io non ho accesso a documentazioni riservate, sono un cittadino che cammina per strada, che parla con le persone e vede quello che succede prima, durante e dopo le elezioni. Sono informato su ciò che succede, leggo ciò che accade nelle inchieste e nei processi e chiunque lo fa sa che corriamo un pericolo, soprattutto a Bari”. Quindi, per Laforgia, “ci si dovrebbe chiedere perché queste banalità sono state avversate per mesi” anziché minimizzare quanto da lui dichiarato il 7 novembre scorso, quando ha spiegato le ragioni della sua contrarietà al voto ai gazebo per la scelta del candidato sindaco unitario di centrosinistra. Quanto alla situazione di Amtab, Laforgia ha affermato che “c’è un’emergenza di funzionamento” e che “la prossima amministrazione si dovrà impegnare per migliorare il funzionamento del trasporto pubblico e le condizioni dell’Amtab”. Ma c’è di più! Per l’aspirante Primo cittadino indicato da “La Giusta causa”, a Bari “esiste una pervasività della criminalità organizzata, che non riguarda solo Amtab, sulla quale occorre alzare il livello di attenzione e non cedere mai”. Un allarme, anche questo, non da poco e che non andrebbe di certo sottovalutato, o banalizzato, come è accaduto lo scorso novembre con la denuncia sui possibili brogli alle primarie e i voti comprati. Insomma, una denuncia quest’ultima, che al momento non banalizza la richiesta e valutazione di un eventuale commissariamento del Comune di Bari.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 28 Febbraio 2024

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