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Il centrosinistra esulta e nel centrodestra volano gli stracci

Mentre nel centrosinistra pugliese si esulta per i recenti risultati delle realtà chiamate ultimamente a rinnovare il consiglio comunale ed eleggere il sindaco, nel centrodestra invece cominciano a volare gli stracci addirittura all’interno di uno stesso partito, Forza Italia, per la disfatta conseguita in Puglia non soltanto come coalizione, ma anche in termini di rappresentanti eletti e, quindi, di consensi ottenuti dai referenti dal partito di Silvio Berlusconi nei 54 Comuni chiamati al voto.  Infatti, il senatore Luigi Vitali, responsabile pugliese di Fi dalla primavera del 2015 fino a settembre del 2018, a commento degli ultimi risultati delle elezioni amministrative ha dichiarato: “Se non fosse tragico ci sarebbe veramente da sorridere”, precisando egli stesso che tale affermazione è con riferimento “al commento della dirigenza regionale di Forza Italia alla debacle del partito in Puglia”. Per rilevare poi, secondo il proprio punto di vista, che gli attuali responsabili pugliesi di Fi “invece di assumersi le responsabilità, come farebbe una classe dirigente autorevole, per non essere stata capace di presentare le liste in molti Comuni, per non aver organizzato il partito sul territorio e per inanellare su sconfitte, cosa fa? Dice che i cittadini non hanno voluto il cambiamento”. E concludere esclamando: “Mah! E’ proprio vero, al peggio non c’è mai fine”. Il riferimento del senatore Vitali è rivolto inequivocabilmente ai colleghi di partito Mauro D’Attis e Dario Damiani che nel 2018 gli sono succeduti alla guida del partito di Berlusconi in Puglia, con il ruolo rispettivamente di coordinatore regionale e vice di Fi. E la replica piccata all’ex responsabile pugliese di Fi, Vitale, da parte di D’Attis e Damiani e non si è fatta di certo attendere. Infatti, con un comunicato questi ultimi hanno reso noto che nei Comuni pugliesi in cui si è votato ultimamente per le amministrative il partito di Berlusconi fa registrare dati in crescita rispetto alle corrispondenti elezioni del 2016, pur riconoscendo che nella nostra regione per Forza Italia c’è molto lavoro da fare per un rilancio del partito ed il rancore di alcuni è senza motivo. Difatti, il commento degli attuali responsabili pugliesi di Fi è stato: “Il centrodestra non è riuscito a strappare i Comuni al voto al centrosinistra, pur essendo riuscito ad arrivare al ballottaggio in tre realtà”. Risultato, questo, che – a detta degli stessi – “per alcuni è sconfitta, per altri è una mancata vittoria”. “Forza Italia Puglia – hanno inoltre sottolineato D’Attis e Damiani – sa assumersi le responsabilità, con riflessioni che faremo al nostro interno e con gli alleati”. Per poi effettuare un elenco di confronto con le elezioni precedenti negli stessi Comuni, quando la gestione del partito in Puglia era affidata ad altri. E il riferimento chiaramente è al senatore Vitali, visto che le precedenti amministrative in tali Comuni sonno avvenute nel 2016, ossia quando il coordinatore pugliese di Fi era lo stesso Vitali che ora polemizza con loro per i risultati risibili di Fi. Infatti, dal richiamato confronto “emerge che Forza Italia ha ottenuto risultati migliori pur in un contesto generale peggiore (nel 2016 Forza Italia era al 13% a livello nazionale contro l’8% attuale). A Fasano nel 2016 FI ha fatto il 9,59%, eleggendo due consiglieri; nel 2021, FI ha preso l’11,12% e ha eletto tre consiglieri. A Ruvo di Puglia nel 2016 FI ha fatto l’8,05%; Nel 2021 invece il 9,49%, confermando il consigliere comunale. A Ginosa nel 2016 FI ha fatto il 12,82% eleggendo un consigliere comunale, nel 2021 invece il 13,61 % al quale va sommato il risultato di Azzurro Marinese con il 7,88% (totale oltre il 20%), eleggendo due consiglieri comunali. A San Giorgio Jonico nel 2016 FI ha fatto il 4,84% non eleggendo alcun consigliere comunale; Nel 2021 invece il 5,56%, eleggendo molto probabilmente due consiglieri comunali. A Massafra nel 2016 FI aveva fatto il 17,62% eleggendo tre consiglieri, nel 2021 invece il 12,39% eleggendo due consiglieri comunali”. Ed ancora: “Ad Adelfia e a Noicattaro nel 2021, esattamente come fu nel 2016, non si sono presentate le liste di Forza Italia e degli altri partiti di centrodestra, non ottenendo eletti in consiglio comunale, come nel 2016. A Triggiano, Gallipoli e Grottaglie i risultati generali del 2021 rispetto alle elezioni del 2016 sono migliori. A Triggiano nel 2016 FI non aveva presentato la lista e non aveva eletto alcun consigliere nelle civiche. Nel 2021 FI non ha presentato la lista, ma ha un consigliere eletto nella civica ed è in maggioranza. A Gallipoli nel 2016 FI aveva presentato la lista prendendo il 4,94% senza eleggere alcun consigliere comunale. Nel 2021 FI non ha presentato la lista, ma ha due consiglieri comunali eletti in lista civica. A Grottaglie nel 2016 FI aveva presentato la lista prendendo l’8,51% ed eleggendo un consigliere comunale che è stato confermato nel 2021 pur essendosi candidato in una civica. A San Nicandro Garganico nel 2018 FI aveva fatto il’8,56% in una coalizione vincente, prendendo 3 consiglieri comunali; nel 2021 ha ottenuto il 9,09%, ma in una coalizione perdente e ha eletto un solo consigliere comunale. Forza Italia ha perso sicuramente a Cerignola e a Nardò, dove evidentemente la campagna elettorale è stata difficile per tutto il centrodestra. A Nardò solo Forza Italia ha presentato la lista a differenza degli alleati. Facendo il calcolo sui votanti delle città dove ha presentato la lista, la media di Forza Italia è di circa il 9%. Questo dato, il 9%, dice che Fi, in queste amministrative, è il primo partito del centrodestra, facendo, appunto, la media sui votanti delle liste presentate ufficialmente da Fi, Fdi (circa 6,5%) e Lega (circa 3%)”. Numeri dietro i quali, per D’Attisi e Damiani, “c’è il grande impegno di una classe dirigente locale”, ma che servono anche ai due responsabili di Fi a fare un affondo a chi li accusa di essere responsabili della debacle del centrodestra ed a rincarare la dose affermando che tale classe dirigente meriterebbe rispetto, “soprattutto da chi non ha mosso un dito per Forza Italia in questa e in altre campagne elettorali, confondendosi tra le nebbie del doppio e triplo giochismo e animato da profondo rancore personale del quale non si comprende ancora la ragione”. E, poi, concludere: “Forza Italia è un grande Partito dove gli uomini e le donne possono anche passare, ma i valori restano grazie alla instancabile opera del suo fondatore, il presidente Berlusconi”. In fine, infatti, D’Attis e Damiani hanno riconosciuto anche che “c’è sicuramente da migliorare, rispetto a quanto già si è fatto in confronto al passato”, obiettando però in “dibattito civile e con lo sguardo sempre attento ai pugliesi e alle loro esigenze più che a quelle personali”. Come dire che le critiche rivolte a loro dal loro predecessore, Vitali, sono più di carattere personale che politico. Quindi, accuse e contro accuse in Puglia tra esponenti di uno stesso partito, Fi per l’appunto, per il quale evidentemente a fare la differenza di risultato, tra le amministrative e le politiche, da sempre è solo Berlusconi e non certo i nomi dei candidati.

 

Giuseppe Palella

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