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Il comico nel cosmico

A differenza che in passato, il moderno divulgatore scientifico, se vuole evitare sbadigli in platea o che da casa si metta mano al telecomando, deve inserire il Sapere entro una cornice intrigante. I costumi giusti, una buona presenza scenica, un linguaggio moderatamente tecnico, una gestualità opportuna e una certa sapienza nel modulare toni e prendere pause, possono molto. In altre parole, il conferenziere a digiuno dei fondamentali dello ‘spettacolo’ non va lontano, che abbia da parlare di minerali, piante o animali. Il divulgatore scientifico di oggi, dunque, è figura poliedrica, a volte anche eccentrica. E se si provasse ad amplificare i contorni di questa figura? A darne un’idea è Tony Marzolla nel suo ‘coSmic’, uno spettacolo andato in scena al Nuovo Abeliano sabato scorso e del quale lo stesso Marzolla, insieme ad Antonella Carone, è regista. ‘coSmic’ vede in scena uno show man divulgare l’impresa, peraltro ancora in corso, della sonda Voyager che, lanciata nel 1977, al presente dista da noi 23 miliardi di chilometri. Nessun oggetto umano si è allontanato di più dalla Terra. Eventuali intelligenze aliene che dovessero intercettarlo, potrebbero farsi un’idea di noi attraverso il disco placcato in oro che trasporta, all’interno del quale sono contenuti suoni e immagini della Terra. Suggestivo, vero? La vertiginosa considerazione di altri mondi, di universi paralleli, di buchi neri e transdotti spazio-temporali sollecita il pensiero a fuggire le minuzie di un quotidiano meschino, legato ad un pianeta piccolo piccolo, il nostro, sperduto nell’immensità del cosmo. E’ questo lo spunto da cui parte il bizzarro divulgatore disegnato da Marzolla per condurre il pubblico in un viaggio attraverso i misteri dell’universo. Un viaggio che intriga e che diverte, anche. Perché il nostro uomo appare lì in sostituzione di qualcun altro, certamente più preparato. Sicché arrabatta e quando ciò non basta prova a carpire la benevolenza del pubblico, che coinvolge ripetutamente. A tale scopo non lesina battute, battutine e battutacce. L’ansia di dare spettacolo, unico mezzo per colmare il divario, fa inciampare il poveraccio ora in un vago cabaret, ora in una più elementare forma d’intrattenimento. Il senso del ‘cosmico’ allora perde una esse ed involve in ragione di risate. Ma di tanto in tanto la vertigine dell’immenso illumina questo simpatico pseudo scienziato facendogli toccare acuti che lo riscattano e inteneriscono. Nonostante i panni del personaggio interpretato gli stiano un pochino stretti, Tony Marzolla, all’esordio come drammaturgo e (co)regista, offre una prova dignitosa all’interno di uno spettacolo intelligente e molto apprezzato dal pubblico. Hanno contribuito a vario titolo: Elisa Nichelli, Gianfranco Bertone, Giuseppe Pugliese, Luigi Moretti, Piero Santoro, Luigia Bressan e INAF.

 

 

Italo Interesse

 

 

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