Cronaca

Il Comune di Bari “commissionopoli” d’Italia

Ancora una volta il capoluogo pugliese assurge agli onori delle cronache nazionali per un altro episodio di malcostume politico – amministrativo , denunciato nel corso della trasmissione televisiva “La gabbia” alcune sere fa. Il giornalista de ” LA7″ nella sua inchiesta ha  messo in luce come a Bari si faccia un uso che eufemisticamente potremmo definire ridicolo ed oltraggioso dei soldi  dei contribuenti, oltraggioso perchè guadagnati con non pochi sacrifici e, sopratutto,pensando  ai tagli operati al welfare per le fasce più deboli dei cittadini.  Ormai Bari, e per questo  ringraziamo sentitamente i nostri consiglieri comunali, ha raggiunto il record dello spreco in Italia (un primato del quale  avremmo fatto volentieri a meno), superando persino Agrigento e Siracusa, dove nel 2014 si sono spesi ,   per le famigerate commissioni consiliari  rispettivamente 285 mila euro e  656 mila euro. A Bari , nel corso di soli quattro mesi,  sono stati letteralmente buttati al vento oltre 300 mila euro per le commissioni, e questo dato dovrebbe far indignare  soprattutto il nostro “primus inter pares”, ovvero il sindaco Decaro ,che a questo punto, come suggeriva un fortunato spot elettorale, dovrebbe essere “chiamato” per risolvere lo sperpero incontrastato di denaro pubblico, sì legalizzato ma decisamente immorale. Lui, che si indigna anche per cose decisamente minori,  a seguito di questo scandalo nazionale ,forse,  dagli studi di qualche emittente locale  tenterà – vanamente – di  appellarsi al senso di responsabilità di tutti i consiglieri. Di Decaro si comincia ad avere la sensazione che viva su una sorta di “montagna di sapone” , un empireo ovattato dove probabilmente non viene messo a conoscenza di tanto scempio, ancor più stigmatizzabile in un periodo di grande sofferenza sociale e con tanti baresi svantaggiati che aspettano bonus e case popolari. Ma non disturbiamo oltre il nostro primo cittadino, in questi giorni  impegnato in una “santa crociata”: la guerra alle blatte. Tremassero i cittadini “inadempienti”, per loro non ci sarà scampo,e multe elevate saranno comminate senza pietà. Sarebbe anche il caso, forse, che una sana “disinfestazione” avvenisse anche a Palazzo di Città  ,dove parassiti più perniciosi dei temibili insetti depredano le casse del Comune con la giustificazione che ” la legge lo consente”. Questo è ,infatti ,il solito mantra che sentiamo ripeterci ogni qualvolta  qualcuno intende fare i conti in tasca ai politici, sia locali che nazionali. Anche nella trasmissione in questione il ritornello è stato intonato da alcuni consiglieri comunali , fra notevoli imbarazzi ed incertezze lessicali, costituendo uno spettacolo decisamente poco edificante diffuso in tv su scala nazionale. L’inchiesta, durata circa una decina di minuti, ha  pure evidenziato  che la Commissione Pari opportunità, presieduta dalla giovane consigliera Anaclerio, anzicchè occuparsi di questioni di discriminazione a vario titolo si occupa di fantasiosi argomenti come quello dei cani  (cosa c’entrano i cani con le pari opportunità?), e che la stessa Presidente, alquanto innervosita dalle domande del collega, si  sia lamentata degli “appena” 45 euro netti (oltre 70 euro lordi) corrisposti per ogni ora di commissione .Quale lavoratore, ci chiediamo,riceve un così consistente emolumento orario? Ma il consigliere Giannuzzi ha fatto anche  miglior figura, mostrando di ignorare, pur essendo presidente della Commissione Bilancio , che il Comune di Bari ha  speso per le sedute di settembre 78.638 euro, per quelle di ottobre 78.226 euro, per novembre 75.856 euro e per il mese di dicembre (riferimento al 2014) 73.657 euro , e quindi  una cifra stimabile intorno ad un milione di euro annuo. Dati forniti dalla Ragioneria del Comune che Giannuzzi ,come  dichiarato al cronista che gli porgeva il foglietto con le cifre, era impossibilitato a  leggere in quanto privo di occhiali. Il consigliere di centro sinistra perdonerà a questo punto  una nostra bonaria provocazione: ma con tutto quello che (legalmente) guadagna al Comune di Bari  un paio di occhiali di riserva poteva pur comprarseli, o no? Su una cosa i nostri eletti dal popolo, di maggioranza ed opposizione, si sono mostrati coesi nel corso delle interviste rilasciate: loro lavorano duramente ed indefessamente per il bene della città, e guai a chi lo mette  in dubbio. A tutti questi signori ,però, una domanda maliziosa vorremmo a questo punto rivolgerla: premesso che al mondo non esista nessun medico che prescriva di fare  il consigliere comunale, cosa ha prodotto fino ad ora l’ inesauribile impegno dei nostri eletti dal popolo, così altamente dispendioso   per le casse comunali? Bari continuava e continua ad essere invivibile, e continua ad occupare gli ultimi posti in graduatoria per quanto concerne la qualità di vita. Se tanto è vero, ed è vero, fallita la mission che gli amministratori restituiscano i soldi ai cittadini. Bari, purtroppo, a questo ulteriore scandalo ha risposto con indifferenza; in una città dove latita il senso civico e dove una parte non esigua della popolazione dei votanti , soprattutto nelle elezioni amministrative, vende per poche decine di euro il voto, chiedere l’indignazione popolare (quella vera e non “decariana”) è pura utopia. Questi cittadini, con una punta di cinismo, meritano  di essere trattati da sudditi, e da perfetti pecoroni si mettano in fila per pagare gli esosi balzelli comunali.Il sindaco Decaro, in veste moralistica ,la prossima volta invece di puntare  l’indice contro il barese “irrispettoso” abbia la decenza e la compiacenza di infilare quel dito negli anfratti di tutti i suoi consiglieri comunali,- senza esclusione  alcuna . E che nessuno per carità si lamenti e si dolga . E’ tutto compreso nel “prezzo”,e va bene soprattutto perchè  anche in questo caso ….”la legge lo consente”.

 

Piero Ferrarese

 


Pubblicato il 26 Marzo 2015

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