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Il Comune fa i conti con i tagli del patto di stabilità

Un Bilancio di previsione che dovrà fare i conti con un taglio di 24 milioni di euro legato al Patto di Stabilità, quello presentato dall’assessore all’Economia Gianni Giannini. Il bilancio di previsione 2013 di Palazzo di Città, infatti, si muove lungo tre direttrici principali: la comprovata riduzione dei trasferimenti erariali; la conferma del contenimento di alcune voci di spesa e l’inasprimento degli obiettivi per il rispetto del Patto di Stabilità. Per quanto concerne il taglio ai trasferimenti, basti pensare che le attribuzioni delle spettanze definitive al Comune di Bari sono state di oltre 47milioni di euro, nettamente inferiori rispetto all’anno precedente (55milioni di euro). Invece, per quanto concerne il contenimento di alcune voci di spesa, a causa dell’ormai nota spending review, saranno ridimensionate le spese inerenti il personale, la formazione, studi ed incarichi, autovetture, spese di rappresentanza e quelle per relazioni pubbliche, convegni e mostre. “Effetti decisamente negativi sul sistema dell’economia locale vi saranno soprattutto in seguito al taglio di 24milioni di euro ed al pagamento di oltre 42 milioni, suddivisi in tre rate annuali, che il Comune di Bari dovrà pagare, a causa di due ingenti debiti fuori bilancio – ha spiegato l’assessore Giannini – A peggiorare l’attuale situazione, a partire da gennaio 2013, sarà l’entrata in vigore della nuova Tares, un’ulteriore tassa sui rifiuti introdotta dal Governo Monti, di cui il Comune dovrà farsi carico”. La sua attuazione è in effetti legata all’applicazione di un regolamento, che sarebbe dovuto entrare in vigore già da ottobre scorso, ma che fino ad ora non ha trovato alcun riscontro. E’ evidente come il Bilancio di previsione sia nettamente ridimensionato rispetto all’anno scorso, con conseguenti disservizi e disagi negli standard qualitativi dei servizi indispensabili per la città. “Il Bilancio, dunque, si chiude con un totale di spese correnti pari a 345milioni di euro, il 57% dei quali sarà investito in servizi, ma rispetto ai 250mila euro di avanzo di amministrazione del 2011, quest’anno ve ne saranno solo 100mila, di cui la metà legata a crediti di dubbia esigibilità” ha proseguito l’assessore all’Economia. Ma le novità non finiscono qui. Ebbene sì, perché Bari è stata anche selezionata per l’applicazione dell’armonizzazione contabile degli Enti locali, “saranno ben 51 gli Enti pubblici interessati dalla riforma, che nasce dalla necessità che tutti i sistemi contabili degli Enti parlino la stessa lingua. Proprio in virtù di questo – ha spiegato Francesco Catanese, direttore della Ripartizione Bilancio – dal primo gennaio 2014, anno in cui entrerà il vigore la suddetta riforma dopo i prossimi due anni di sperimentazione, i residui attivi e quelli passivi andranno verso l’estinzione. Infatti, i residui attivi diventeranno dei veri e propri crediti, iscritti al bilancio, ma solo quando si avrà la certezza di percepirli”. Questa riforma permetterà da una parte un maggiore equilibrio di bilancio ed una maggiore trasparenza, ma dall’altra limiterà nettamente  la facoltà d’azione degli uffici tecnici, soprattutto per quanto concerne le opere pubbliche, “in quanto gli uffici comunali saranno chiamati a prevedere con estrema certezza gli stati di avanzamento nella realizzazione di un’opera pubblica. Allo stato attuale – ha spiegato l’assessore Giannini – dopo aver assegnato il lavoro all’azienda appaltante, il Comune è chiamato a versare i contributi in base allo stato di avanzamento dell’opera. Da gennaio 2014 invece, diventerà obbligatorio inserire nel Bilancio di previsione lo stato di avanzamento e le conseguenti spese, con estrema certezza”. E  ancora, per quel che concerne il cottimo nei casi d’urgenza, non sarà più il singolo dirigente ad assegnare i lavori, ma la decisione dovrà prima passare al vaglio del consiglio comunale.

 

Nicole Cascione

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