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Il Consiglio approva a maggioranza la legge sulla Partecipazione

 

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato a maggioranza il ddl sulla Partecipazione voluto dal governatore Michele Emiliano (Pd), che con questa iniziativa, insieme a quella dello scorso anno del Red (Reddito di dignità), pensa probabilmente di togliere terreno sotto i piedi al M5S. Infatti, il presidente della Regione Puglia, nonché e leader della corrente (interna al Pd) Fronte democratico, rivolgendosi ai consiglieri del M5S durante la discussione svoltasi nell’Aula consiliare di via Capruzzi sul disegno di legge che prevede il riconoscimento della Partecipazione  alle decisioni che coinvolgono i territori e le comunità locali come diritto/dovere soggettivo di ciascun cittadino, ha affermato: “Se il Pd nazionale assomigliasse al Pd della Puglia, voi non sareste probabilmente mai nati e forse vi sareste iscritti al Partito Democratico”. E, proseguendo, ha esclamato: “Su uno dei provvedimenti simbolo della legislatura capisco la preoccupazione del Movimento 5
Stelle”, sottolineando: “Un Movimento 5 Stelle che dice ‘oddio santo, stanno facendo una cosa che noi abbiamo al massimo ipotizzato’, un po’ come il reddito di cittadinanza, ‘cioè ne parliamo, ma non l’abbiamo fatto mai da nessuna parte. Questi non solo hanno fatto il reddito di dignità, ma adesso fanno pure la legge sulla partecipazione e stanno per arrivare con la legge sul lobbying, che distingue i politici dai lobbisti’ ”. “Provate a immaginare che forza avrei io oggi se avessi alle spalle – ha aggiunto ancora Emiliano – non solo le sagre del programma (ndr – gli incontri con i cittadini organizzati dal centrosinistra pugliese alle scorse elezioni regionali, per la costruzione partecipata e dal basso delle linee e degli obiettivi di governo), che peraltro a Roma non sanno manco che cosa sono, visto che neanche quelli del M5S glielo spiegano”. “E lo dico perché se mi dessero una mano a fare le cose in cui loro stessi credono, sarebbe – ha concluso Emiliano il suo monito ai penta stellati pugliesi – un vantaggio per il Paese, forse sarebbe uno svantaggio elettorale per loro, ma questa non dovrebbe essere una preoccupazione per chi ha fede nella Repubblica e nel rapporto con i cittadini”. Però, il presidente della Regione Puglia nel suo intervento in Aula non si è limitato soltanto a polemizzare con i consiglieri “grillini”, che avevano preannunciato il loro voto contrario al ddl governativo sulla Partecipazione, ma ha anche colto occasione per lanciare frecciate ai vertici nazionali del suo partito. Infatti, ha pure dichiarato Emiliano: “La nostra non è un’amministrazione ideologica. Noi siamo gente di sinistra, non c’è dubbio, ma non abbiamo alcun problema a collaborare con persone che hanno un percorso politico diverso, se condividono programmi e metodi”. E, ha poi chiarito il governatore: “quando io parlo di queste cose al Pd nazionale, ci prendono per un gruppo naif ”, sottolineando: “ci prendono per  un’idea naif della politica e mi liquidano dicendomi che sono un grillino. Ebbene io non sono un grillino, ci mancherebbe. Ho una storia politica diversa”. E qui è giunto in modo più chiaro l’affondo contro il segretario del Pd, Matteo Renzi. Infatti, ha proseguito Emiliano: “Io sono uno dei fondatori del Pd che é il partito della Resistenza e dei lavoratori. E’ possibile che qualcuno si impadronisca del mio partito e della mia storia per farne qualche cosa di diverso, ma non per questo io fondo un altro
partito. E non per questo noi cambiamo idea”. “Noi, anzi, ci apriamo e ci confrontiamo – ha concluso Emiliano – su leggi come queste, nella speranza che il nostro Paese finalmente viva
questa evoluzione, anche a partire dai partiti”. Ad accusare chiaramente il governatore pugliese di voler usare il ddl sulla Partecipazione come un’ulteriore arma propagandistica di scalata al Pd nazionale è stato il capogruppo regionale di Forza Italia, Andrea Caroppo, che in una nota ha tra l’altro dichiarato: “non accettiamo lezioni da chi non ha concesso alcun dibattito serio sui (pochi) provvedimenti importanti per la collettività. Avremmo potuto ritenere credibili le dichiarazioni di oggi di Emiliano se avessimo registrato una sua propensione alla costruzione collettiva dei programmi e delle leggi fin dall’inizio della legislatura. Ma non ci facciamo portare a passeggio da chi ha solo colto l’ennesima occasione per dare qualche stoccata al suo competitor Renzi”. Infatti, anche il gruppo di Fi, oltre a quello del M5S e di Dit (Direzione Italia), ha votato contro la tanto decantata legge sulla Partecipazione voluta dal governatore pugliese. Caroppo, inoltre, ha commentato: “la partita vera a cui sta giocando Emiliano è solo una: la scalata al suo partito. Un fatto tangibile, affiorato senza veli anche durante il dibattito odierno sulla legge della partecipazione. Una legge che, nel merito, non fa che tirare ulteriormente il freno a mano dell’iter burocratico ed amministrativo, in un contesto già farraginoso e così incapace di rispondere all’esigenza di una società, altresì, velocissima”. “La politica, invece, – ha concluso il capogruppo forzista pugliese – resta lenta e questa legge è solo un’altra arma che il Presidente pugliese scaglia contro il suo leader nazionale”. Quindi, ha terminato seccamente Caroppo: “Solo fuffa”. Invece, di ben altro tenore le critiche e le motivazioni del M5S per il loro “No” alla legge sulla Partecipazione di Emiliano. Infatti, hanno spiegato i “grillini” pugliesi: “Purtroppo ancora una volta Emiliano tenta di scopiazzare il Movimento 5 Stelle, ma lo fa malamente”. E per questo fatto i pentastellati pugliesi hanno votato convintamente contro un ddl “che – secondo loro – la ‘partecipazione’ ce l’ha solo nel nome”. Una proposta di finta partecipazione che, per i “5 Stelle” è “figlia di un processo assolutamente non partecipato e che nella realtà dei fatti finirà per accentrare tutto il processo partecipativo nelle mani della Giunta e servirà ad Emiliano per guadagnarsi qualche altro titolo di giornale”. Insomma, hanno concluso i “grillini”, “l’ennesima presa in giro per i cittadini pugliesi e come già accaduto per il Red, sarà il tempo a dimostrare che abbiamo ragione”. E se il termine di paragone è il Red – a detta di qualche attento cittadino pugliese – al momento non è difficile dare loro torto.

Giuseppe Palella

 

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