Cronaca

Il copione tra Decaro ed Emiliano è sempre lo stesso

Il copione nel centrosinistra barese tra il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed il sindaco di Bari, Antonio Decaro, è forse lo stesso delle altre volte. Ossia far finta di essere in disaccordo per poi giustificare un’intesa che tenga insieme “emilianisti” anti Decaro  e “decariani” anti- Emiliano. Intesa motivata ovviamente dall’unico obiettivo comune ad entrambe le pletore contrapposte che è quello di vincere le elezioni, con il proposito di poter poi partecipare alla spartizione dei posti di governo e di sottogoverno. Infatti, come ipotizza qualche esperto e bene informato sulle vicende politiche pugliesi, in particolare baresi, gli apparenti e recenti conflitti politici tra il governatore Emiliano ed il sindaco Decaro altro non sarebbero che un “gioco” delle parti al fine di tenere, alle prossime elezioni amministrative del 2019 ed alle regionali del 2020, in un’unica coalizione “anime” politiche inconciliabili, quali potrebbero essere gli ex esponenti del centrodestra barese Simeone Di Cagno Abbrescia e Massimo Cassano da una parte, e l’anima più radicale del centrosinistra pugliese, rappresentata da Sinistra italiana e Leu, dall’altra.  E l’ipotesi non è affatto peregrina se si considera che anche in passato il binomio “Emiliano-Decaro” nella sostanza non è mai stato diviso su nulla nella gestione del Pd pugliese, come pure in quella della spartizione del potere all’interno dell’apparato comunale barese dal 2014 ad oggi. Ossia da quando Decaro è succeduto ad Emiliano sulla poltrona di sindaco del capoluogo. Una strategia, quindi, non nuova per Emiliano e Decaro, che in passato l’hanno adottata anche nel Pd pugliese, dando l’impressione di essere su fronti interni contrapposti, quando in realtà erano forse d’accordo per fare in modo che altre anime del partito non si coalizzassero e mettessero in minoranza il gruppo interno controllato da Emiliano. Lo scenario ora è praticamente simile nella coalizione di centrosinistra che sostiene Decaro nell’aula “Dalfino”, dove il gruppo consiliare del Pd è in parte controllato dal Primo cittadino e per altra parte da Emiliano, che dalla sua ha anche il controllo indiretto di quasi tutte le formazioni civiche satelliti del Pd a Palazzo di Città, oltre che degli eletti nel 2014 nelle fila del centrodestra e successivamente aggregatisi al centrosinistra, come il gruppo degli ex consiglieri “schittuliani” che ora si riconoscono nella formazione “Sud al centro” capeggiata da Anita Maurodinoia. Una similitudine che consiste soprattutto nel fatto che le insofferenze all’interno della coalizione barese del centrosinistra nei confronti del sindaco Decaro sarebbero – secondo qualche bene informato – di gran lunga maggiori rispetto al gradimento di una riconferma. E questo non soltanto perché Decaro non è dato più da alcuni sondaggi in cima alla classifica nella corsa a sindaco del 2019, ma soprattutto per il basso profilo di molte delle figure di cui si è circondato nel corso del suo primo mandato da sindaco. Situazione che – sempre a detta dello stesso bene informato – si è poi ripercorsa negativamente nel governo della Città a tutti i livelli, con conseguenze disastrose per i cittadini amministrati che, sull’onda del populismo leghista e penta stellato dilagante, potrebbero anche avere alle prossime amministrative una sorta di rigetto nei confronti di tutte le forze politiche di maggioranza che hanno finora sostenuto Decaro. Di qui, infatti, nascono verosimilmente la prese di posizione di quasi tutte le espressioni civiche cittadine satelliti del Pd barese che hanno appoggiano Decaro in consiglio comunale e che forse avrebbero preferito il passaggio delle primarie, per verificare se il sindaco uscente ha ancora nell’elettorato barese l’appel necessario per affrontare in modo competitivo la sfida per la riconferma. Ma – come è noto – a stroncare sul nascere ogni ipotesi di primarie nel centrosinistra barese è stato lo stesso sindaco Decaro, che si è sottratto in modo perentorio alla conta interna con altri possibili nomi della sua stessa coalizione, temendo evidentemente questa volta di non vincere il confronto. Anzi, il sindaco Decaro, dopo essere stato lui stesso, ad appena sei mesi dal voto, artefice di allargamenti a destra della coalizione che gli aveva fatto vincere nel 2014 le elezioni, si è addirittura fatto alfiere di coerenza ed intransigenza per le alleanze del centrosinistra a Bari alle prossime comunali. Una presa di posizione, quella di Decaro nei confronti dei recenti “acquisti” a destra di Emiliano, che – a detta di alcuni – altro non sarebbe che il tentativo di mettere le mani avanti nei confronti di potenziali alleati non graditi all’ala di sinistra della sua coalizione.  Un’ala che, alle elezioni amministrative baresi se si presentasse da sola anziché in coalizione,  probabilmente inciderebbe non poco sulle effettive possibilità di vittoria del candidato sindaco di centrosinistra che non ottiene tale sostegno. E questo per Decaro, ma soprattutto per Emiliano, è forse il “vero” nodo da sciogliere alle prossime amministrative baresi.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 13 Novembre 2018

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio