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Il Corridoio Ecologico del Cervaro

Quando non devastante, l’antropizzazione frammenta l’ambiente. Il danno consiste nel fatto che la presenza e l’azione dell’uomo hanno trasformato la ‘continentalità’ dell’elemento naturale in un arcipelago. Il che torna a danno soprattutto di quelle forme di vita animale che necessitano di spazi estesi entro cui spostarsi o che non possono entrare in contatto con le altre specie da cui dipende la propria sopravvivenza. Per porre riparo a questa stortura gli ecologisti hanno inventato i cosiddetti corridoi faunistici. Parliamo di ‘bretelle’ che collegano ‘isole’ di habitat rimasto intatto. I corridoi possono essere originali o artificiali. I primi consistono in strisce di territorio conservatesi allo stato naturale e a difesa delle quali interviene l’Autorità con disposizioni ad hoc, oppure tornate alla stato d’origine dopo l’abbandono da parte dell’uomo. Per corridoi artificiali s’intendono tunnel e ponti che superano strade e ferrovie evitando tra l’altro collisioni mortali (solo in Italia ogni anno diecimila animali selvatici muoiono investiti da tir e auto ; nei quali impatti ci rimette la vita anche qualche utente della strada). Ove possibile, i corridoi consistono in strisce verdi realizzate mettendo a dimora specie vegetali. Il successo di queste bretelle sta dando vita a progetti estremamente ambiziosi : si parla di attraversamenti trasversali a mezza Europa o ai paesi che circondano l’Himalaya… Tali bretelle, consentendo lo spostamento della fauna e lo scambio dei patrimoni genetici, mantengono in vita la biodiversità. I corridoi ecologici non mancano in Puglia. Il più importante per sviluppo e ruolo strategico è quello che si raccoglie intorno all’asse fluviale del Cervaro e che congiunge l’Appennino Dauno col sistema delle aree palustri costiere pedegarganiche. La forza di questo corridoio è nella ricchezza e nella varietà degli habitat attraversati : corso d’acqua, bosco, bosco ripariale, pascolo, palude, costa sabbiosa… Se ne avvantaggiano lontre, lupi, volpi, puzzole, tassi, faine, donnole, testuggini e, per i volatili, chirotteri, rapaci, cicogne, galline prataiole… Corridoi faunistici minori collegano la Puglia a Parchi lontanissimi come quelli d’Abruzzo, della Majella e della Sila. Di essi si è avvalso particolarmente il lupo per rimettere piede nel Gargano, nel Parco dell’alta Murgia e di scendere ancora più a sud (nessuno ha dimenticato il caso del lupo solitario dei laghi Alimini che questa estate si è reso protagonista di aggressioni a danno di due villeggianti). – Nell’immagine, il ponte romano sul Cervaro a Bovino.

 

Italo Interesse

 

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