“Il corteo storico ha subito un’eccessiva mondanizzazione”
“Il corteo storico ha subito un’eccessiva mondanizzazione”
“Il corteo storico della Caravella? Ha subito un’eccessiva mondanizzazione”: lo dice in questa intervista al Quotidiano il padre domenicano Gererardo Cioffari, uno dei maggiori studiosi di San Nicola.
Padre Cioffari, questa sera nelle vie di Bari si snoda la Caravella. Le piace il mondo in cui oggi si svolge questo corteo storico?
“Lei ha giustamente parlato di storico in relazione al corteo. Credo che poco alla volta e specie da ultimo, la Caravella abbia subito un’eccessiva mondanizzazione che ha fatto di molto attenuare la sua storicità o legame con quello che i fatti raccontano”.
Che significa?
“Ogni anno vogliono fare e aggiungono cose nuove, pensiamo ai bambini e alle trovate coreografiche varie. Tutto questo, a torto o ragione, segue criteri del mondo, corre dietro a quello che piace, ma non segue scrupolosamente la tradizione e dunque la storicità. In poche parole, la ricerca qualche volte frenetica di attualizzazione ai tempi, ha portato al risultato di un certo abbandono della fedeltà e a quanto accadde, appunto al dettato delle cronache. Ricordo che il corteo è per sua definizione storico, non artistico o culturale. Probabilmente si vogliono accontentare tutti i gusti e le sensibilità, ma come dicevo prima, la ripetizione fedele e storica dell’evento ne risente. Ritengo che chi l’ha organizza dovrebbe vigilare maggiormente su questo. Probabilmente non si ha la necessaria competenza”.
Quale è il rapporto tra Bari e la Caravella?
Molto stretto e direi simbiotico. Bari e la Caravella sono la stessa cosa, anzi possiamo dire che è la memoria storica della città, come San Nicola. Egli non è di qui, turco, ma ormai lo consideriamo cittadino a tutti gli effetti. La traslazione delle sue ossa, secondo la vulgata, avvenne con una caravella, però non è così”.
Oh bella…
“Storicamente la barca che lo portò non era una caravella, ma altro tipo di imbarcazione, anche se la parola usata è caravella. Dal 1500 in poi, chi come i Dottula aveva delle navi parlava di caravella. In sintesi dire che le ossa del santo arrivarono su di una caravella è un errore storico, non un’eresia”.
Che cosa ha prodotto la traslazione delle ossa di San Nicola a Bari?
“ Senza quell’ evento, Bari sarebbe sconosciuta e avrebbe fatto forse la fine di Egnazia o di Canne. Bari è andata avanti grazie a Nicola e lo vediamo, ad esempio, nel campo del dialogo ecumenico che è appunto favorito e incoraggiato dalla presenza qui dei suoi resti mortali. Spiacevolmente oggi nel mondo ortodosso vi è una certa divisione e crisi. Però il ruolo di San Nicola, lo abbiamo apprezzato di recente a luglio, con la visita del Papa e dei patriarchi orientali”.
Ed ecco in sintesi, il programma. Questa sera la tradizionale Caravella, domani mattina alle 4,30 apertura della Basilica, processione alle 6, 45 con la statua del Santo, alle 10, 00 messa al molo e spari, alle 12,00 la supplica alla Madonna di Pompei, alle 16,30 l’esibizione sul lungomare delle Frecce Tricolori, alle 22,00 i fuochi. Domani alle 18, 00 in Basilica, la messa con l’estrazione della manna.
Bruno Volpe
Pubblicato il 7 Maggio 2019



