Il criminoso candore di Daddi
Sarà in cartellone alla Vallisa sino a domenica 15 marzo un allestimento Diaghilev di ‘Non si sa come’, di Luigi Pirandello

Frutto dell’incrocio di tre novelle (‘Nel Gorgo’, ‘Cinci’ e ‘La realtà del sogno’), ‘Non si sa come’ debuttò al teatro Argentina di Roma nel 1935. Nell’affrontare il tema della difficoltà di spiegare i peggiori moti dell’animo, l’opera sembra suggerire la più disarmante scappatoia al popolo di infelici che l’arte di Pirandello mise alla gogna. Un allestimento dell’opera è in cartellone alla Vallisa ; vi resterà sino a domenica 15 febbraio. La nuova produzione Diaghilev, vede Paolo Panaro nella veste di interprete e regista. Un allestimento asciutto, che va dritto al sodo rinunciando a scene e oggetti ; nel ‘nulla’ spiccano solo i costumi di Angela Gassi. In questo modo il lavoro di Panaro concentra le energie sull’enormità della pretesa con cui il Conte Daddi (il protagonista) prima ‘giustifica’ un delitto adolescenziale, poi prende le distanze da una tresca oltraggiosa che lo vede protagonista. La ‘bolla’ del tempo e dello spazio entro cui Panaro circoscrive le cose esalta il criminoso candore di Daddi, che nulla ha a che vedere con la dissociazione del pensiero. Manipolatore impermeabile alla sofferenza di chi gli ruota attorno, quasi un puparo, l’infingardo Conte disegnato dalla regia è lì che raffredda animi, sollecita dubbi e semina impotenza d’animo, anche a proprio danno. Il suo è un letale contagio del pensiero, del quale farà le spese persino Vanzi (l’amico tradito), che nel finale si vede trascinato, ‘non si sa come’, a consumare un delitto d’onore. Insomma Panaro, strappa l’ennesima maschera, e svela un uomo più malvagio e disturbato che vittima di un pensiero modesto e obnubilato. Particolarmente apprezzabile l’interpretazione di Francesco Lamacchia, che, nei panni del protagonista, assegna al personaggio un colore tagliente tanto verosimile quanto opportuno. Degno di nota il contributo del resto del cast, completato dai validi Antonio Carella, Lara De Pasquale e Caterina Petrarulo. Un allestimento crudo, ben definito, fino ad ora apprezzatissimo dal pubblico. Lo spettacolo rientra nella XX edizione della rassegna ‘Le direzioni del racconto’. – Prossimo appuntamento di rassegna, dal 17 marzo al 18 aprile 2026, ‘La professione della signora Warren’, di George Bernard Shaw. Regia di Paolo Panaro ; con Marianna De Pinto, Francesco Lamacchia, Paolo Panaro, Caterina Petrarulo, Giuseppe Tagarelli. Scritta nel 1893, questa commedia in quattro atti di Shaw fa parte della raccolta ‘Commedie sgradevoli’. L’opera fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1902 ma, subito censurata , dovette attendere diciannove anni per tornare ad essere rappresentata liberamente. ‘La professione della signora Warren’ ha per protagoniste la signora Warren, una ex prostituta e proprietaria di bordelli e sua figlia Vivie, cresciuta in sua assenza ed educata con i suoi soldi. Vivie si è appena laureata in Matematica a Cambridge. La Warren vorrebbe far sposare la figlia con un uomo di sua scelta, ma la giovane è già innamorata di Frank Gardner, figlio del reverendo Samuel Gardner. Il religioso però è stato l’amante della signora Warren, e c’è la possibilità che i due giovani siano fratelli… Quando Vivie scopre che la madre continua a gestire bordelli nonostante non ne abbia più bisogno, accetta un lavoro d’ufficio in città, lascia Frank e rinnega sua madre, che stava già pensando di poter invecchiare con sua figlia accanto.
Italo Interesse
Pubblicato il 12 Febbraio 2026



