Il Csm dice “No” per la terza volta, ma Emiliano è ancora una “risorsa” per il centrosinistra?
La richiesta è tecnicamente irrisolvibile, quindi la "questione" dell'ex governatore pugliese è ora solo politica

L’ex presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a detta del suo successore, Antonio Decaro (Pd), “è una risorsa”, ma verosimilmente non per la politica pugliese, che invece non riesce ancora ad individuare un Comune dove collocare Emiliano come assessore, per consentigli di poter ottenere facilmente dal Csm (Consiglio superiore della magistratura) l’autorizzazione a rimanere “fuori ruolo” fino alle politiche del prossimo anno, quando l’ex governatore pugliese dovrebbe – stante ai “si dice”- essere candidato al Parlamento dal Pd in posizione sicura per l’elezione. Infatti, la III Commissione del Csm ha respinto nuovamente (per la terza volta consecutiva!) la richiesta di aspettativa inviata dalla Regione Puglia per il magistrato Michele Emiliano, al quale vorrebbe affidare l’incarico di consulente giuridico della giunta di Antonio Decaro.
Questa volta però, a differenza di quanto avvenuto con le due precedenti istanze, il “no” della III Commissione del Csm alla richiesta di permanenza fuori ruolo di Emiliano da parte della Regione Puglia, per l’incarico propostogli dal presidente Decaro, è stato perentorio, poiché la richiesta, stante anche a quanto precisato dal Presidente della stessa Commissione, Marcello Basilico, è stata respinta con 6 voti contrari su sei votanti e dunque con voto unanime.
Il “no” all’aspettativa di Emiliano per il ruolo da consulente giuridico su un tema specifico e non più generico, come era avvenuto con le due precedenti istanze, e nonostante l’esplicita precisazione della Regione di volersi accollare tutti gli oneri previdenziali gravanti per un magistrato fuori ruolo, è – secondo quanto trapelato – una questione prettamente tecnica, poiché l’autorizzazione all’aspettativa di un magistrato, al di fuori dei casi previsti espressamente dalla legge, come nel caso degli incarichi elettivi (sindaco, presidente di Regione, parlamentare, consigliere, assessore, etc.) necessita di due presupposti, vale a dire del vantaggio per l’Ente richiedente il distacco fuori ruolo del magistrato, che in via di principio non è sindacabile da parte del Csm, ma anche del vantaggio del magistrato interessato dall’aspettativa, che dovrebbe avere un “accrescimento professionale” dall’incarico da svolgere.
Su questo secondo punto, però, incide la valutazione discrezionale di chi deve autorizzare la fessa fuori ruolo, ossia del Csm. Infatti, secondo il ragionamento dei componenti la III Commissione del Csm, che vantaggio di accrescimento professionale potrebbe avere un magistrato che, nel caso di Emiliano, è a fine carriera? Stando così i fatti è verosimile ritenere che insistere con un’ulteriore richiesta della Regione per la permanenza fuori ruolo di Emiliano come esperto giuridico per un qualsiasi altro tema particolare sarebbe del tutto inutile e vano, poiché difficilmente la Commissione cambierebbe il suo parere negativo al riguardo. L’altra strada per la Regione sarebbe quella di chiedere ad esprimersi sulla “questione” sia il plenum del Csm.
Ma anche su questo è assai improbabile che il Consiglio possa ribaltare quanto già approfondito ed espresso da parte della Commissione competente ad esaminare le domande di messa fuori ruolo dei magistrati. Perciò, se il centrosinistra pugliese vuole effettivamente evitare il temporaneo ritorno di Emiliano alla sua attività professionale di magistrato fino a quando sarà candidato, poi, al Parlamento e se lo considera ancora realmente “una risorsa” per la parte politica che ha rappresento, allora dovrà risolvere politicamente la questione.
E, alla luce di quanto avvenuto finora, l’unica possibilità rimasta perché l’ex governatore non ritorni al lavoro da cui è fuori da ben 23 anni è quella della nomina ad assessore in un Comune o la sua candidatura a sindaco in uno del 54 Comuni pugliesi che andranno al voto il prossimo mese. Ma sono queste ipotesi politiche praticabili per l’ex governatore Emiliano e, soprattutto, per il centrosinistra pugliese? Forse meglio se il predecessore di Decaro ritornasse al suo lavoro di magistrato, sia pure fuori della Puglia, restando, per qualche tempo, fuori dalla politica attiva, anziché dalla magistratura.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 15 Aprile 2026



