Cultura e Spettacoli

Il culto della Vergine a Monte Crispignano

Alla suddivisione amministrativa della montagna che separa Panni da Accadia corrisponde anche una suddivisione religiosa

Situato nel settore meridionale dei Monti Dauni, il Monte Crispignano è secondo solo al Monte Cornacchia tra le vette più elevate di Puglia, spingendosi a 1105 metri di quota. Ricco di boschi e di acque sorgive – tant’è che dà origine a due torrenti, Avella e Jazzano, entrambi affluenti del Cervaro – il Monte Crispignano presenta la caratteristica d’essere diviso tra due comuni : Accadia (versante sud) e Panni (versante nord). Alla suddivisione amministrativa corrisponde anche una suddivisione religiosa. Infatti, mentre sulle pendici meridionali della montagna, a 1039 metri di altitudine, è ubicato il santuario della Madonna del Carmine, sull’ombroso versante nordorientale si erge a 752 metri di quota il santuario della Madonna del Bosco. Il primo Santuario sorge là dove nel XXII secolo a un pastorello di Panni di dodici anni apparve la Madonna ; al suo interno si conserva un bassorilievo marmoreo rappresentante la Madonna e il bambino, donato da Giuseppe Recco, duca di Accadia, cui si deve anche la costruzione, nel 1694, dell’originale cappella. Il piccolo luogo di culto fu poi ricostruito nel 1753 sulla sommità della Rupe dell’Apparizione con la facciata rivolta verso Accadia. Il Santuario della Madonna del Bosco, annesso al Monastero di Panni dell’ordine Eremitano di Sant’Agostino della Congregazione Dubritana di Puglia, è stato fondato ed eretto da Tommaso Caraffa, signore di Bovino nel 1503. Vi si conserva un’effigie mariana in legno che secondo tradizione fu trovata da una pastorella proprio nel bosco tra i rami di un grosso cerro. Sempre la tradizione narra che la Vergine invitò la pastorella a recarsi in paese per rivelare che Ella desiderava che si costruisse una chiesa in quel luogo in suo onore… Le due leggende si avvicinano al punto da far pensare ad un’unica apparizione, successivamente contesa sul piano geografico fra i due centri abitati. Ad arrivare per primi con i mattoni furono quelli di Panni. Ovvio che prima o poi i ‘rivali’ di quelli di Accadia dovessero ‘reagire’. Di qui la presenza di due luoghi di culto ‘contrapposti’, ma avvicinati dallo stesso senso di devozione mariana. – Nell’immagine, ‘Madonna col Bambino e angeli’ o ‘Filippina’, tempera su tavola (92 x 63,5 cm.) di Filippo Lippi, databile al 1465 e conservata agli Uffizi di Firenze. Il quadro presenta un dettaglio ‘caldo’ : la modella che Lippi ritrasse si chiamava Lucrezia Buti, una monaca del monastero di Santa Margherita di Prato che, il grande pittore, racconta il Vasari, incontrò mentre era impegnato in quella città con altro dipinto. Filippo si innamorò di lei a tal punto che la rapì in occasione della processione della Sacra Cintola, facendola stabilire nella propria casa. Vittima della monacazione forzata per la povertà della sua famiglia, Lucrezia fu ben lieta di abbandonare il monastero, venendo in primo momento seguita anche dalla sorella Spinetta e da tre consorelle, le quali però, a differenza di Lucrezia, tornarono presto in monastero per placare lo scandalo suscitato. Dall’unione dei due nacquero Filippino nel 1457 e Alessandra nel 1465. La relazione destò molto imbarazzo e venne osteggiata in tutti i modi dalla curia. Solo grazie all’interessamento di Cosimo il Vecchio Lucrezia ottenne una dispensa dai voti da Pio II per potersi sposare, ma, come riporta Vasari, i due non si sposarono mai, perché Filippo “preferiva fare di sé e dell’appetito suo come gli pareva”.

Italo Interesse


Pubblicato il 11 Maggio 2024

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