Cultura e Spettacoli

‘Il cuore della nave è il cuore del comandante’

Dopo ‘La nave bianca’ (girato da Rossellini nel 1941), ‘Il prezzo della gloria’ è il secondo film di guerra ambientato a Taranto. Prodotto dalla Enic Imperial, il film fu girato nel 1955, per la direzione di Antonio Musu. La storia gira intorno alle vicissitudini dell’equipaggio della torpediniera Sparvierie (il sottotitolo della pellicola recita : ‘I mille dello Sparviere’) e al disaccordo che divide il comandante dell’unità, il capitano Alberto Bruni, e il suo secondo, il tenente Stefano Valli. Ma quando nel corso di una missione disperata il comandante Bruni viene colpito a morte, Valli lo sostituisce degnamente. Suggestionato dal motto dell’unità che campeggia nella torre di comando (‘Il cuore della nave è il cuore del comandante’), Valli resta al suo posto sino all’ultimo sacrificandosi insieme alla nave. Nel numero di novembre di ‘Intermezzo’ del 1956 A. Albertazzi giudicò l’opera “corretta e fredda come i suoi interpreti e il suo regista”. Un giudizio troppo severo e che non tiene conto di una cosa : la cinematografia di guerra di casa nostra non poteva raggiungere la stessa cura e forza espressiva dei coevi prodotti anglo americani per il fatto che narrare l’eroismo dei propri uomini in armi è più facile per un paese vittorioso che per un paese vinto. Ad Americani e Britannici era consentita una libertà di racconto che poteva anche rasentare l’enfasi, a noi italiani no. Di qui quel senso di rigido e compassato che Albertazzi rimproverava. ‘Il prezzo della gloria’ è film onesto che mette in luce un buon Gabriele Ferzetti nel ruolo del comandante Bruni. Degne di nota le partecipazioni di Eleonora Rossi Drago e (udite-udite) di Mike Bongiorno nel tenente Grimaldi. Diviso in due parti, di cui la seconda si svolge solo in mare, il film di Musu regala nella prima frazione qualche scorcio prezioso della Taranto del dopoguerra, il più importante dei quali riguarda il celebre Ponte Girevole. La struttura venne rimodernata tra il 1957 e il 1958, ovvero appena dopo che Musu aveva girato il suo film. Ciò significa che le immagini che lo ritraggono sono relative all’originale costruzione inaugurata nel 1887, un grande arco a sesto ribassato in legno e metallo i cui bracci erano movimentati da turbine idrauliche alimentate da 600 metri cubi d’acqua in caduta da un serbatoio posto in cima al torrione del vicinissimo Castello Aragonese. Il rimodernamento introdusse un funzionamento di tipo elettrico. Il nuovo ponte, che con opportuni rinforzi venne adeguato alle superiori sollecitazioni imposte dalla circolazione a motore, fu inaugurato dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 10 marzo 1958e intitolato a San Francesco di Paola, protettore delle genti di mare.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 16 Gennaio 2021

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