Primo Piano

Il “Don Tonino Bello” di Molfetta cambia volto, l’Urologia torna al primo piano

Conclusa una delle fasi del piano finanziato con le risorse per gli ospedali sicuri e sostenibili

Il complesso programma avviato sul presidio sanitario di Molfetta raggiunge un primo risultato concreto e libera nuovi spazi per la prosecuzione delle opere. Dopo avere lasciato i locali provvisoriamente occupati durante il cantiere, l’Unità operativa complessa diretta da Leonardo De Siati ha ripreso a pieno regime ricoveri e prestazioni nella propria sede, completamente riqualificata secondo gli attuali requisiti strutturali, tecnologici e di sicurezza.

Il trasferimento permetterà di estendere i lavori al terzo livello dell’edificio, completando un percorso che negli ultimi due anni ha richiesto lo spostamento progressivo di reparti e ambulatori per conciliare la realizzazione delle opere con la continuità delle cure. Una gestione particolarmente delicata, resa possibile dal coordinamento tra il personale medico e del comparto, la Direzione medica e amministrativa e l’Area tecnica, chiamati a riorganizzare di volta in volta servizi e percorsi senza sospendere l’assistenza. Il progetto interessa la parte del nosocomio costruita tra gli anni Cinquanta e Sessanta ed è sostenuto dai fondi previsti dall’articolo 20 della legge 67 del 1988 nell’ambito del programma “Verso un ospedale sicuro e sostenibile”.

Il consolidamento riguarda le fondazioni e gli elementi portanti, sui quali si sta intervenendo per raggiungere requisiti antisismici assimilabili a quelli di una costruzione nuova, mentre sul versante energetico sono previsti il cappotto termico, la sostituzione degli infissi e il rinnovamento degli impianti di climatizzazione con sistemi ad alta efficienza. A queste opere si aggiungeranno il rifacimento della facciata esterna e la progressiva sistemazione delle aree destinate ai degenti. Quelle appena restituite al personale sanitario dispongono già di stanze più confortevoli e funzionali, concepite per migliorare la permanenza dei pazienti e rendere più agevole l’organizzazione quotidiana del lavoro.

Il miglioramento degli spazi accompagna la crescita specialistica maturata negli ultimi anni nel trattamento dell’incontinenza urinaria e delle patologie oncologiche dell’apparato uro-genitale, affrontate attraverso percorsi multidisciplinari che mettono insieme prevenzione, diagnosi precoce e personalizzazione delle terapie.

Tra le dotazioni utilizzate per individuare il carcinoma della prostata figura la piattaforma per biopsie “Fusion”, capace di integrare le immagini della risonanza magnetica multiparametrica con quelle prodotte in tempo reale dall’ecografia, aumentando la precisione dei prelievi sulle aree sospette e limitando le procedure non necessarie. Analoga attenzione è riservata alle neoplasie della vescica e degli altri distretti urinari e genitali.

L’attività chirurgica comprende anche la cura della calcolosi, dell’ipertrofia prostatica benigna e delle diverse forme di incontinenza, con il ricorso sia alle procedure tradizionali sia alle tecniche mini-invasive. Il rientro nella collocazione definitiva segna così una tappa del rinnovamento complessivo della struttura, destinato a proseguire per fasi mentre visite, ricoveri e interventi continueranno regolarmente.

 


Pubblicato il 25 Luglio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio