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Il ds. Umberto Quistelli: “Il Bari deve ripartire da Vivarini”

L’ultima volta lo avevamo sentito poco prima che terminasse il contratto con il vecchio club, per fare una chiacchierata esclusivamente sui possibili playoff, di cui non si aveva certezza che si sarebbero disputati e ci aveva detto comunque la sua opinione in caso si fossero disputati. Il Bari, lo conosce bene e ne è tifoso, pur avendo avuto esperienze in squadre rivali della squadra biancorossa, ma da professionista quale è si è sempre calato con grande meticolosità ed attenzione per i dettagli, anche all’ultimo mercato ha dato il suo prezioso ed encomiabile contributo. Ai nostri microfoni ha detto la sua sul Bari, futuro e sui suoi prossimi obiettivi.

Che idea ti sei fatto della finale persa dal Bari e del cammino dei biancorossi sotto la guida tecnica di Vivarini?

“La programmazione in casa Bari dal primo giorno è stata chiara di voler tornare in B al primo colpo. Ma Cornacchini ce stato un certo tipo di mercato ed una squadra che non stava rispondendo e così la dirigenza ha virato su un esperto Vivarini che ha rigenerato l’ambiente e dato la scossa. Tra i meriti principali, aver rigenerato Simone Simeri lanciandolo da subito, compattare la difesa e dare anche un bel gioco che ha portato i suoi frutti sino a dicembre. Nel girone di ritorno al netto delle difficoltà riscontrate in trasferta, prima della sosta causa covid, erano secondi e riprendere è stato difficile persino per la Juventus campione d’Italia, figuriamoci in Lega Pro con gare secche e nell’affrontare squadre con maggiore minutaggio, come nel caso della Ternana, dove il Bari ha rischiato molto. Con la Carrarese sono state spese tantissime energie fisico e mentali di una gara conclusasi ad un minuto dai potenziali calci di rigore. Tuttavia, reputo discreto il cammino fatto da Vivarini, dispiace da barese moltissimo per aver visto ed assistito ad una finale di grande sofferenza dove si poteva fare di più”.

In settimana potrebbe e dovrebbe esserci l’incontro tra Vivarini ed il presidente. Che ipotesi azzardi e ritieni sia giusto, ripartire dal tecnico abruzzese che ci ha condotti alla finale?

“Si, lo dico schiettamente, fossi il presidente confermerei il tecnico che ha polso ed ha nelle sue corde il bel gioco. Magari a Bari si è visto a sprazzi con una squadra non costruita da lui e rafforzata a gennaio con giocatori di categoria che sono stati presi, da valutare se realmente funzionali alle sue idee di gioco. Sta di fatto, che il tecnico merita una conferma ed ha comunque un altro anno di contratto in essere. Bari deve essere padrona del suo destino, nessuna polemica, ma la società sono sicuro saprà agire nel meglio e per dare continuità a quanto fatto dallo scorso anno”.

Senza indugio, dicci quale sarà il reparto da rafforzare e se sei più per puntellare un organico già forte o rivoluzionarlo.

“La difesa principalmente, serve gente più rapida ma anche l’attacco dove è mancata anche nelle tre gare secche quella cattiveria. Poi bisognerà valutare bene la situazione prestiti, il budget a disposizione del ds e che si lavori in piena sinergia con il tecnico. Il tecnico sebbene non faccia il mercato deve avere giocatori funzionali alle sue idee, diversamente gli si daranno alibi e rischia di avere maggiori difficoltà in un campionato dove il Monopoli vorrà ripetersi e migliorarsi, il Catania sta tornando, il Palermo vorrà fare una serie C per vincere e lo stesso Catanzaro si sta già rafforzando a raggiungere i cugini della Reggina. Insomma, si prospetta un altro bel campionato, con grande attenzione anche al Potenza di Raffaele, altro bel tecnico”.

Ci sono dei giocatori che consiglieresti al Bari?

“Due sicuramente, uno Di Piazza ora al Catanzaro che in Catania – Bari all’andata fece benissimo e l’altro Andrea Saraniti, quest’anno in prestito al Vicenza dal Lecce, gli ho avuti entrambi quando sono stato al Lecce e siamo stati promossi in cadetteria. Serve. insomma. gente di categoria e soprattutto che abbia fame di vittoria perché Bari merita di stare in altre categorie”.

Progetti futuri: c’è qualche trattiva in corso per vederti subito all’opera nel prossimo campionato?

“Ci sono delle situazioni molto interessanti in Lega Pro. C’era stato anche un altro interessamento sondaggio di un’altra società ma non si è concretizzato. Adesso, penso al presente ed ho grande voglia di tornare in pista per fare il mio da direttore sportivo qualificato che sono. Ho voglia e scalpito come i giocatori di tornare a lavorare, purché però ci sia dietro un progetto serio ed organizzazione societaria”.

M.I.

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