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Il dubbio sui “gettoni a distanza” al Comune e anche ai Municipi

La modifica introdotta qualche mese fa dall’Assemblea cittadina barese alle norme che regolano il funzionamento delle commissioni consigliari comunali e che ora i rappresentati che siedono nell’aula “Dalfino” del Palazzo di corso Vittorio Emanuele vorrebbero adottare anche per il funzionamento delle commissioni delle mini assemblee periferiche, ossia quelle dei cinque Municipi cittadini, sta suscitando non pochi giudizi critici nei confronti dell’Amministrazione barese, sia su quanto già praticato che sull’analoga modifica che il Consiglio comunale barese, sulla falsa riga di quanto stabilito per il funzionamento delle commissioni comunali, potrebbe adottare anche per quelle dei cinque organi politici periferici del paventato decentramento cittadino. All’uopo, per chi non ha avuto modo di leggere i servizi giornalistici che hanno già notiziato sulla richiamata modifica e di cui anche questa testata si è occupata il 25 agosto scorso con un servizio dal titolo: “Sventate le commissioni ‘briscola’ ma con Decaro arrivano quelle ‘Dad’ ”, ricordiamo che trattasi di una variazione introdotta per consentire ai componenti di dette commissioni di poter partecipare all’adunanza anche da remoto attraverso le moderne tecnologie audiovisive e non più esclusivamente con presenza fisica collegiale, in uno dei locali appositamente adibito nella sede istituzionale del Comune o, nel caso dei consiglieri periferici, in quella del Municipio. In altri termini, a Bari il Comune ha reso in via ordinaria ciò che da marzo del 2020 e fino a marzo del 2022 era stato autorizzato in via eccezionale, con un apposito provvedimento di legge, in costanza dello stato di emergenza determinato dalla grave situazione sanitaria determinata dalla pandemia per Covid. Sul tema, infatti, dopo aver letto il nostro servizio del 25 agosto scorso è intervenuto un ex dirigente del Comune di Bari, Giuseppe Anaclerio, che a suo tempo ha ricoperto mansioni anche da vice Segretario generale e che sulla questione ci ha fatto pervenire alcune riflessioni, ritenendo che la modifica che consente in via ordinaria sedute di commissione con modalità mista presenterebbe un profilo di criticità alquanto elevato sotto l’aspetto giuridico, poiché – a dire dello stesso Anaclerio – non sarebbe nei poteri del Consiglio comunale introdurre una norma che rende ordinaria una modalità che è stata consentita dal Legislatore solo in via eccezionale e che ora, quindi, in assenza di stato emergenziale sarebbe palesemente illegittima, sia perché trattasi di una facoltà non concessa espressamente agli enti locali dall’Ordinamento nazionale, ossia quella di poter stabilire in autonomia le modalità di svolgimento dele sedute collegiali, sia perché in contrasto con la prassi ordinaria prevista per tal genere di riunioni. Ma vediamo nel dettaglio i rilevi del dottor Anaclerio sulle sedute in “Dad”. “Non si conoscono i pareri tecnico e di legittimità sulla questione che interessa” – ha precisato l’ex dirigente comunale barese. “Ossia l’effettuazione delle riunioni di organi collegiali comunali o municipali a distanza, in video-conferenza, con i prevedibili aumenti dei costi, come esattamente rilevato nell’articolo citato, e dei possibili abusi” che ne potrebbero derivare e difficilmente contestabili. Però, ha rilevato Anaclerio, “ricorderò brevemente che per la nostra Costituzione (articolo 97), faro per ogni politica delle Pubbliche amministrazioni, in coerenza con la normativa Ue, è dovere della P.A. assicurare l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico secondo il principio del buon andamento della Pubblica amministrazione, con il minor sacrificio possibile per gli interessi dei privati”. Infatti, ha sottolineato ancora Anaclerio, “ciò che l’articolo del “Quotidiano” rileva (come al solito con puntigliosa fondatezza!) è l’allegra finanza, ovvero l’assalto alla corriera in tema di indennità e gettoni di presenza, segnatamente di quelli percepiti dai politici municipali il cui lavoro è pressoché non recepito dai cittadini contribuenti”. Per poi commentare: “Ora si apprende che, ai costi suddetti in notevole espansione mentre tutto il caro vita va in crisi, si intenderebbe aggiungere anche la facoltà delle riunioni degli organi collegiali a distanza, in video conferenza”. E, pur ribadendo di non conoscere il parere di legittimità alla decisione assunta, Anaclerio ha inoltre affermato: “Mi permetto di osservare, salvo che mi sfugga qualche passaggio normativo, che la facoltà delle riunioni a distanza erano consentite in via eccezionale durante il periodo dello stato di emergenza sanitaria iniziato nel 2020 (art.73 D.L. 18/2020) e cessato il 31/3/2022 (D.L.24/3/2022 n, 24)”. Quindi, tirando le somme sia pur in modo sintetico ed approssimato, l’ex dirigente con funzioni svolte anche da vice Segretario generale, ha affermato: “Chiuso tale periodo emergenziale e salvo nuovi provvedimenti in deroga del Consiglio dei Ministri, che non risultano, cessa tale facoltà con il conseguente ritorno alla normalità anche per gli organi collegiali delle amministrazioni comunali”. Per poi terminare con un’esclamazione finale al quanto pratica e significativa: “Spero di sbagliarmi, ma al di là di ogni valutazione tecnico/giuridica, quella che interessa ad ogni cittadino/contribuente è vedere l’efficienza dei servizi resi e l’equilibrio di bilancio per non vedersi sottoposto ad aumenti fiscali come, da ultimo, il deliberato l’aumento della Tari per le famiglie già alle prese con l’insostenibile caro bollette!”. Ma in quanto a praticità al Comune di Bari quando si tratta di facilitare il percepimento di “gettoni” di presenza il buon senso probabilmente non è di casa. Infatti, aver voluto istituire in via ordinaria le sedute di commissione in “Dad” è come se per la Pubblica istruzione ogni istituto scolastico istituisse autonomamente per gli alunni di poter partecipare alle lezioni non più necessariamente in presenza, nella sede scolastica appositamente deputata a tale funzione, ma discrezionalmente anche in “Dad”. Ossia a distanza, come è stato consentito solo in via eccezionale durante la pandemia. “Ma – si chiedono con stupore e quasi incredulità alcuni cittadini baresi venuti a conoscenza delle commissioni in ‘Dad’- è davvero legittimo ciò ha deciso l’Assemblea comunale con la possibilità di una modalità mista delle sedute di commissione finora non contemplata in via ordinaria?” Il dubbio c’è. Ma forse anche la non vergogna di chi potrebbe approfittare, pur di non perdere neppure un “gettone”.

Giuseppe Palella

 

 

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1 Comment

  1. daniele di lauro ha detto:

    Complimenti per l’articolo: finalmente si torna a parlare delle ‘comiche’ in cui ricadono da tempo le sedute di consiglio comunale e municipale in questa città, quando l’eccezionalità delle sedute a distanza si vuole far diventare regola. Ho visto consiglieri comunali baresi che intervenivano in aula riprendendosi con la telecamerina mentre erano seduti comodamente in salotto di casa loro (o chissà dove) o mentre sfrecciavano con tanto di casco sui loro motorini. Roba da Stanlio e Olio, altro che rappresentanti dei cittadini baresi. Forse andava bene quando c’era il rischio di infettarsi, ma adesso….che vergogna! Forse solo in qualche altro comune amministrato allegramente (per non dire altro!!) sono ancora consentite queste buffonate, che a Bari vorrebbero per comodità loro rendere istituzionali. Io spero solo che anche i baresi diano una severa lezione a questi politici da commedia napoletana, non andando a votare tra due settimane. Forse solo così certi fanfaroni capirebbero che anche chi vota in cambio di 50/60 euro gli fa schifo andare in cabina elettorale.

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