Il fantasma di Cretaccio
Il più grande degli scogli delle isole Tremiti è al centro di una tenebrosa leggenda

Si erge sull’Adriatico di una trentina di metri, la sua estensione non supera i quattro ettari. Considerata un’isola delle Tremiti, di fatto Cretaccio è il maggiore degli scogli dell’arcipelago. Disabitato, arido e spoglio, non offre alcun interesse turistico. Se Cretaccio incontra un briciolo d’attenzione lo deve alla leggenda che lo riguarda : Il fantasma di un uomo decapitato la percorrerebbe a notte reggendo la propria testa per i capelli… Si tratta, affermano quelli che a certe cose credono fermamente, del fantasma di un forzato decapitato. Ora, che le Tremiti nei secoli siano state adibite a colonia penale è storicamente documentato. È accettabile quindi l’idea che un malriuscito tentativo di fuga sia stato punito in modo esemplare a scopo intimidatorio. Per cui, una volta eseguita la sentenza nel cortile della colonia penale, si può immaginare che le spoglie dell’infelice siano state sepolte a Cretaccio. Di qui il prendere vita della storiella di cui prima (con l’inevitabile contorno della notte d’Ognissanti, della luna piena, di urla raccapriccianti…). Senza addentrarsi nel labirinto delle credenze esoteriche, il tema del decapitato che vaga in cerca della propria testa o che, avendola trovata, erra senza pace tenendo la stessa fra le mani, è antico quanto il mondo. Tale tema è centrale a ‘La leggenda di Sleepy Hollow’, anche conosciuto come ‘La leggenda della valle addormentata’ o ‘La valle del sonno’, un racconto dello scrittore statunitense Washington Irving raccolto nell’antologia ‘Il libro degli schizzi’, pubblicata nel 1820. In essa si racconta di un mercenario assiano che partecipò alla guerra d’indipendenza americana. Durante “una qualche battaglia senza nome”, nei pressi della chiesa olandese e del cimitero della Valle Addormentata, una palla di cannone gli staccò di netto la testa. Da quel giorno il soldato decapitato, diventato il cavaliere senza testa, vaga ogni notte in quella contrada boscosa alla bramosa ricerca di una testa. A tale scopo assale i passanti per decapitarli e rimpiazzare la testa persa con quella del malcapitato. – Nell’immagine, un dipinto di John Quidor realizzato nel 1858. E’ interessante notare come il cavaliere decapitato sollevi con la sinistra una zucca (che sostituisce la testa perduta). Si tratta di una ‘jack-o’-lantern’, la classica lanterna in uso ad Halloween ricavata da una zucca scavata in modo da ricavarne un volto grottesco a rappresentazione delle anime dannate che vagano per la terra. – Un’altra celebre storia di decapitati a spasso nella notte col capo in mano riguarda Beatrice Cenci, la nobildonna romana giustiziata a Roma all’età di ventidue anni per aver assassinato il padre incestuoso. Si dice che il suo fantasma ogni anno, nella notte tra il 10 e l’11 settembre (giorno della sua messa a morte), attraversa il ponte che porta a Castel Sant’Angelo reggendo fra le mani la propria testa.
Italo Interesse
Pubblicato il 10 Luglio 2025



