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Il forzista D’Attis respinge ai mittenti l’ultimatum delle primarie

L’ultimatum dei “sovranisti” baresi a Forza Italia per l’individuazione attraverso le primarie del nome da candidare a sindaco di Bari alle amministrative del 2019 è stato rispedito ai mittenti dal neo responsabile pugliese del partito di Silvio Berlusconi, il deputato brindisino Mauro D’Attis, che sull’argomento, in un’intervista apparsa oggi (ndr – ieri, per chi legge sabato) sull’edizione locale di un importante testata giornalistica nazionale, ha ribadito la contrarietà del suo partito per una metodo che da sempre suscita perplessità nel fondatore e leader del partito Azzurro, Berlusconi, che – come è noto – è sempre stato contrario all’individuazione dei nomi da fare eleggere con il voto ai gazebo, poiché tale modalità di scelta non sempre è sinonimo di garanzia sia sulle capacità amministrative che sull’autorevolezza del prescelto. Insomma, D’Attis nel ribadire la contrarietà del suo partito alle primarie ha detto in modo chiaro che a Bari la scelta del candidato sindaco di un centrodestra unito non può certo essere quella di affidarsi a prove muscolari tra i possibili aspiranti candidati, ma deve essere quella della condivisione sull’autorevolezza del nome, che per essere tale deve quindi essere soprattutto una figura di sintesi e di raccordo tra le civiche e le tradizionali sigle politiche nazionali della coalizione. Infatti, il neo responsabile pugliese di Fi sa bene che, per sperare di vincere alle prossime amministrative baresi, il centrodestra ha bisogno di un nome da portare come candidato sindaco che rappresenti un valore aggiunto per la coalizione e, quindi, che sia in grado di portare in dote un proprio autonomo bagaglio elettorale che dovrebbe aggiungersi ad uno schieramento che sulla carta, al momento, non è verosimilmente autosufficiente per conquistare la poltrona di Primo cittadino. Se a ciò, inoltre, si aggiunge che molto probabilmente la partita decisiva per l’assegnazione di tale poltrona potrebbe giocarsi al turno di ballottaggio contro la ricandidatura del sindaco uscente di centrosinistra, Antonio Decaro, allora il quadro sarebbe ancor più complicato se a correre per il centrodestra non fosse un nome in grado di spostare voti a proprio favore sottraendoli dallo schieramento contrapposto. Infatti, il rischio maggiore a Bari nel caso che il centrodestra decidesse di affidarsi alle primarie, per la scelta del nome da candidare a sindaco, è che a determinare l’avversario di Decaro non siano effettivamente gli elettori che nel capoluogo sperano ed auspicano in un ricambio ai vertici del Palazzo comunale di corso Vittorio Emanuele e che, tra gli aspiranti candidati a sindaco del centrodestra, risulterebbe potenzialmente più competitivo, ma la pletora di finti elettori di centrodestra che potrebbe essere fatta confluire ad esprimersi ai gazebo per far vincere il nome che potrebbe essere più di comodo agli schieramenti avversi e, in particolare, al sindaco uscente per la riconferma. Timore, questo, che a Bari con delle primarie di centrodestra aperte in maniera indistinta sarebbe più che fondato, considerato che il governatore pugliese, Michele Emiliano, ha intorno a se una pletora di personaggi fuoriusciti proprio dalle fila del centrodestra e che facilmente potrebbero pilotare il voto ai gazebo, convogliando truppe di un elettorato clientelare che sarebbe determinante nell’esito delle primarie, ma che quasi sicuramente, poi, alle secondarie non voterebbe neppure per il centrodestra, perché facente parte della schiera organizzata e funzionale al centrosinistra gestito da Emiliano e Decaro.  Insomma, il rischio per il centrodestra barese che, con le primarie, a scegliersi realmente il nome da candidare a sindaco possa essere Emiliano, e quindi il centrosinistra, anziché l’elettorato barese svincolato da rapporti di clientela politica con il governatore pugliese, è alquanto concreto. Ed è per tale verosimile ragione che il neo coordinatore pugliese di Forza Italia, D’Attis, ha preso ulteriormente tempo, spostando di fatto ogni decisione a dopo l’Epifania sulla richiesta di primarie che, ultimamente, gli omologhi pugliesi di Lega, Fratelli d’Italia e fittiani hanno “notificato” in modo quasi perentorio al partito di Berlusconi. E chissà che durante le festività natalizie, tra una fetta di panettone e qualche bicchiere di spumante, qualcuna tra le sigle che attualmente spingono per le primarie possa pensarci meglio e ritornare sui propri passi. Sempre che, questa volta, per il centrodestra barese l’intenzione sia effettivamente quella di provare a vincere alle amministrative non con finte primarie, ma alle secondarie. Ossia alle “vere” elezioni.

 

Giuseppe Palella

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