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Il futuro politico di Emiliano alla Regione è tutto un quiz

 

Il futuro politico del governo regionale a guida Emiliano è tutto un quiz. Infatti, nelle fila della maggioranza di centrosinistra, che alle regionali del 2015 ha portato Michele Emiliano alla guida della Regione Puglia, la confusione regna sovrana ed il Presidente stesso è fermo al palo su molte delle questioni che dovrebbero riguardarlo in prima persona nelle scelte di governo dell’Ente, a cominciare dal completamento dell’organigramma di Giunta, che da mesi è incompleto e solo qualche settimana fa – come è noto – ha visto reintegrato il consigliere Giovanni Giannini del Pd nel posto di assessore ai LL.PP. e Trasporti, dopo una parentesi di ben undici mesi circa di indecisione nella scelta del nome per uno dei posti chiave del governo regionale, qual è per l’appunto l’assessorato ai Trasporti ed alle opere pubbliche. All’appello, però, mancano ancora, nell’esecutivo regionale pugliese, il titolare all’Ambiente e quello alle Attività produttive e Sviluppo economico. Né c’è più traccia del programma di fine legislatura da attuare prioritariamente entro la fine del mandato, nella primavera del 2020. A preoccupare di più nell’immediato il governatore Emiliano sono verosimilmente i temi della politica che di qui fino alla sua riproposizione a Presidente della Regione, agli inizi del 2020 per l’appunto, possono mettere a repentaglio la sua riconferma a governatore. Infatti, la coalizione di centrosinistra come pensata fino a prima delle ultime elezioni politiche praticamente non esiste più sul piano elettorale o, quantomeno, sarebbe molto debole anche in Puglia, qualora lo scenario futuro dovesse rimanere immutato a livello nazionale. A questo si aggiungerebbe la già difficile posizione di Emiliano all’interno del suo stesso partito, il Pd, che di certo non sarebbe compatto nell’auspicare una sua ricandidatura nel 2020, sia perché ne teme la sconfitta, sia perché il governatore pugliese è ormai entrato in aperta rotta di collisione con gran parte del suo stesso partito a livello nazionale, ma forse anche locale. Quindi, per Emiliano il problema più urgente è forse quello di capire con chi dovrà allearsi in futuro per rimanere a fare il Presidente della Regione o, quantomeno, di creare le condizioni affinché la partita delle regionali del 2020 non si trasformi per lui in una sconfitta già a tavolino, prima ancora che nelle urne. Un’idea chiara al riguardo Emiliano quasi sicuramente non l’ha ancora, però un quadro di massima l’avrà pur pensato. E le direttrici su cui muoversi sono almeno due. La prima è verosimilmente quella di intavolare un rapporto con il M5S anche se su questo fronte sembrerebbe quasi impossibile che si possa addivenire ad un’intesa a livello locale senza il placet dei vertici nazionali di detta formazione politica. Un placet che però difficilmente potrebbe arrivare almeno fino a quando Emiliano farà parte del Pd ed avrà tale partito nella coalizione che lo sosterrà. La seconda direttrice, invece, vedrebbe il governatore pugliese protagonista di un possibile fronte elettorale marcatamente anti nazional-populisti, ossia anti Lega-M5S, che potrebbe formarsi sotto l’ombrello di un europeismo spinto e che, in tal caso, potrebbe portare a coinvolgere spezzoni importanti del centrodestra come ‘Forza Italia’ e centristi di ‘Noi con l’Italia’ che in Puglia, rappresentando elettoralmente numeri importanti, uniti al Pd e ad alte formazioni moderate del centrosinistra (civiche, socialisti, radicali, ecc.) potrebbero consentire nel 2020 ad Emiliano di affrontare la “battaglia” delle regionali in quasi sicurezza o, quantomeno, in condizioni di operabilità di vittoria. Da non dimenticare, infatti, che alle regionali non c’è ballottaggio, perché ad essere eletto presidente è il candidato che prende più voti. Lo schema del trasversalismo ‘destra-sinistra’ d’altronde è stato sperimentato già in alcune realtà comunali pugliesi (vedi ultimamente Barletta) ed ha dato un risultato positivo anche senza l’apporto del Pd che, in alcuni casi, ha raggiunto percentuali di consenso ad una sola cifra. Però, per optare con convinzione su quest’ultima direttrice di marcia Emiliano ha bisogno di capire se l’asse giallo-verde del governo nazionale reggerà fino al 2020. Diversamente le alleanze possibili per le prossime regionali sarebbero tutte da ridefinire. Ma, forse, il nodo fondamentale da sciogliere per il governatore pugliese è quello della sua permanenza o meno nel partito di “Matteo Renzi & C.” Infatti, senza tale dilemma tutte le possibili ipotesi di alleanza sarebbero per lui solo fantasmagorie costruite sul nulla.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 25 Giugno 2018

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