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Il Generale non venne a Bari

Anniversario di nascita di Giuseppe Garibaldi. Non si può dire che in questi 160 anni Bari si sia dimenticata di questo condottiero cui ha dedicato una ben nota piazza, un poco noto ponte (quanti sanno che il cavalcavia che congiunge via Apulia e via Di Vagno alla Madonnella si chiama ‘Garibaldi?), una Scuola Elementare e un Istituto Comprensivo. Una seconda Piazza Garibaldi è a Carbonara. Vichi e vie Garibaldi sono a Santo Spirito, Ceglie, Loseto e Palese. Ancora a Bari fanno da contorno a questi omaggi, via Anita Garibaldi e via Nizza (città in cui il Nostro nacque il 4 luglio 1807). Troppi omaggi (non solo a Bari) brontolano i detrattori di questo personaggio cui rimproverano d’essersi fatto strumentalizzare dai Savoia per ‘consegnare’ il popolo del Mezzogiorno a un sovrano ‘straniero’. Di sicuro Garibaldi gode di maggiore stima all’estero, dove è unanimemente ricordato come il moderno prototipo del difensore degli oppressi, del liberatore, del combattente indomito e leale… Un ruolo ricoperto si può dire in tutto il mondo. Quanta strada fece quest’uomo tra nave, cavallo e carrozza? Una quantità impressionante di chilometri. Non uno dei quali percorso in Puglia. Eppure qualcuno giura d’averlo visto una volta a Bari mentre percorreva via Sparano a bordo di una carrozza. E non finisce qui, perché poi l’Eroe, sceso davanti ad un’umile abitazione, vi avrebbe fatto ingresso, per uscirne alcuni minuti e allontanarsi ancora a bordo di quella carrozza forse in direzione della stazione… Una storia raccontata da Vito Melchiorre, cui l’aveva riferita un affermato oculista barese, a sua volta depositario di una memoria del padre : Un povero sarto barese, padre di 23 (!) figli, oppresso dalla miseria, perde la ragione e cade nell’idea che solo il Generale possa salvarlo usandogli l’onore di fare da padrino all’ultimo figlio di quella biblica nidiata. Così prende a tormentare il primo cittadino perché si faccia da tramite (il sarto non sa nemmeno scrivere). L’infelice diventa la barzelletta dell’anticamera del Sindaco, dal quale non verrà mai ricevuto. Siccome il suo caso fa pena, provano a liberarsene concedendogli un piccolo sussidio. Non serve, l’uomo insiste sino a rendersi ridicolo. Scivola nella paranoia, si riduce a letto. Finché un giorno, miracolosamente, ecco Garibaldi!… Per meglio dire, uno che somiglia al Generale. Questa la nostra idea. E questa la nostra ricostruzione : Mortificati dallo stato di salute del loro congiunto, i famigliari più stretti maturano l’idea di sedare il poveraccio illudendolo. Così, qualcuno si traveste da Garibaldi e si reca a far visita al sarto. E perché la messinscena funzioni, non trascura in precedenza di farsi vedere in giro, sì che qualcuno abbocchi e si faccia cassa di risonanza di una pietosa menzogna. Dovette andare così. La storia di Garibaldi a Bari, precisa Melchiorre, “non è sostenuta da alcuna certezza documentaria”.

Italo Interesse

 

 

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