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Il giro dell’Asia Estrema in 87 giorni

Verso la fine del Settecento tra i giovani dell’aristocrazia nordeuropea prese piede il costume del Grand Tour, un lungo viaggio di formazione che aveva come meta principale l’Italia. L’esperienza era accompagnata dalla stesura di un diario di viaggio ;  alcuni di questi diari sono passati alla storia (su tutti, ‘Viaggio in Italia’ di Goethe). Per paradosso, oggi che si viaggia infinitamente di più il resoconto di viaggio ha fatto il suo tempo, sostituito da un telefonino che, di fatto, trasforma ogni viaggiatore in una sorta di youtuber a caccia d’iscrizioni e visualizzazioni. Per fortuna c’è ancora chi va in controtendenza. E’ il caso di Gaetano Appeso, ufficiale della Marina Militare, uomo ‘curioso’ e cultore del viaggio non organizzato. Già autore di ‘E-mail dall’Amazzonia’ (2014),  ‘Tiancháo – Taccuino di un viaggio in Oriente’ (2015), ‘Mesoamerica – Sulle tracce del Serpente Piumato ‘ (2017)  e ‘E-mail from  the Amazon’ (2019), Appeso si ripresenta con ‘Asia estrema’, libro appena pubblicato da Antonio Dellisanti Editore. L’Asia ‘estrema’ in questione vuol dire Vietnam, Cambogia, Laos, Thainlandia, Malaysia e Indonesia, terre che il Nostro, zaino in spalla, percorre con ogni mezzo, anche a piedi, nel giro di ottantasette giorni (il libro è accompagnato da numerosi scatti fotografici, alcuni dei quali molto belli). ‘Asia estrema’ è documento da prima linea, è espressione di anti-turismo, di contro-vacanza. E’ una sfida, ma non fine a sé stessa. Fra cibo, incontri e avversità naturali Gaetano Appeso rischia ripetutamente, senza mai demordere. Anzi, quasi un forzato da tappeto verde, ogni volta rilancia. Alla fine la spunta e torna a casa, carico di un’esperienza invidiabile. C’è dell’Ulisse in lui. E come in Odisseo, anche qui l’ansia di sapere alla fine gli spegne il sorriso. Malgrado il lungo viaggio gli abbia riservato molti incontri felici, Appeso non mostra gaiezza nel suo racconto. Anche là dove non si parla di disgrazie, di miseria e sfruttamento, tra le righe della sobria narrazione striscia un senso di mestizia. Un prezzo, crediamo, al quale l’Autore era preparato. Nella nota introduttiva egli infatti ammette d’avere sempre avuto una conoscenza virtuale delle sciagure del mondo poiché “protetto dall’acciaio delle navi da guerra” (Appeso ha partecipato a missioni di pace in Africa e Asia). Di qui la decisione, un giorno, di abbandonare la ‘corazza’ e avventurarsi ‘nudo’ tra il dolore dell’Asia estrema per capire, finalmente. – Il libro verrà presentato da Cristina De Vita sabato 17 ottobre alle 17:30 a Santa Teresa dei Maschi.

Italo Interesse

 

 

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