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Il Giudizio che non t’aspetti

Il Giudizio Universale è tema ricorrente nell’iconografia cristiana che in passato ha sedotto generazioni di Maestri. Celebri le rappresentazioni di Michelangelo, Giotto e Luca Signorelli. Opere d’arte purtroppo distanti da noi centinaia di chilometri (Cappella Sistina a Roma, Cappella degli Scrovegni a Padova, Duomo di Orvieto). Eppure – quanti lo sanno? – un Giudizio Universale è affrescato anche in Puglia. E ad ospitarlo non è alcun enfatico tempio, bensì un luogo di culto piccolo e senza pretese che si leva a due passi dal capoluogo. La Chiesa dell’Annunziata di Campagna, posta sulla strada che da Bitonto conduce all’aeroporto di Bari Palese, risale al Quattrocento, si presenta a pianta quadrata con spessi muri perimetrali in tufo locale e volta a botte. I muri interni sono coperti da affreschi a tempera collocati senza criterio iconografico. Tale disordine si spiega col fatto che le pitture furono commissionate in tempi diversi – il periodo è quello compreso tra XVI e XVII secolo – da fedeli appartenenti ai centri vicini (al margine del dipinto di San Giuseppe si legge che esso venne commissionato nel 1586 da Isabella de Agrestis nobildonna bitontina). Le opere vengono attribuite a pittori locali (leggibile è solo il nome di un tale maestro Ruggiero Bruno). Sul piano formale e cromatico le decorazioni evidenziano tracce evidenti del manierismo tardo rinascimentale con reminiscenze medievali. Ampia la varietà dei soggetti : la Natività, San Michele Arcangelo, l’Adorazione della Croce, Sant’Antonio Abate, San Giuseppe, Santa Lucia, San Nicola, San Sabino… Su tutti si impone il ciclo del Giudizio Universale, il dipinto più antico e che alcuni studiosi hanno attribuito a Ruggiero da Cosenza, un autore molto attivo ad Altamura e Matera alla fine del Quattrocento. Avvolto da una fascia ornamentale di chiaro stampo rinascimentale il ciclo comprende Il Seno di Abramo (luogo del riposo dei giusti nel giudaismo del Secondo Tempio), la barca di Caronte, la Risurrezione dei Morti (anche di quelli periti in mare), la Pesa delle Anime da parte dell’Arcangelo Michele, il Giudizio Finale. In quest’ultima frazione è ritratto Cristo che in veste di giudice pronuncia il giudizio ; lo circonda un coro di angeli e lo affiancano Maria e Giovanni Battista che fanno da intercessori ; uno stuolo di santi adagiati su nuvole gli fa corona. Chiude il ciclo San Pietro ritratto mentre introduce i beati in Paradiso. Chi voglia vedere coi propri occhi l’opera dovrà però pazientare sino al 25 marzo, con l’unica alternativa della prima domenica dopo Pasqua. Sono questi gli unici due giorni in cui il piccolo tempio è aperto ai fedeli.
Italo Interesse

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