Cultura e Spettacoli

Il grande messaggio d’amore verso la nostra terra di Emanuele Ventura

Imprenditore e filantropo pugliese Presidente dell'associazione Cultura & Armonia

 

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”, scriveva Hans Georg Gadamer. Questo, tra i tanti, sembra essere il messaggio di Emanuele Ventura, imprenditore e filantropo pugliese Presidente dell’associazione Cultura & Armonia e responsabile delle politiche aziendali di Willy Green Technology, fondata insieme a Giovanna Giannandrea, amministratrice unica della stessa azienda. Sono tanti i sogni e le speranze rese concrete nel tempo da due personalità da anni impegnate nel sostenere le arti, la musica e la cultura, i cui sforzi congiunti hanno dato vita a un’organizzazione dedicata alla promozione delle eccellenze pugliesi, della cultura e della tradizione, in vista di un progresso che parte da una valorizzazione senza precedenti del nostro territorio, senza pregiudizi di alcun genere, né limitazioni di sorta. Abbiamo intervistato il dott. Ventura all’interno delle suggestive sale di palazzo Cozzolongo a Turi, la nuova sede dell’associazione.

Da quali principi nasce un così nobile proposito?

“Nella mia vita ho avuto la possibilità di viaggiare molto e di girare il mondo. Ne ho viste tante: ricchezza in Giappone, fame in India, morte nel Congo. Diventando imprenditore ho compreso che era giusto dedicare una parte dei nostri profitti a chi ne avesse più bisogno, così ho investito in una serie di progetti infiniti, tra i quali anche quello di mantenere agli studi 16 bambini bisognosi del Ruanda. Ciò che mi aveva colpito in visita in quel paese, fu il loro sguardo triste. Nelle foto non sorridevano affatto, come avrebbero dovuto alla loro età. Mi fu detto in maniera molto secca che non avevano molti motivi per farlo. Questo mi ha fatto comprendere tante cose. Con la mia compagna decidemmo quindi di mantenere agli studi tutti quei sedici bimbi, senza sceglierne uno soltanto, e il regalo più bello è stato poi ricevere un loro video di auguri natalizi, in cui finalmente abbiamo potuto vederli ridere sguaiatamente.”

La vostra associazione promuove diverse iniziative sul territorio rivolte ai giovani, soprattutto legate alla musica, vero?

“Sono tantissime le iniziative che già promuoviamo e che abbiamo intenzione di promuovere, alcune anche molto ambiziose di cui ancora preferisco non parlare. A Turi, per esempio, abbiamo già realizzato una scuola di musica per  ragazzi dai 9 ai 13 anni, completamente gratuita, in modo tale che tra cinque anni questi giovani potranno rappresentare  nuova linfa per le bande musicali, un’altra tradizione culturale del nostro territorio che tengo particolarmente a salvaguardare: la banda di Turi è famosa perché fu costituita da Don Giovanni Cipriani, un parroco straordinario e  anticonformista, che amava salvare i ragazzi dalla strada, formandoli attraverso il grande potere della musica . Da questa esperienza sono nati maestri di conservatorio straordinari. Di recente abbiamo aperto anche una scuola a Noci, e siamo costantemente in contatto con le bande di Palagiano e Palagianello, tra numerosi festival e tanto altro abbiamo davvero fatto tutto quello che potevamo fare in questo senso, ora abbiamo anche in programma di investire, non appena ci sarà data autorizzazione, nel restauro di tre altari principali della chiesa madre, così come andremo avanti in diversi ambiti con diverse iniziative rivolte ai giovani nell’ambito dell’arte, della musica e dello sport.  Io e la mia compagna non abbiamo figli, ma in giro ci sono circa 800 ragazzi che ci considerano loro genitori. Ma questo è solo l’inizio, con la Regione Puglia siamo in ottima sintonia, Aldo Patruno ha mostrato massimo sostegno e sensibilità nei confronti delle nostre iniziative, sollecitandoci anche ad organizzare manifestazioni congiunte.”

E della prima Banda Grande Europea, cosa mi dice?

“Che sarà una bellissima soddisfazione per me, tra le principali attività in programma dell’APS rientra il progetto di istituire l’Apulia Symphonic Orchestra, la prima Banda Grande in Europa. Un’orchestra di fiati composta da almeno 102 elementi, che rappresenterà non solo la ricchezza e la diversità culturale della Puglia, ma che trasmetterà la sua straordinaria eredità musicale oltre i confini nazionali. La banda si esibirà in occasioni particolari ed importanti, e sarà diretta da maestri d’orchestra d’ eccellenza come per esempio Riccardo Muti.”

L’associazione si propone di abbattere qualsiasi forma di stereotipo o condizionamento di classe. Come si potrà attuare tutto questo?

“Qualsiasi tipo di discriminazione o di lotta di parte, credo politico o religioso, differenza sessuale o pregiudizio razziale dovrá stare fuori dalla nostra porta. E chiunque si presenterà insieme ad essi, sarà invitato ad andare via. L’unico nostro interesse sarà quello di salvaguardare il più grande valore dell’umanità, che è quello della Cultura. Perché la cultura e il sapere sono indispensabili per rendere un essere umano capace di discernere tra il bene e il male, elemento imprescindibile per la propria libertà. Nessun potente della terra potrà mai toglierci la possibilità di scegliere di essere noi stessi.”

A suo avviso, quali aspetti si potrebbero migliorare riguardo alla situazione sul territorio?

“Credo che le difficoltà sul territorio siano legate ad un’idea sbagliata che abbiamo dell’associazionismo: ben venga il fatto che ci siano ad oggi tantissime associazioni, perché un’associazione efficiente vuol dire apportare valore sociale, quello però di cui avremmo bisogno è di fare veramente sistema, non di andare in ordine sparso, in maniera che le istituzioni si facciano carico delle nostre esigenze, evitando una dispersività che non giova a nessuno. La vera difficoltà che sto incontrando al momento è quella di far comprendere ai vari amici che hanno altre associazioni che bisogna invertire una certa tendenza per far sì che i più piccoli non soccombano, e solo facendo sistema in maniera unita possiamo raggiungere i nostri obiettivi”.

Cosa si aspetta dal futuro?

“Il nostro sogno è quello di creare linfa vitale nuova per il futuro, perché senza di essa siamo finiti. Dare una possibilità di una vita degna a tutti i ragazzi che non hanno mezzi per studiare o per coltivare i loro talenti, perché personalmente non me la sento di consegnare agli uomini del futuro un mondo fatto solo di guerre, abusi e violenza. Voglio tracciare un solco, aprire la via ad un cammino da percorrere, in questo mi impegno a metterci tutto quello che ho. E se pure non dovessi riuscire a farmi superare da qualcun altro, cosa che invece spero e mi auguro vivamente, potrò almeno aver detto di essere riuscito ad aprire un varco. Vogliamo che dalle mura di questo palazzo, che sono così spesse, esca soltanto amore per la cultura, sotto qualsiasi forma e a qualsiasi livello. Come dicevano i latini sic parvis magna, dalle piccole cose, verranno le  grandi”.

Rossella Cea

 


Pubblicato il 27 Giugno 2024

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