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Il grande mustelide non è scomparso

Due settimana fa, in località Masseria Bosco Cesine – un’area agricola abbandonata nel territorio di Vernole, nel leccese – un setter precipitava in una cisterna il cui tetto era collassato e senza che alcuno si preoccupasse di segnalare il pericolo. Per sua fortuna la povera bestia non era sola. Il proprietario, un cacciatore in battuta, ha allertato i Vigili del Fuoco e questi, aiutati dal Nucleo Carabinieri Tutela Biodiversità di San Cataldo, hanno tratto il cane in salvo. Dieci anni prima era accaduto qualcosa del genere nell’agro di San Ferdinando di Puglia. Questa volta i Vigili del Fuoco salvarono niente meno che un tasso (ricoverato presso il Centro di Recupero WWF di Molfetta, l’animale fu poi liberato in località Acquatetta, nel territorio di Spinazzola). Tassi in Puglia ? Il ritorno in Puglia del grande mustelide è fatto sul quale riflettere. La forte antropizzazione che continua a interessare la nostra regione lascia spazio solo ad animali di piccola taglia (donnola, faina, lepre, volpe). Al contrario, faticano a riprendersi i loro spazi quegli animali come il lupo, il cervo, il capriolo o l’orso, che per la loro mole hanno bisogno di areali piuttosto vasti (fatta eccezione per i cinghiali). Ciò vale anche per il tasso, a proposito del quale negli anni settanta si parlava di sparizione dal territorio pugliese. Ma nel 2010, nelle campagne di Trani, alcuni agricoltori cominciarono a lamentare segni di graffi profondi sui tronchi degli ulivi. Come già era avvenuto una trentina d’anni prima si tornò a parlare di fantomatici animali feroci liberati da incauti allevatori (puma, pantere…). Poi gli esperti conclusero : un tasso. Siccome però quel tasso non era stato visto da alcuno, rimase il dubbio delle fiere o, addirittura, di creature aliene. Alcuni mesi dopo però, in contrada Lamacornola tra Ostuni e Villanova, un agricoltore fotografava un tasso in pieno giorno (evento doppiamente raro, giacché il nostro animale ha abitudini rigorosamente notturne). E’ documentata la presenza seppure sporadica del tasso nel Parco dell’Alta Murgia, nella Foresta Umbra e nei boschi del Subappennino Dauno. Dobbiamo concludere che la capacità di sopravvivere del grande mustelide era stata sottovalutata. Il tasso è un animale che se non trova grotte o anfratti dove rifugiarsi, sa scavare profonde e intricate tane nel sottosuolo. Le tane, dotate generalmente di due o tre aperture, hanno al loro interno numerose gallerie, che vengono ingrandite via via dalle generazioni successive di tassi che vi abitano. In un’unica tana possono vivere contemporaneamente più esemplari di tasso (è interessante notare che, a volte, una parte della tana occupata dal tasso viene utilizzata anche dalla volpe ; in questo caso i due animali usano ingressi e gallerie diverse). Il tasso non è un animale pericoloso per l’uomo. Onnivoro, si nutre di radici e tuberi che scalza con le poderose zampe ungulate. Completano la sua dieta vermi, lumache e serpi, tra cui la vipera, al cui veleno risulta immune. Non esita tuttavia a introdursi in pollai e conigliere dove fa strage. Semmai è l’uomo un pericolo per il tasso. E non solo per la splendida pelliccia. Per i ghiottoni di una volta il tasso a tavola era una prelibatezza, specie se consumato in autunno, quando l’animale in vista dei prossimi rigori invernali si presenta ben pasciuto. Ultima curiosità : nel folclore giapponese l’equivalente del nostro licantropo si chiama ‘tasso mannaro’.

Italo Interesse

 

 

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